martedì 15 settembre 2026

C'E' CONFUSIONE; GRANDE CONFUSIONE

Direi che la vecchia differenza tra destra e sinistra fino a qualche anno fa, fosse già ampiamente sufficiente per chiarire e scegliere da che parte stare. Tutte le differenze subordinate, spesso trasversali, che si sono aggiunte nel corso degli anni, mi pare abbiano introdotto elementi di confusione scarsamente comprensibili ai più. Confusione che aggiunta a scelte scarsamente comprensibili e ancor meno condivisibili, dei rappresentanti di quei vecchi schieramenti. Ha aumentato notevolmente il distacco emotivo delle masse dai processi e dalla partecipazione democratica. Cosa che, vista con occhio un minimo libero e non condizionato, fa sicuramente il gioco dei padroni del vapore e del loro sistema. Già aver permesso di essere trascinati, ad esempio, in un conflitto puro e semplice tra sovranisti e globalisti, nel recente passato, senza operare i necessari distinguo, ha operato un primo strappo da un processo cognitivo collettivo. Poi il covid e le successive speculazioni hanno permesso un'ulteriore massificante operazione di demonizzazione tra novax complottisti e non. Queste divisioni procurate e alimentate ad arte, hanno contribuito, indubbiamente, a scompaginare ulteriormente energie e forze che potevano, tranquillamente, ritrovarsi dalla stessa parte della barricata. Se questo non è avvenuto e anzi, si sono approfonditi i fossati, credo debba sollecitare più di una riflessione. Demonizzare giustamente le stupidaggini parascientifiche spacciate sui vaccini ha di fatto, contribuito a mettere sullo sfondo la questione del potere e delle intromissioni delle grandi multinazionali farmaceutiche. Rispetto il diritto alla salute e ad una sanità pubblica per tutti. Così come lo scegliere di schierarsi per Biden nelle elezioni americane, sottacendo o facendo finta di ignorare, che lui o Trump non siano altro che facce diverse dello stessa medaglia. Non aiuta certo nella comprensione dei conflitti politici, economici e armati che si alimentano nel mondo. Non voglio neanche accennare alle scelte di campo pregiudiziali e aprioristiche operate nel conflitto Russia Ucraina. Oltre i silenzi prolungati sulla questione palestinese e di Gaza. Troppo fresche e troppo intrise di pregiudizi per operarne un'analisi serena e libera. Sono d'accordo con la lettura che vede l'attuale sistema, al momento, troppo forte per poter essere abbattuto o cambiato in profondità. Quindi si rende necessaria, realisticamente, una lotta e presenza di forte resistenza. Ma far discendere da questa, una trasformazione della propria posizione critica, libera e alternativa, anche se proiettata al futuro, in una gamba a sostegno e difesa dell'attuale sistema. Rischia di essere scarsamente comprensibile,  contribuendo alla confusione e disaffezione cui si accennava prima. Quando dico che a sinistra, perchè è a quella parte che mi riferisco, per cambiare e anche scandalizzare, bisognerebbe cominciare a cambiare e scandalizzare prima di tutto sè stessi, è proprio a questo che faccio riferimento. Ad una capacità di lettura che, oltre che basarsi sui logici e naturali retaggi ideologici storici. Li sappia però interpretare, adattandoli al momento e ai bisogni  contingenti. Non permettendo che la propria agenda di azione, lotta e scelte sia troppo condizionata dagli interessi e dalle logiche del potere e del sistema. Anche se, di quel potere e di quel sistema se ne deve obbligatoriamente tener conto.

Ci serve forse un Pasolini del secondo millennio che sappia fustigare modi, limiti e tic dell'attuale classe dirigente e del momento politico. Ma sembra che l'opera di destrutturazione politica e sociale operata dal sistema abbia provocato un crollo della qualità complessiva, non solo a livello di classe politica, ma anche di quel ruolo critico indispensabile della cosiddetta intellighenzia. Quindi c'è poco da stupirsi se le risultanze, strapiene di limiti e carenze, sono poi quelle che vediamo intorno e anche dentro di noi.

