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domenica 5 luglio 2026

ULTIMO, MA NON PER TUTTI

 Cosa scandalizza tanto del successo di un cantante come Ultimo? Cosa c'è da rimproverare a tantissimi giovani e giovanissimi che si sottopongono a un tour de force fisico ed economico per essere lì, in quella spianata brulla, sotto il sole di luglio? Non è la stessa voglia e gioia che ognuno di noi ha provato alla loro stessa età? Spesso solo per poter dire c'ero anch'io. Certo erano diversi i tempi, la società e, di conseguenza anche i miti dell'epoca. Più impegnati, più colti, più raffinati, più preparati musicalmente? Certo, e non poteva essere diversamente. Perché le stesse differenze si notano anche nella letteratura, nello sport, nel vivere di tutti i giorni. Per non parlare poi, della politica. Quindi un ragazzo che riesce a interpretare con la sua voce e le parole il sentire di un'intera generazione è fenomeno da capire, da studiare, da accettare. Non certo da rifiutare e criticare a priori. Ovviamente inserendolo,nella considerazione all'interno del periodo storico attuale. E al quale, comunque, va riconosciuta una capacità di scrittura e interpretativa ben superiore a quella di gran parte dei rapper e trapper che vanno per la maggiore da diverso tempo. I suoi messaggi sono malinconici, ma non disperati e tendenti al nichilismo. Passionali ma anche delicatamente romantici. Minimali, ma aperti alla speranza. Ma, soprattutto, in sintonia col sentire di quelle centinaia di migliaia di giovani che si riconoscono nelle sue canzoni.

Non è De Andrè, non è Dalla e nemmeno De Gregori. E penso che lui sia il primo ad esserne cosciente. Ma come quei miti della nostra epoca, farà parte della memoria collettiva di intere generazioni.Che saranno magari le stesse che, come tanti di noi, criticheranno quelle successive. Non riuscendo a spiegarsi il successo di un qualche menestrello del futuro.

E non dimentico che ai nostri tempi c'erano pure i Baglioni, Battisti i Pooh. Che anch'io ascoltavo con piacere. E che non erano esattamente dei rivoluzionari politici, sociali o musicali.

Ah, e comunque il ragazzo canta pure senza autotune. E oggi non sembri roba da poco.

MIZIO



lunedì 4 settembre 2017

GOCCE



Gocce

Siamo gocce,
come gocce nel mare
Siamo acqua,
figli di un temporale
Uguali ma diversi
nell'eterno ritornare.
Mizio

lunedì 10 luglio 2017



VERRA’
Tutta colpa della memoria
quella che torna a farti male.
Quella che srotola la stessa storia
per riscriverla sempre uguale.
Puoi chiamarla nostalgia,
orologio fermo sul passato
con le lancette sulla malinconia
e il quadrante oscurato.
Verrà il tempo che non sarà
ove riguardare, se vorrai.
Ma quel che è stato rimarrà,
e gli attimi persi non li riavrai.
MIZIO



L'immagine può contenere: spazio all'aperto

sabato 12 novembre 2016

SOLO A VOLTE




Quando è solo
e per farsi compagnia
sceglie tra pensieri
raccolti per la via.

Progetta un mondo
che sembri migliore
e inciampa sempre
nel suo lato peggiore.

Si cambia un momento
per poi ritrovarsi indietro
a carezzare ancora
la stessa palla di vetro.

Un’intuizione, una sola
anche di seconda mano
ma che sia quella giusta
buona per il sacro e il profano.

Ché duellar con le parole
armati di penna e malinconia,
a volte, ma solo a volte,
fa vincer  la  poesia.


MIZIO

mercoledì 5 ottobre 2016




VERITA’ NASCOSTE

Verità nascoste
come perle di fiume
per caso pescate
tra le pagine di un volume
Misera è la vita
che conta la sabbia nel costume
neanche fossero minuti
e non sa di aver anche le piume.


MIZIO

giovedì 12 novembre 2015

AUTUNNO

Quella voglia di bosco
di profumo di funghi
di un rumore nascosto
tra l’umido e i muschi.

MIZIO


lunedì 28 settembre 2015

IL NULLA




Solitudini che riempiono spazi
tra parole che viaggiano sole
Anime che scappano via
per raccontar le stesse storie,
di com’era bello un altro cielo
come fosse altro da sé.
Per riempire il nulla,
quando il nulla non c’è.
MIZIO

domenica 9 agosto 2015

C’ERAVAMO TUTTI

Non c’ero, ma c’eravamo tutti
respirando acqua e sale
in pugno stretto un pò di sole.
Bastava una mano, una sola mano,
un palmo di terra da sentire mia.
Non la sabbia del fondo
che non posso coltivare.
Ma non salvate me, che non c’ero.
Salviamoci noi,
noi che sappiamo nuotare
e ci bagnamo nello stesso mare
Non c’ero, ma c’eravamo tutti.
Senza nome, senza terra
forse è così che muore
chi non vuol morire di guerra
Io non c’ero, ma c’eravamo tutti
e nessuno ha portato un fiore.
MIZIO

venerdì 5 giugno 2015

FOLLIA


Ah, fosse vera la follia,
non fosse vestito di velina
l'avrei fatta mille volte mia.
e indossata ogni mattina.


