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sabato 1 luglio 2023
CIAO MIZIO
La pensione, alcuni piccoli acciacchi, il post covid ha comportato la necessitò di rimettersi in forma per evitare qualche guaio possibile. Cosa che più si va avanti con l'età, e più diventa ipotesi realistica. La sigaretta era stata già abbandonata da anni. L'alcol è sempre stato limitato ad un moderato utilizzo in poche occasioni particolari. Le droghe, a parte isolate e quasi uniche esperienze poco significative, in età giovanile con gli spinelli, non mi avevano mai attratto e mai ho sentito sentito il bisogno dello sballo. Però i chili in più, frutto di pigrizia, sedentarietà e godimenti della buona tavola, c'erano comunque, insieme a qualche valore ematico leggermente alterato, da riportare nei giusti limiti. Quindi che fare? Palestra? Neanche a parlarne! In mezzo a fighetti più impegnati a mostrare l'ultimo outfit adeguato, piuttosto che alla propria salute. Si poteva pensare a correre. Ma un pregiudizio atavico me l'ha sempre fatta ritenere cosa poco congeniale e, da adottare solo nel caso di pericolo imminente, come l' eventuale inseguimento da parte di qualche pit bull arrabbiato. Convinzione rafforzata già anni fa, dalla notizia che l'inventore americano dello jogging, fosse morto proprio corricchiando allegramente.
Quindi ho optato per la cosa più naturale del mondo camminare. Funziona, non è stressante, è idonea alla causa e compatibile con qualsiasi età. Non prevede, se non per qualche patetico fissato, un abbigliamento ad hoc da dover esibire orgogliosamente come le penne del pavone a certificare l'appartenenza alla salutare cerchia dei runners. Unica concessione alla moda del settore, un paio di scarpe idonee, morbide e comode abbastanza da per poterci camminare a lungo senza problemi.
Attività che, qualche volta alterno con una pedalata in bici. Cosa altrettanto sana e idonea ma che comporta maggiore attenzione e tempo da dedicare al mezzo, oltre a qualche rischio in più. Come quello da rimanere per strada con la bici inutilizzabile da trascinarsi dietro però, per chilometri fino a casa.
Da affiancare a questo, altrettanto necessario è stato naturalmente, adottare una dieta adeguata con una drastica diminuzione della quantità e qualità del cibo. Cosa che, per una dipendenza seria dai carboidrati, da cui ero affetto sin dalla più tenera età sembra più facile a dirsi che a farsi. Ma siccome nulla è impossibile, con una buona dose di impegno, anche se con qualche isolata caduta in tentazione, tutto si può fare.
Quindi eccoci qua, veniamo all' oggi e a cosa tutta questa premessa è propedeutica. Come quasi tutte le mattine di buon' ora, dopo una leggera (sigh) colazione, siamo pronti per la nostra dose di passi quotidiani.
A meno di non avere incombenze particolari per cui unendo l'utile al dilettevole, cammino e contemporaneamente disbrigo le questioncelle (cosa questa resa possibile dal vivere in una cittadina di non enormi dimensioni). cerco di camminare laddove la presenza di auto e persone sia più limitata. Con conseguente migliore qualità dell'aria e del mio umore. Quindi preferibilmente zone periferiche su strade anche sterrate e senza traffico. Posti dove, anche se prossime al centro abitato, sia possibile anche godere di quell'altra mia grande passione. L'osservazione attenta, curiosa con l'occhio perso e continuamente stupito del naturalista dilettante, di tutto ciò che ci circonda. Dagli umili ma coloratissimi fiori di campo, agli uccelli per cercare di indovinarne l'identità dal volo o dal canto. Dal fruscio improvviso e rapido delle lucertole e dei rari ramarri o lo strisciare veloce di qualche, ancor più raro biacco. Senza dimenticare, a seconda della stagione, la possibilità di poter assaporare anche qualche frutto spontaneo. Dalle more di rovo, a quelle del gelso,o ai fichi ed altro.