MIZIO



lunedì 7 settembre 2026

TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE




Nessuno più di me vorrebbe che ci fosse un argine a questa deriva che sembra inarrestabile, umana, prima che politica. Questa follia che sembra ormai, pervadere e influenzare gran parte del paese, dell'Europa e non solo. Perchè la paura, l'egoismo, il bisogno di sicurezza, su cui giocano certe forze e certi personaggi, sono, tutto sommato, sentimenti umani. E come tali, ineliminabili. Ma sicuramente da indirizzare e limitare nel loro manifestarsi, limitato e in negativo, sul piano pratico e politico. E questo può essere fatto solo con un lavoro paziente, continuo e persino pedagogico di ricostruzione di quella fiducia e di quel rapporto critico, ma funzionale ad una crescita collettiva morale, umana, prima ancora che politica ed economica.

E arrivo rapidamente al vulnus. Certamente si può sconfiggere elettoralmente questa destra. La questione si pone nel momento i cui si decide il come farlo. Un'ammucchiata di sigle, come sembra essere l'unica possibilità attualmente, è sicuramente oggi, quasi obbligata. Ma nella sua purtroppo quasi, obbligatorietà contiene in sè però, già il seme del del ritorno boomerang, in tempi rapidi dello stesso pericolo che si vuole combattere oggi.

A meno che, i personaggi (!) e le forze che di questo campo fanno parte. Improvvisamente e anche incredibilmente, siano convinte e consapevoli che si tratta semplicemente di una toppa. Non risolutiva e non esaustiva.
E che il vero argine e limite al manifestarsi e al ripetersi del successo di certe forze, sta nell'avanzamento sociale delle masse. Non nella difesa degli interessi di pochi. Sta nel fornire servizi, educazione e sicurezza sociale investendo in questi piuttosto che in guerre inconcepibili e inaccettabili. Sta nell'accettazione ed educazione alla diversità. Nella consapevolezza che siamo tuti marinai e passeggeri di questa enorme, ma pur sempre limitata, nave che chiamiamo Terra. Che prima di confini e razze è la casa comune di tutti. Di cui dovremmo prenderci cura collettivamente. E che sta soprattutto, nel considerare prevalente sempre e in maniera assoluta la vita e i bisogni delle persone. Rispetto quelli di qualsiasi accordo capestro, ricattatorio o obbligato da rapporti di forza sbilanciati e ormai inaccettabili.
Perchè, se così non fosse, alla prossima tornata elettorale che ci sarà. Ci si potrebbe trovarsi di fronte, seguendo la stessa logica legata al momento specifico. Alla necessità di fare fronte comune, magari anche con l'attuale destra che si vuole combattere. Giustificando il tutto, con la sola motivazione di dover sconfiggere altre forze, ancor più pericolose perchè dichiaratamente nazifasciste senza infingimenti.
Insomma il momento è sicuramente il più delicato e pericoloso dal dopoguerra ad oggi. Guerre, difficoltà economiche, paure diffuse e alimentate ad arte, problemi enormi ambientali. Mettono tutti di fronte a enormi responsabilità. E a fronte di queste, ridurre e limitare il tutto a una semplice rinfrescata alle pareti. Senza trovare una quadra comune per rinsaldare le fondamenta e l'intera struttura architettonica in modo permanente. Non elimina e non risolve alcunchè. Rischia solo di rimandarne sine die il problema. Sperando che, nel frattempo, non crolli tutto definitivamente.

MIZIO

domenica 30 agosto 2026

FASCISTA È....?


