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venerdì 4 maggio 2018

ESTRANEI

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Quando nasci periferia della periferia, si rischia di partire già sconfitti, e, ovviamente, all'inizio non lo si sa. Si impara piano piano, dai discorsi dei genitori, dagli sguardi dei benpensanti, dai desideri che rimangono inappagati.
Lo si impara quando l'unica scelta è la strada di cui si deve imparare le regole non scritte, ma vive, palpabili, fin troppo  violente. Se non si riesce a vibrare armonicamente e in sintonia con quel mondo, ci si ritrova a scivolare verso un senso di estraneità a tutti suoni e colori che ti circondano. si comincia a sentire e far proprio uno stato di non appartenenza. Probabilmente troppo fragili e impreparati per quel paradigma. Sarebbe stato più facile fare come i tanti e assecondarne le aspettative. Tutto sommato sarebbe stato quasi naturale, per certi versi, forse, persino obbligato.  Certamente più difficile, complesso cercare di rimanerne fuori. M quasi mai è una scelta cosciente. E' un ritrovarsi a fare i conti con sè stessi. E', quasi, una condanna alla solitudine anche in mezzo alla folla. E' un essere messo costantemente e brutalmente alla prova. Come quando un dolore empatico  segnò l'infanzia per quel  vicino di banco cui morì  improvvisamente la madre. Talmente forte e insopportabile da chiedere alla propria, di madre, piangendo di cambiare classe. E quando si mise a repentaglio la propria incolumità per difendere un amichetto da una violenza gratuita e vigliacca. Erano più grandi e le si è prese, ma di fronte al dolore e alle ingiustizie, devo dire, il senso di estraneità, da sempre, vacilla.  Comunque, al di là degli episodi, non sapendolo ancora,  in quei momenti iniziava il personale percorso di riscatto. Riscatto che, per molti, è scalata sociale, riconoscimento economico e supina accettazione delle regole del vivere civile e borghese. Per il potenziale estraneo era sforzo di comprensione, lavoro sfibrante e continuo su sé stesso. Nonostante le innumerevoli sbucciature di ginocchia e rotture di denti per gli ostacoli non previsti e non prevedibili, su cui inevitabilmente si andava a sbattere.
Col tempo si capisce  che, anche,il senso di estraneità non può spingersi fino al punto estremo di affidare al caso e alle bizzarie della vita la propria incolumità, o comportare l' inazione rispetto le ingiustizie. Con pazienza si sono ricercati i migliori prodotti impermeabili da spalmare sull' anima. Creare una barriera fra la  pelle e il resto del mondo sembra essere necessario per girovagare nelle strade della vita. Strade che, più si cresce  e più aumentano di numero rendendo, conseguentemente, sempre più problematica la scelta di quella giusta:
Hai fatto la conoscenza con le suadenti sirene piazzate strategicamente su ognuna di esse, con le loro luci, i loro richiami, le loro sfavillanti promesse di felicità. Lo sforzo per resistere a quegli inviti sarebbe stato sicuramente superiore alle proprie forze, se non ci si fosse trovati fin da subito a coltivare l’estraneità. Coscienti di essere nel mondo con le sue regole incomprensibili, ma altrettanto decisi a non farsi travolgere dai suoi flutti e affondare nei suoi gorghi. Si è costretti, spesso, a scegliere l'ombra come condizione necessaria. Ai lati della strada, non come rancorosi e bramosi spettatori, come si sembra esser condannati, ma come coscienti e attenti osservatori. Solo apparentemente ai margini dell' ininterotto fluire vitale, perchè, altrettanto inevitabilmente, si è esposti anche agli schizzi di fango e.....di peggio.  D'altra parte non si è sulla terra per scivolare su di essa, ma per conoscere le sue impurità, le sue contraddizioni, i suoi limiti. Qui non potrai mai volare,  è vero, ma non è detto che l' unica alternativa sia affogare nella melma. Anche se è altrettanto vero che, qualche contaminazione, è inevitabile che ci tocchi e ci segni.
Nasciamo ignari e moriremo altrettanto ignari. Nei due momenti cruciali dell'esistenza siamo stati e saremo soli, ci accompagna, probabilmente, solo lo stesso senso di smarrimento e di angoscia. Ma tutto ciò che è in mezzo a questi due momenti deve essere conoscenza, ampliamento di coscienza, esperienze di equilibrio sentimentale da vivere con consapevole e apparente estraneità!

MIZIO

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