Quindi momenti, oltre che benefici, ricchi di stimoli, di stupore, di godimento fine a se stesso. Momenti che permettono una full immersion nel mare magnum della meditazione, della fantasia di cui bearsi e in cui immergersi totalmente in piena libertà e privi di qualsiasi dovere, costrizione o convenzione
Era proprio un momento di questi quando, a lato della strada sterrata, all'ombra di una sughera di discrete dimensioni, poco più avanti mi pare di scorgere una figura che sembra familiare. Seduto su un sasso con uno stelo di avena fatua in mano cui era legata una cetonia che, penosamente provava a volare riuscendo però, solo a roteare in circolo nei limiti imposti dalla limitata lunghezza dello stelo stesso, c'era proprio lui
Palesando una sicurezza e mistificando un'assenza di sorpresa, stavolta gioco d'anticipo: “Ciao! Mi sembra proprio di conoscerti” e senza dargli ill tempo di rispondere, “Che diamine ci fai qui? Non avevamo chiarito il nostro rapporto la prima, unica e ultima volta in cui ci eravamo visti?”... “Cosa avresti da rimproverarmi stavolta?”... “Hai visto, da allora mi sono sempre sforzato di ascoltarti e compiacerti. Pure quando sembravi non esserci più.”... “Perchè pure tu, nonostante i tuoi discorsi, non è che sia sempre così presente eh?. Dovresti sapere pure quanto il farlo costasse fatica e creasse anche qualche discreto imbarazzo. Non è stato per niente facile“....” Che c'è non parli? Neanche saluti? Guardami almeno. Sono qui. Sono io... E tu sei sempre tu, o sei diventato altro da quello che mi dicesti di essere?”
Mentre continuo a parlare e fare domande, lui lentamente e apparentemente concentrato solo su quella delicata operazione, prende la cetonia, le libera delicatamente la zampetta dal cappio fatto col filo d'erba e la lancia in aria. Finalmente libera, riconsegnata al suo elemento naturale. Poi alza lo sguardo e,sempre con quell'aria impertinente da saputello indisponente :”Ciao Mizio. Stavolta mi hai riconosciuto subito eh?”
“E come potrei dimenticarti dopo quel nostro primo e allucinante incontro. Pensavo solo che non ci saremo rivisti più. Almeno, non in questi termini. Mi avevi parlato di momenti molto particolari e quasi unici, in cui questi, diciamo così, contatti, diventino possibili. Mi perdonerai perciò se mi stupisco di rivederti e se insisto per avere una qualche risposta. che abbia almeno una parvenza di logica. Dopo tutto quello che mi hai vomitato addosso ì' altra volta e che ho dimostrato più volte, di tenerne conto, penso di averne diritto. O no?”
“Ci sono alcune cose che non riesci proprio a cambiare eh? Una fra tutte, quella di fare tante domande per lo più inutili... Proprio tu che dovresti, tutto sommato, sentirti un privilegiato, invece di godere e apprezzare questi momenti, per quello che sono, vorresti rinchiuderli subito in una tua scatola....Quella scatola in cui tutto il tuo mondo deve avere una sua lettura e una risposta logica ad ogni domanda.... Al mattino ogni volta che ti risvegli e apri gli occhi. Chiedi forse a qualcuno perchè lo puoi fare? Perchè sei vivo e rinasci ogni giorno? Eppure quello credo sia il mistero più grande cui dover dare risposte”
“Pensi veramente che, alla luce proprio di quel mistero l'incontro con un possibile te stesso bambino, sia la cosa più importante da spiegare?”
“No, non dico questo, questo, no. Soprattutto dopo i non rari strani inspiegabili avvenimenti in cui ogni tanto, mi è capitato di incappare, non mi stupisco di nulla. Solo che l'incontro con te, se possibile, è stato certamente il più destabilizzante e quello che ha comportato i mutamenti più significativi. L'avrai notato sicuramente anche tu no?”
“Certo che l'ho notato. Ed è stato anche molto apprezzato da parte mia. Non mi sono più sentito un estraneo con il me stesso adulto che sei tu. Ci eravamo finalmente ritrovati, riconosciuti, accettati. Ed è proprio per questo che oggi sono di nuovo qui. L'altra volta fu più una mia necessità per aiutare me stesso a ritrovarmi in te. Oggi voglio provare a ricambiare il favore e aiutare anche te a ritrovare te stesso. TI obbligai a guardare indietro per vedere e riconoscere gli errori. I tuoi limiti non potevo certo farteli superare, ma farteli conoscere e accettare sicuramente si. Ti obbligai a prenderne coscienza, a metterti in discussione,a cambiare profondamente Stavolta, invece voglio provare a farti guardare avanti. Tranquillo non farò certo il cartomante o l'astrologo. Sai che sono con te e in te. Quindi non ne so più di te su ciò che ci aspetta. Ma non potrei svelarti il futuro neanche se lo conoscessi. Nel gran gioco della vita l'illusione, la convinzione e la responsabilità di essere gli unici artefici del nostro cammino non può e non deve essere intaccato minimamente. Sai meglio di me quante disquisizioni filosofiche, religiose, sociali abbia succitato e ancora susciti, la questione del libero arbitrio. Vorrei molto più semplicemente , provare a dotarti degli occhiali migliori per guardare tutto quello (tanto o poco che sia) che la vita ci metterà di fronte. Vieni, ti faccio un po' di spazio, siediti qui vicino a me.”