Tanto per chiarire, per me il fascismo piu' pericoloso non e' tanto quello nostalgico che guarda al ventennio, al suo presunto ordine. Quello dell'ostentazione bulimica dei suoi simboli e del duce. Quello e' stato gia' giudicato dalla storia e rimane confinato in un ristretto ambito di nostalgici. (sempre comunque troppi).

Il fascismo peggiore e' quello che si e' impadronito delle coscienze di tanti che lo esercitano sempre piu' spesso e sempre piu' scopertamente. Ci si mimetizza all'interno di un sentire comune strisciante che porta comunque, sempre a una condivisione e un'approvazione di massa basata sui peggiori luoghi comuni. Come se una condivisione collettiva rappresentasse gia' di per se' una legittimazione. Ovviamente tali manifestazioni e derive collettive non nascono sotto un cavolo. Ma rappresentano una reazione becera, logica e semplice a una situazione sociale oggettivamente difficile. E che sta scivolando sempre più verso una catastrofe annunciata, tra guerre assurde (quale guerra non lo è?), cambiamenti climatici, insicurezza e rischio povertà diffusi. Ma, soprattutto, sono veicolate scientemente con azioni di condizionamento mediatico ossessivo, da parte di soggetti (questi si schifosamente consapevoli) che li alimentano per interessi neanche troppo nascosti..
Allora perche' parlo, in questo caso parlo di fascismo e non anche di altro.
Perche' il fascismo rappresenta storicamente, la massima espressione politica dell'intolleranza. Della supremazia per diritto divino di alcuni a scapito di altri. Dell'esaltazione e legittimazione del disprezzo e dell'odio per il diverso. Quindi quando si vede alimentare, spesso anche con false notizie, l' odio razziale come si può non assimilarlo al fascismo? Quando, nei casi inconcepibili di violenza sulle donne, si va ad analizzare l'eventuale comportamento "libero" o "provocatorio" della vittima, non si tratta, tutto sommato, di un atteggiamento fascista? Quando individuiamo nel nemico da combattere il comunque diverso da noi, non e' forse fascismo? Quando giustifichiamo il potere se colpisce i lavoratori e i loro diritti. O gruppi che non siamo noi stessi, non e' fascismo? E non e' fascismo anche quando di fronte le ingiustizie ci giriamo dall'altra parte?
Quindi, vediamo che ci possono essere diversi livelli, dell'essere e manifestare il fascismo. Cui andrebbero messi in atto, conseguentemente e logicamente, diversi modi di lotta e contrasto.
Da quello, diciamo istituzionale, portato avanti da parte di meritorie associazioni, prima fra tutte l'Anpi, a quello morale e comportamentale che riguarderebbe, invece, tutti noi, nessuno escluso.
Perchè, da quello non detto, ma evidenziabile dagli esempi precedenti, c'e' anche un fascismo, piu' sottile, ma non per questo più trascurabile. Esercitato troppo spesso, in questi anni di pensieri deboli e personalità ancora più inadeguate. Anche da parte di alcuni che militano o, addirittura guidano gruppi (partito o associazione che siano) teoricamente in opposizione alle forze dichiaratamente fasciste. In cui troppo spesso, in nome della sola e semplice opposizione frontista di cui sopra. Gioca all'irrisione e alla delegittimazione di chiunque sia portatore di una diversa visione. Ed e' sicuramente quello meno comprensibile ma anche, potenzialmente più insidioso. In quanto portatore sano di quell'indifferenza o incapacità di comprendere o, semplicemente riconoscere, i limiti di una posizione politica e culturale basata sul solo anti di maniera e di facciata. La stessa che ha permesso il diffondersi all'apatia e della rassegnazione diffusa che ha reso possibile e permeabile la nostra società a un fascismo strisciante e meno esibito, ma non per questo meno pericoloso.
Ed è lo stesso motivo che rende difficile l'accettazione del cosiddetto male minore, se non se ne prende coscienza.

MIZIO




giovedì 13 agosto 2026

PRIMA IL LEADER O IL PROGRAMMA?


