Furono sconfitti i fascisti, non il fascismo! Il virus è rimasto dormiente in attesa che si ripresentassero le condizioni idonee per riproporsi. Si pensava che il fascismo fosse il saluto romano, l'orbace, il manganello, la trimurti dio-patria-famiglia o tutta quell'esibizione cialtrona ostentata e retorica.
Macché, quella ne fu solo la rappresentazione macchiettistica, buona per solleticare i bassi istinti e farne un simbolo identitario intorno cui dirottare su altro i fisiologici malumori del popolino. Dandogli un'identità attraverso un'immagine di forza e capacità assolutamente sovradimensionata e fantasiosa.
Così, come successivamente il fascismo non fu solo quello delle bombe, della strategia della tensione, dei tentativi di golpe. Anzi, per alcuni aspetti, paradossalmente, queste azioni ne hanno rappresentato un boomerang. Rafforzando, in quegli anni, un sentimento collettivo di rifiuto, data la forte presenza, comunque, di anticorpi democratici nella corpo vivo della società italiana.
È stato, dopo, nel momento in cui, pochi decenni fa, che quegli anticorpi sono stati (coscientemente o meno) ma di fatto, indeboliti, che il fascismo, quello vero, ha ricominciato a manifestarsi seriamente e a circolare di nuovo. Perché il fascismo vero non è solo o soprattutto Casa Pound, o adesso Vannacci. Questi ne sono, eventualmente i frutti e le rappresentazioni pratiche ed estremizzate. Quello vero, quello pericoloso, quello che ha attecchito è quello che ha perseguito e avvallato la perdita di diritti. Quello che ha aumentato la competizione tra le persone, trasferendola da un modello sociale verticale in uno orizzontale. Lo stesso che ha fatto del profitto il proprio dio di riferimento.
Insomma, quello che ha legalizzato l'ingiustizia e ha legato il destino dei più alla ruota del bisogno e dello sfruttamento.
E la cosa paradossale, se non fosse tragica, è che il tutto è stato favorito e promosso spesso proprio da quelle forze e da quei personaggi che, poi, dell'antifascismo di maniera, ne fanno una bandiera identitaria. Bandiera che però, in assenza di una presa di coscienza e un'assunzione di responsabilità conseguente, non ne assolve e non ne ridimensiona, le responsabilità.
E sono, questi gli stessi che, per incapacità o scelta, non ne stanno ancora cogliendo i pericolosi segnali di insofferente rabbia che si agitano nel corpo sociale. Rabbia e risentimento che fanno persino fatica a capire quanto alimentati dalle loro stesse azioni.
Questo è il fascismo che può essere decisamente reale e ancor più pericoloso. Proprio per la sua capacità di mimetizzare e veicolare messaggi all'interno di un frontismo molto di forma e meno di sostanza. Non rendersi conto e non proteggersi da ciò, rischia di trasformarsi in qualcosa di stupido se non decisamente autolesionista.
C'è l'assoluta necessità di reintrodurre dosi massicce di anticorpi nel debilitato organismo italiano. Questo non puo' avvenire e non può passare se non attraverso un processo di crescita di una forza grande, unica, realmente alternativa di sinistra, che rompa decisamente col recente passato e si ponga come opzione pratica, realistica e possibile.
Ovviamente questo non cambierebbe di un millimetro quell'antifascismo quotidiano, militante e anche un po' retorico e, anche assolutamente necessario. Ma ne toglierebbe molta dell'acqua non proprio limpida in cui nuota attualmente.
Insomma è necessario che:"Ripijammoce tutt chello che è o nuost", in termini di valori, posizionamento, battaglie e prospettive.
Non si pensi che questo sia frutto di ingenuo e poco attenta lettura del momento e dei fenomeni. E condivido pure, per averlo fatto spesso in passato, una voglia e una smania di esserci, comunque.
E, di conseguenza, non sarei neanche contrario per principio in assoluto. Ma solo quando e se, tale scelta, sia rappresentata con una forza e una rappresentanza decisamente più ampia e qualificata di quelle attuali. Utopico? Certo, ma solo fino a che tali esigenze e tali necessità vitali per i lavoratori e tutti coloro che neanche votano più, sono rappresentati e delegati a personaggi. Capaci e attenti principalmente più che a interpretare i fenomeni sociali, a rappresentarli soprattutto in funzione di loro stessi e della propria ridotta cerchia di appartenenza.
Insomma se volessimo e dovremmo assolutamente liberarci dal pericolo e dalla retorica del fascismo, dovremmo imparare anche a liberarci dalla sola limitata retorica parolaia di un antifascismo di maniera.
MIZIO