“Vedi io sono più piccolo. Anzi, per la precisione, apparentemente più piccolo di te. Perchè nell'assoluto, dovresti saperlo, il piccolo e il grande si rapportano a dimensioni, proporzioni e concetti totalmente diversi da quelli nostri. Però, rispetto a te e alla maggioranza di qualsiasi altra persona ho un vantaggio non indifferente. Ed è il non poter essere condizionato o toccato dagli aspetti fisici, giornalieri, tipici della vostra vita quotidiana. Ne sono sfiorato solo di rimbalzo se colpiscono profondamente te.
Sai meglio di me, ormai, quanto fino ad un certo punto, noi siamo cresciuti e vissuti all'unisono. E questo è un fatto naturale, comune a tutti gli esseri umani. Quello che è meno frequente è proprio quello che stiamo vivendo in questi momenti. Non a tutti è concesso e reso possibile il potersi guardarsi in questo modo allo specchio. Ma questo, oltre ad essere un privilegio assoluto, è nello stesso tempo una responsabilità pesante e difficile da portare.”
“Non me lo devi certo ricordare. Lo so benissimo quanto costi in termini di attenzione alle sfumature, di coerenza nelle scelte. Nella difficoltà di trasmettere, condividere cercare di essere comprensibili. Tutto sommato, non è che sia tutto sto gran regalo!...Però la questione dell'aiuto che mi vorresti dare riguardo l mio futuro mi incuriosisce non poco. Vai, vai avanti.”
“Vedi, anche se per tanto tempo mi avevi dimenticato in soffitta, non sono così impreparato o illuso da non saper che gli anni che abbiamo da vivere da qui in avanti, siano meno di quelli che abbiamo alle spalle. Però so anche che di quelli passati, quanti effettivamente sia per colpa tua o, soprattutto, per il dipanarsi imprevedibile, cinico e crudele della vita hai sentito e sono stati veramente tuoi. Non che, anche quelli non abbiano avuto il loro perchè. Ogni attimo, ogni respiro, ogni accadimento ha il suo posto e il suo valore nel completare il meraviglioso anche se oscuro disegno universale. Ma non si può negare che troppi siano stati quelli in cui l'unica opzione sembrava essere il subirli passivamente.
Quindi quanti anni o mesi o giorni, hai veramente vissuto con coscienza e consapevolezza da protagonista? Te lo dico io. Molti, molti di meno, di quelli che l'anagrafe ti assegna.”
“Vabbè, dai mi stai dicendo che, oltre essere anziano ho anche sprecato tanto tempo. Non è che sia un grande aiuto, anzi. E' un bel colpo alla già scarsa considerazione e autostima che ho di me stesso. E, poi, lasciatelo dire. No è che col fatto che sei parte di me puoi continuamente puntare il dito e accusarmi di tutte le nefandezze del mondo, come fossi chissà quale essere spregevole.”
“Ecco che riesce fuori la vittima designata, il puntaspilli dell'universo, l'incompreso di professione. Ancora non hai capito che tra noi a certi livelli non ci sono accuse. Non ci sono giudizi, non ci sono sentenze. C'è, come ti ho ripetuto all'infinito, la rara possibilità di godere di una prospettiva diversa da cui guardare le cose del mondo e le tue in particolare. E quella che ti sembra durezza,accanimento o accusa non è altro che lo stimolo a fare e sentire meglio Non di più o di meno, ma semplicemente meglio. E non per gli altri ma per te stesso. Perchè, adesso si che ti dico una grande banalità, se migliori te stesso migliori anche il mondo intorno a te.. Se non l'avessi ancora capito, tu, come chiunque altro, non sei certo un essere finito e completo. La possibilità di essere migliore, di crescere e di vivere meglio esiste fino all'attimo in cui esaleremo l'ultimo respiro,
Quel momento che si lega idealmente al primo pianto liberatorio post parto e chiude di fatto un cerchio. Quello che c'è e rimane per sempre in quel cerchio, siamo semplicemente noi.