Prima il leader o prima il programma? This is the question. Non è la stessa cosa, ovviamente. Ma sia in un caso che nell'altro, sappiamo già  che a prevalere saranno compromessi. Frutto di rapporti di forza, di ambizioni e visioni  parziali, di questo o quel personaggio. E che fatalmente, sterilizzeranno, in nome di una necessaria mediazione, tanto di quello che invece, sarebbe indispensabile e utile fare.

Quanto mi piacerebbe invece, che prima fossero presi in considerazione i bisogni delle persone. E primo fra tutti quelli dei più deboli ed esposti.

Ma questa è cosa che può diventare possibile solo se i rapporti, le istanze, le identità stesse di chi si propone a tale impegno. Vengano discusse, elaborate e confrontate con la realtà  vissuta. E non quella percepita solo attraverso i dati di fredde statistiche. E al di fuori dalle canoniche stanze chiuse delle trattative più o meno riservate.

I partiti, la politica (ovviamente parlo di chi si professa e spaccia per sinistra) non sono e non dovrebbero essere i mediatori tra i bisogni, i diritti e persino i sogni dei più e quelli, di ben altro livello, di lorsignori. Non dovrebbero rappresentarsi, come sta accadendo da troppo tempo, un ulteriore scalino e ostacolo da superare. Ma dovrebbero esserne , nel più  puro spirito costituzionale, i rappresentanti e interpreti della loro difesa. Interpretando al meglio possibile, quel fattore equilibratore, di lotta e  resistenza indispensabile per poter definire una società classista, come la nostra, anche minimamente libera e rappresentativa

Il fascismo di questa interpretazione politica e umana limitata e escludente, rappresenta sicuramente l'aspetto più odioso e pericoloso. Ma per sconfiggere tale rischio, secondo me sarebbe preferibile farlo provando ad arruolare  e coinvolgere le persone e le loro aspettative piuttosto che quelle di qualche leader. Cui toccherebbe poi, eventualmente e  ovviamente, il compito di rappresentarle e portarle avanti al meglio.

A quel punto liberi e non condizionati e condizionabili dal compagno di banco Lo so, e sono pienamente cosciente di essere s un illuso e un sognatore. Al limite del patetico. Ma dopo aver percorso tutti o quasi i sentieri possibili di un impegno. Pagandone anche dei  costi. Soprattutto nei termini di autostima. Lascio tranquillamente ad altri le circonvoluzioni verbali del nulla. E scelgo  il sognare, che non costa nulla. E che, a differenza dei classici balletti e opzioni limitate al morire impiccati o fucilati, nulla costa e nessun danno procura. Ne' al sottoscritto e tantomeno agli altri.


MIZIO 

 


domenica 9 agosto 2026

QUANDO I NANI SI SENTONO GIGANTI


Ricapitolando: Il nostro governo coglie l'occasione dell'invasione di Ceuta per riaffermare il proprio ruolo di  cacciatore di migranti. E chiude le frontiere con la Spagna (per i distratti ricordo che, comunque, Ceuta è in Africa). Alla richiesta successiva del governo spagnolo, che nel frattempo e in poche ore, ha risolto la questione Ceuta, di rivedere la decisione. Si risponde con un no secco e deciso, mostrando orgogliosamente il petto con sprezzo del pericolo. Nonostante nella riunione urgente, chiesta dal nostro governo, i paesi europei abbiano addirittura, lodato l'azione della Spagna. Sbugiardando di fatto, gli stessi che questa riunione  avevano richiesto. A questo punto, il governo spagnolo, vista l'ostinazione di quello italiano. Decide di rendere pan per focaccia e sospende l' accordo di Schengen per i viaggiatori provenienti dall'Italia. Ma non solo, proprio partendo dalle  considerazioni, timori e decisioni della Meloni per i migranti a Ceuta. Il governo tedesco di Metz, ci rimanda indietro migliaia di migranti sbarcati in Italia. Applicando quegli accordi di Dublino. Gli stessi che, particolare non secondario, furono approvati in questo modalità, grazie anche alla latitanza dell'allora ministro e prima ancora, europarlamentare  europeo, Salvini.Quindi i nostri eroi alla fine hanno fatto la fine dei pifferi di montagna. Che andarono per suonare e furono suonati. Peccato che a pagarne i costi, come sempre d'altra parte, siano i cittadini italiani.

