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lunedì 9 giugno 2014

Il VOTO? LORDO – TARA = NETTO


Come al solito nelle analisi del voto risultano tutti vincitori e, laddove, si riconosca la sconfitta, si adducono spiegazioni e motivi spesso patetici e ridicoli.
Quasi nessuno si sofferma a far emergere il vero e indiscusso vincitore: l’indifferenza, la caduta di credibilità del momento più alto di una democrazia che voglia definirsi tale, la più o meno cosciente scelta di considerare indifferente chi governala nazione.
Si è rinunciati, ormai, persino alla rabbia. E’ un popolo piegato e rassegnato, quello che riconosce come vincitore, nelle percentuali, Renzi e il suo PD, ultima versione della tanto amata scelta italica di un “uomo solo al comando”.
E’ un popolo che delega sperando, ma sapendo che poi dovrà trovare il modo di arrangiarsi in prima persona  per  risolvere i propri problemi, chè i governi hanno altri cui rendere conto: le banche, l’Europa a trazione Merkeliana, i propri referenti e padrini economici e finanziari.
Alle ultime votazioni europee il Pd, si diceva, ha sbancato con oltre il 40% delle preferenze, il maggior antagonista il M5S si attesta intorno al 21%, il Partito azienda del condannato di Arcore si deve accontentare di un misero (per lui) 17%.
Fuochi d’artificio, titoloni sui giornali, l’Italia ha premiato Renzi e il PD, s’aprono nuovi scenari e via cantando e contando.
Vediamo invece la realtà scevra dai trionfalismi più o meno  interessati e da letture accondiscendenti e fuorvianti.
Gli iscritti al voto erano circa 49milioni 500mila, di questi hanno effettivamente esercitato il diritto il 57% pari a circa 28milioni, se ne deduce che lo stratosferico successo tra gli italiani si ridimensiona non di poco difatti i voti presi dal PD (il riferimento è soprattutto a questo Partito perché è quello più eclatante) non sono più il 40% degli italiani ma un effettivo e meno esaltante 20,2%del totale, ovviamente lo stesso ridimensionamento va effettuato in proporzione per tutte le altre liste presenti.
Considerando anche le schede nulle o bianche, risulta trionfatore con oltre il 50% il partito della non scelta. Per ulteriore precisione, i votanti per i ballottaggi nei comuni in cui si votava sono stati meno della metà rafforzando ancor di più questo ragionamento. 
Ancora più impietoso il dato che si riferisce al numero di elettori che hanno incoronato nuovo re Renzi  anche solo partendo dal dato Veltroniano. ( il PD partiva da un corpo elettorale di oltre 14 milioni di elettori ora si ritrovano uno da 11 milioni). Il PD del 2006 ottenne 19 milioni ma era in coalizione. Quindi, in assoluto il trionfatore tecnicamente, non solo non ha vinto, ma ha addirittura perso rispetto i voti presi dai suoi predecessori.
Ora, qualsiasi classe politica degna di questo nome, si sarebbe posto come primo problema l’analisi di questo deficit di democrazia e rappresentanza e il primo cruccio sarebbe stato quello di riconoscere che la maggioranza del popolo che si vorrebbe rappresentare e governare non si riconosce in noi!.
Invece queste belle testine che lezione traggono da tutto ciò?
“Ora acceleriamo le riforme” e la prima e la più urgente quale sarà? Quella elettorale! Bene! Si sono finalmente resi conto che quella vigente non è rappresentativa ed è incostituzionale.
Macchè, si sta lavorando, e adesso con maggiori possibilità di successo, ad una riforma che ponendo paletti e limiti alla rappresentanza democratica va a premiare e rafforzare ancor di più quelle forze che, con il 20% effettivo o meno, come dicevamo prima, avranno un potere smisurato!
Questa legge assieme all’eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti sarà la pietra tombale di ogni speranza di cambiamento, potrà fare politica e avere visibilità solo chi avrà potentati economici alle spalle o una forte esposizione mediatica (es.Grillo).
Io credo nella democrazia, è un valore irrinunciabile.
Ma la democrazia è tale solo quando favorisce la partecipazione e la rappresentanza, quando diventa alibi e scusa per manipolazioni pseudolegali e incostituzionali che di democratico hanno ben poco diventa uno strumento oppressivo e limitante di libertà e diritti.
Rialzeremo mai  la testa? Saremo più in grado di liberarci dal basto e dal giogo posti sulle nostre spalle e sulle nostre teste? 
Francamente non lo so, ma continuerò a lavorare e impegnarmi affinchè ciò possa, prima o poi, avvenire e vorrei continuare a farlo anche potendo votare chi mi rappresenta e non solo il più “forte”.
Ad maiora.


MIZIO

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