Sarebbe da incoscienti e irresponsabili non farne tesoro e agire di conseguenza. Cosa ci trovi di così tremendo o distruttivo in tutto questo. Se non la tua cocciutaggine e il tuo ostinarti a rimanere ancorato alle tue piccole convenzioni e convinzioni che ti hanno sempre impedito di mollare gli ormeggi e affidarti agli umori del mare aperto...Ti ricordi? Qualcuno te lo disse pure tanto, tanto tempo fa. -Nulla ti sarà chiesto che tu non voglia e non possa. Solo di non far del male ad alcuno!-
Si lo so. Il tuo senso del dovere, la tua correttezza, i tuoi impegni. L'esaltazione della tua onestà e coerenza. Il rapporto di dipendenza con la tua coscienza. Cosa questa, che da sempre, sembra essere stata considerata, soprattutto da altri, come una zavorra. Zavorra che per te, invece, è stata sempre più un approdo sicuro o una zattera di salvataggio. E se tutto questo, per quello che possa valere, ti fa benevolmente qualificare in positivo, non puoi nascondere, soprattutto a te stesso che spesso, sia servito anche da alibi. Se non altro per quel tot di indolenza, fatalismo, timore che, comunque, fanno parte del tuo essere e hanno contraddistinto il tuo cammino.”
“Non ti ricordavo così loquace. Impertinente e fastidioso si, ma non logorroico. Quello che dici, tutto sommato già lo conoscevo. Non mi pare che ci siano grandi verità rivelate. Perchè, piuttosto, se veramente mi volessi essere utile non mi dai qualche bel terno da giocare al lotto come fanno in tanti nei sogni? Ti giuro che l'apprezzerei moltissimo.
Ah ah ah, dai sto scherzando mamma mia. Per fortuna dovresti essere tu a mia parte giocosa”.
“No tranquillo, anzi mi hai fatto sorridere. Solo che non c'è più molto tempo e vorrei assicurarmi di poterti dire quello per cui sono qui. Non so se riesco a spiegarmi a sufficienza e se tu riesci a comprendere”
“Dai adesso mi sottovaluti. Non sono io a doverti ricordare che io e te siamo la stessa persona. Quindi se una cosa la capisci tu, è inevitabile che la senta, la percepisca e, prima o poi la capisca anch'io. Non me l'aspettavo, ma capisco benissimo perchè sei qui. Perchè ci siamo incontrati e perchè abbiamo parlato di nuovo.
Non sei tu che sentivi la necessità di parlarmi. Ero io che avevo e ho bisogno di incontrarti ogni tanto. Ne sento l'esigenza. In questo mondo, che pur amo e di cui cerco di conoscere e rispettarne le regole, sai meglio di me, quanto però, mi senta estraneo. Al pari di uno studente portato per lettere e filosofia costretto a studiare, rapportarsi e vivere in un mondo di matematici. L' incomunicabilità, la difficoltà nei rapporti, i pregiudizi rischiano di portare all'impotenza esistenziale. Cerchi di adattarti, di ritagliarti il tuo piccolo spazio, ma il disagio congenito, per quanto si possa fare, rimane” Comunque ho capito, lo sapevo, ma evidentemente mi serviva una conferma. La vita è solo nostra e ogni attimo è sempre sotto la nostra responsabilità. Non nel su accadere, spesso inevitabile, ma nel suo diverso sentire e reagire. Nessun dio da accusare o adorare. Nessuna guerra santa da dichiarare se non contro le nostre imperfezioni. Nessun picchetto limite, se non quello scritto non sappiamo dove e da chi, in grado di dirci o da interpretare come la fine o la minore qualità di quella cosa chiamata vita”
“Ammazza. Mi stai facendo commuovere. Ci voleva il te bambino per aiutarti a crescere ancora. Mi fa piacere se ti sono stato utile. Se stai meglio tu di conseguenza sto meglio anch'io. Questo è il concetto che sta alla base di tutto. Talmente semplice da essere però, il più difficile da capire. Forse perchè sempre mal interpretato e ancor peggio raccontato.