MIZIO 


domenica 2 agosto 2026

EIA EIA ALALA', IL FASCISMO E' QUESTO QUA!

Furono sconfitti i fascisti, non il fascismo! Il virus è rimasto dormiente in attesa che si ripresentassero le condizioni idonee per riproporsi. Si pensava che il fascismo fosse il saluto romano, l'orbace, il manganello, la trimurti dio-patria-famiglia o tutta quell'esibizione cialtrona ostentata e retorica.

Macché, quella ne fu solo la rappresentazione macchiettistica, buona per solleticare i bassi istinti e farne un simbolo identitario intorno cui dirottare su altro i fisiologici malumori del popolino. Dandogli un'identità attraverso un'immagine di forza e capacità assolutamente sovradimensionata e fantasiosa.
Così, come successivamente il fascismo non fu solo quello delle bombe, della strategia della tensione, dei tentativi di golpe. Anzi, per alcuni aspetti, paradossalmente, queste azioni ne hanno rappresentato un boomerang. Rafforzando, in quegli anni, un sentimento collettivo di rifiuto, data la forte presenza, comunque, di anticorpi democratici nella corpo vivo della società italiana.
È stato, dopo, nel momento in cui, pochi decenni fa, che quegli anticorpi sono stati (coscientemente o meno) ma di fatto, indeboliti, che il fascismo, quello vero, ha ricominciato a manifestarsi seriamente e a circolare di nuovo. Perché il fascismo vero non è solo o soprattutto Casa Pound, o adesso Vannacci. Questi ne sono, eventualmente i frutti e le rappresentazioni pratiche ed estremizzate. Quello vero, quello pericoloso, quello che ha attecchito è quello che ha perseguito e avvallato la perdita di diritti. Quello che ha aumentato la competizione tra le persone, trasferendola da un modello sociale verticale in uno orizzontale. Lo stesso che ha fatto del profitto il proprio dio di riferimento.
Insomma, quello che ha legalizzato l'ingiustizia e ha legato il destino dei più alla ruota del bisogno e dello sfruttamento.
E la cosa paradossale, se non fosse tragica, è che il tutto è stato favorito e promosso spesso proprio da quelle forze e da quei personaggi che, poi, dell'antifascismo di maniera, ne fanno una bandiera identitaria. Bandiera che però, in assenza di una presa di coscienza e un'assunzione di responsabilità conseguente, non ne assolve e non ne ridimensiona, le responsabilità.
E sono, questi gli stessi che, per incapacità o scelta, non ne stanno ancora cogliendo i pericolosi segnali di insofferente rabbia che si agitano nel corpo sociale. Rabbia e risentimento che fanno persino fatica a capire quanto alimentati dalle loro stesse azioni.
Questo è il fascismo che può essere decisamente reale e ancor più pericoloso. Proprio per la sua capacità di mimetizzare e veicolare messaggi all'interno di un frontismo molto di forma e meno di sostanza. Non rendersi conto e non proteggersi da ciò, rischia di trasformarsi in qualcosa di stupido se non decisamente autolesionista.
C'è l'assoluta necessità di reintrodurre dosi massicce di anticorpi nel debilitato organismo italiano. Questo non puo' avvenire e non può passare se non attraverso un processo di crescita di una forza grande, unica, realmente alternativa di sinistra, che rompa decisamente col recente passato e si ponga come opzione pratica, realistica e possibile.
Ovviamente questo non cambierebbe di un millimetro quell'antifascismo quotidiano, militante e anche un po' retorico e, anche assolutamente necessario. Ma ne toglierebbe molta dell'acqua non proprio limpida in cui nuota attualmente.
Insomma è necessario che:"Ripijammoce tutt chello che è o nuost", in termini di valori, posizionamento, battaglie e prospettive.
Non si pensi che questo sia frutto di ingenuo e poco attenta lettura del momento e dei fenomeni. E condivido pure, per averlo fatto spesso in passato, una voglia e una smania di esserci, comunque.
E, di conseguenza, non sarei neanche contrario per principio in assoluto. Ma solo quando e se, tale scelta, sia rappresentata con una forza e una rappresentanza decisamente più ampia e qualificata di quelle attuali. Utopico? Certo, ma solo fino a che tali esigenze e tali necessità vitali per i lavoratori e tutti coloro che neanche votano più, sono rappresentati e delegati a personaggi. Capaci e attenti principalmente più che a interpretare i fenomeni sociali, a rappresentarli soprattutto in funzione di loro stessi e della propria ridotta cerchia di appartenenza.
Insomma se volessimo e dovremmo assolutamente liberarci dal pericolo e dalla retorica del fascismo, dovremmo imparare anche a liberarci dalla sola limitata retorica parolaia di un antifascismo di maniera.