MIZIO



mercoledì 8 aprile 2015

NON DIMENTICARE

ALLA CASERMA DIAZ FU TORTURA, FU INGIUSTIZIA, FU ORRORE!



Fa che il ricordo sia coltivato,
che ogni momento rimanga tuo.
Il presente non sia ponte interrotto
tra passato rimosso e futuro appaltato.
L'attesa ferma, il tempo sospeso
non fan sbocciare i fiori,
ne disegnano il ricordo
su rami sterili senza più colorii.
Il sangue è ancora più fresco,
nella memoria di quel momento,
dell'orrore che si fece Stato,
nella nudità di un disperante lamento.

MIZIO

giovedì 4 dicembre 2014

CIAO MA’


CIAO MA’

Sono passati anni,
ma vorrei sentirti ancora.
Ascoltare i tuoi dolori,
i tuoi rimbrotti,
il tuo orgoglio celato
per un figlio inaspettato,
Vorrei chiamarti ora
ma sei andata di là,
senza lasciare un numero.
Ciao mà!


MIZIO

domenica 16 novembre 2014

SE TU VUOI




Non sarà sempre così
se tu lo vuoi.
Cambierai il vento
e pettinerà i tuoi capelli,
tornerà la pioggia
a placare la tua sete
Il sole sveglierà
le erbe e i fiori.
Se tu lo vuoi,
i lupi
si faranno agnelli,
le mani solo
per le carezze
e per tenersi stretti.
Nessuno sarà tuo fratello
sarà per tutti lo stesso
sentire,
gli stessi bisogni,
se tu lo vuoi
sarai diverso si,
ma solo per i sogni.


MIZIO

martedì 26 agosto 2014

STAY HUMAN






Non capisco chi disegna le sere
col fumo nero delle ciminiere,
chi fa il bagno in mari tropicali
e applaude barconi finiti sui fondali.
Chi vota la sicurezza dei propri bambini
e ne lascia troppi sotto il tiro dei cecchini.
Il dolore come il cielo non ha frontiere,
è tempo che gli inverni cambino in primavere
Scriva la ragione un patto tra gli umani
che posino le armi, si stringano le mani.
Si carezzi la pelle di qualsiasi colore
sentiremo battiti dello stesso cuore.
Dio, Allah, Odino o Manitou,
la questione è nel nome, niente di più
non sarà mai santa nessuna guerra.
Restiamo umani, ce lo chiede la Terra.

MIZIO. 

lunedì 4 agosto 2014

POETI



I poeti non parlano,
a volte pensano
I poeti non guardano,
e spesso vedono
I poeti non credono,
ma sempre sperano.

MIZIO

martedì 15 luglio 2014

UOMO DEL MIO TEMPO

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore

S.QUASIMODO



COLPA MIA

Sono mie le bombe lanciate,
e mie le case bruciate
Miei i figli soldati,
miei i fratelli assassinati.
Mia la colpa e mio il dolore,
mio il silenzio disertore.
Mia nel buio la paura,
mia la luce che ti oscura.
Mia la pace se non grida
mia l’anima suicida.

MIZIO

giovedì 2 gennaio 2014

AUGURI



Auguri e speranza d’ogni bene
come ad ogni anno si conviene
Muore il trentuno, si rialza il primo,
fattosi vecchio rinasce bambino.
Ma la speranza, ne converrete,
non placa la fame e nemmeno la sete.
Quella passata non è ancor finita,
continua la lotta, e che vinca la vita!


MIZIO

giovedì 12 dicembre 2013

CAPIRE LA RABBIA



La rabbia, come la fame, quand’è troppa, non ha cultura.
Non ha colore, né statistica che la misura.
La rabbia quand’è troppa brucia libri e ragione,
e il suono più forte è sempre quello del trombone.
Troppe le idee che come foglie son cadute
troppe le coscienze che l’han guardate mute.
Si pieghi la supponenza a sporcarsi le mani,
ascolti il grido di oggi, sennò sarà più forte domani.


MIZIO

sabato 31 agosto 2013

LIBERI



Ai bambini e ai sognatori
non si leghi la fantasia
i muri han bisogno di pittori,
le pagine bianche di poesia

MIZIO

giovedì 22 agosto 2013

STRANIERO?


“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano anche perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi o petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti fra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare fra coloro che entrano nel nostro Paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali……
Stiamo parlando di Rom, di Arabi, di extracomunitari?
No è il “Rapporto sugli immigrati italiani” del 1912 del Congresso degli Stati Uniti







STRANIERO

Straniero! Ma non per il mondo,
non per le lacrime di mia madre,
per mogli sulla riva del mare
per figli cresciuti senza padre.

Straniero! Ma non per i fratelli
bruciati dal sole con gli occhi al cielo,
nei deserti d’Africa o nel mare,
non per le notti d’inverno e il gelo.

Straniero! Ma non per chi ha comprato
I miei orizzonti e la mia pelle scura
le mie braccia, la schiena piegata
il mio sudore alla terra e la paura.

Straniero! Ma non per la vita che rimane
e il suo desiderio che è ancor più vero
affidato al cielo e alle nuvole italiane,
che anche il mio sangue non sia più straniero!

MIZIO