MIZIO

venerdì 24 luglio 2026

Guerra incivile

Mi pare abbastanza chiaro, che ci sia una parte del paese che, con la sponda complice di un governo imbarazzante cerchi palesemente lo scontro. Se non addirittura, si stia adoperando per una sorta di guerra civile che vada a giustificare poi, ulteriori limitazioni e relative repressioni. 

È semplicemente spaventoso pensare quanto, ad esempio, sia stato sdoganato e ormai legittimato il ventennio fascista con i suoi orrori. Con continui e palesi richiami nella simbologia e nella fraseologia. E quanto vengano esaltati e sfruttati mediaticamente in modo speculativo oltremisura, singoli episodi di cronaca. Anche condannabili o semplicemente deprecabili. Ma da analizzare e giudicare eventualmente, nello specifico. Non certo nell'utilizzo interessato come facenti parte di tessere di un unico puzzle o progetto complottista di chissà chi. Cosa che, messa in questa modalità non prevede, realisticamente e al momento, molte altre possibilità oltre quelle paventate all'inizio.

Ed è quindi, in questo contesto che si deve porre, oltre che l' accento, anche un' enorme attenzione. Affinché non si diventi strumenti, sia pur inconsapevoli, di questo che appare ormai, come un disegno strategico, non occasionale e non legato al contingente.

Prova ne sia anche l'ultima genialata di rendere penalemente punibili già i quattordicenni. Per reati anche, con difficoltà, da considerare tali.

Dicevo quindi dell'attenzione, della responsabilità che ci si assume nel momento che si provi a rappresentare un'alternativa all'esistente. O, anche semplicemente una qualche forma di resistenza civile e sociale. Appare fin troppo chiaro quanto sia controproducente, ad esempio, rispondere e scendere sullo stesso terreno e relativo basso livello. Insomma della serie "muoia Sansone con tutti i Filistei". Come sembra insufficiente in modo imbarazzante. Provare a riportare attenzione e fiducia a un popolo con la sola retorica e una generica chiamata alle armi contro il nemico. Modalità già viste e già sperimentati quali ne siano gli effetti e i risultati. E realisticamente, anche oggi,  non possiamo aspettarci molto di meglio. Perché se da quella parte, si cavalca la paura come volano per la strategia del loro successo. Di qua sembra si sia  rimasti alle prime pagine dell'abbecedario della politica, della strategia e della tattica connesse. 

Se il tutto sia dovuto a semplice incapacità o, come sospetto, a calcoli speculativi che riguardano l'orticello personale di ognuno dei componenti. È argomento da verificare, ma da tenere in debito conto.

Quindi su cosa si dovrebbe puntare per provare a invertire tendenze che sembrano scivolare ineluttabilmente verso la barbarie?

Non ce ne sono molte purtroppo. Non può essere una risposta affidata a una reazione violenta. Non condivisa e non auspicabile per gli inevitabili tragici effetti che avrebbe. Non si pensi che io sia eccessivamente apprensivo e pessimista. Me lo augurerei di cuore. Ma il periodo storico e gli accadimenti mi portano a temere che possano concretizzarsi anche le ipotesi peggiori.

L'altra opzione sul piatto pare sia quella cui accennavo prima e che si concretizza nel famoso campo largo. Un minestrone di posizioni con l'unico filo unitario di non essere considerato destra.

Pensate sia sufficiente? Me lo augurerei ma rimanendo cosciente che sarebbe una vittoria di Pirro.  E soprattutto relativa al contingente. Senza le caratteristiche e potenzialità per avere un respiro più lungo e, soprattutto, realmente alternativo.

E allora che fare? Abbiamo metà del paese che non ritiene di essere rappresentato e non si riconosce negli attuali scenari e opzioni politiche esistenti. Di questa metà, almeno una parte è pronta a ridare fiducia e anche a schierarsi Come dimostrato col recente referendum sulla giustizia.

Ma deve avere le giuste motivazioni e speranze. Che non sono, ad esempio, quelle di una Schlein che ribadisce la sua fedeltà all'atlantismo e al riarmo. Ma che magari vorrebbero un programma stringente e capace di raccogliere , se non l'entusiasmo, almeno interesse? Un programma che preveda, per riportare al protagonismo le persone ad esempio il sistema elettorale proporzionale. Per mettere definitivamente in soffitta questa narrazione asfittica del male minore. Ritornare a scegliere chi sia, per ognuno di noi, il più meritevole di rappresentarci. Invertire la tendenza al progressivo smantellamento dei servizi pubblici, a cominciare dalla sanità. Reperendo le risorse dalle spese per gli armamenti e da dove ce ne sono tanti. Magari anche con una patrimoniale una tantum, ma soprattutto dal ripristino di una progressione impositiva che faccia pagare più chi ha di più. Al contrario di quanto accaduto progressivamente fino ad oggi.

Inoltre un mea culpa e un'assunzione di responsabilità da parte di molti è altro elemento irrinunciabile per la credibilità dell'eventuale proposta. Abbandonare decisamente il giochino dello scaricare le colpe su chi c'era prima. Visto che prima ci sono stati tutti (o quasi) e ognuno ha contribuito per la propria parte alla situazione attuale.

Inoltre, vista la diffusa sensazione (e non solo) di insicurezza diffusa. Appare inevitabile che, come contrasto all 'illegalita. Soprattutto a quella legata alle condizioni di disagio,  povertà ed esclusione sociale. Ci debbano essere politiche di forte e anche rivoluzionario impatto. Per il supporto di gruppo e singolo, attraverso una rete solidale. Ma, soprattutto con scelte tese  alla creazione di opportunità di lavoro. Magari ricorrendo anche a uno di quei miti giovanili del "lavorare meno, lavorare tutti". 

Un paese con una  denatalità crescente. Che vede andare via molte delle sue risorse e non riesce a dar loro opportunità, figuriamoci cosa possa offrire a quei disperati che vengono da situazioni ancora peggiori. 

Un paese in queste condizioni è un paese semplicemente destinato ad estinguersi. E, in genere la guerra (civile o classica) è uno dei metodi classici con cui lorsignori risolvono tali situazioni.

Purtroppo molti dei protagonisti che vorrebbero proporsi come la soluzione a questi problemi  sono molto più preoccupati della loro estinzione. Piuttosto di quella del paese.

Speriamo bene!