Noi oggi, su questo sasso, sotto questo albero non ci siamo scambiati parole. Ci siamo scambiati energia empatica reciproca. E cos'è mai se non quella cosa che possiamo considerare e definire come la legge dell'equilibrio universale?
Quella stessa che molti, in modo limitato, esclusivo, settoriale chiamano amore.
Quell' amore che, lungi dall'essere quel sentimento altruistico o passionale, decantato retoricamente da sempre è invece, quando vero e reciproco, il sentimento paradossalmente più egoistico. Perchè migliora, porta benessere e appaga oltre gli altri soprattutto chi lo fa e lo pratica costantemente nelle sue infinite forme.
Comunque vedo che non hai più bisogno di me. Mi pare tu abbia capito qualcosina in più. E io, anche volendo, non posso rimanere nei tuoi occhi troppo a lungo. Ciao Mizio, ti prego di non dimenticarmi. Sai dove trovarmi”
“Si, grazie, lo farò ancora sicuramente prima o poi. Ciao Mizio.”
giovedì 4 marzo 2021
L' AMORE NON E' UN EQUILIBRISTA
Credo che molti, se non tutti, prima o poi si interroghino sul significato profondo dell'esser vivi. Il “chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo”, sono domande che sembrano già senza risposta nell'enunciazione stessa, ma che ostinatamente, costantemente ogni essere umano dotato di un minimo di coscienza d'essere si è posto da sempre attraversando i secoli e le barriere evolutive. Il mito, la superstizione, le religioni, il pensiero filosofico l'impegno sociale o politico, ognuno a suo modo e ognuno con i suoi limiti o ambizioni hanno provato a dare, se non risposte, potenziali strumenti di comprensione.
Da dove nascono e cosa sono veramente il bene e il male? Sono stati preesistenti o esistono solo in quanto trovano modo di manifestarsi all'interno di coscienze costituite, predisposte all'occorrenza? E, se riuscissimo a svincolarci dalle nostre personali convinzioni, tutte nobili e degne del massimo rispetto e allargassimo lo sguardo a ciò che ci circonda vedremmo, con le nostre attuali conoscenze e capacità interpretative, come il tutto tenda da sempre costantemente, ostinatamente alla ricerca di un equilibrio. Ricerca che chiamiamo evoluzione, i cui adattamenti, anche non volontari, non pensati, sperimentano e premiano poi, quelli che meglio si adattano al precario equilibrio precedente creandone un altro più favorevole. Lo stesso equilibrio cui tende, fondamentalmente, l'intero universo o, almeno quella parte che conosciamo un pochino meglio. Le leggi che regolano i rapporti tra i vari corpi celesti altro non sono che una ricerca costante di quell' equilibrio che tenta di contrastare l'inevitabile caos cosmico che ci scatenerebbe in loro assenza.
A fronte di queste domande, anche inquietanti e potenzialmente destabilizzanti, lo riconosco, ognuno risponde a suo modo e con le possibilità che il personale livello evolutivo consenta. Parlando degli esseri umani vediamo, però, che gran parte di essi, un attimo dopo essersi posto il quesito, lo sfuggono, lo mettono da parte, considerandolo cruccio inutile e da cui è impossibile arrivare ad una qualsiasi risposta.
Molti di questi aderiscono, poi acriticamente a precetti religiosi, confidando che l'essere fedeli di quell'idea, possa comportare improbabili, ma possibili, premi successivi e magari, una vita meno disgraziata con l'adesione a comportamenti socialmente accettati.
Un po' dappertutto, folle oceaniche di fedeli pronte a piccoli o grandi sacrifici e a omaggiare sacerdoti e rappresentanti di un dio invisibile ma non per questo meno tiranno e meno vendicativo. Un Dio che predica amore ma permette l'esercizio e la pratica dell'odio tra esseri umani. Un Dio troppo spesso usato come paravento per meschine, violente e anche tragiche vicende tutte umane. Un Dio che viene usato e arruolato sotto la propria bandiera per benedire armi cannoni e giustificare guerre sante.
Nel passaggio precedente abbiamo accennato all'amore, anche se riferito al divino. L'amore è uno dei tratti unificanti e un sentimento comunemente accettato riconoscendogli una valenza positiva e superiore ad altri. Per la verità quasi sempre ci si riferisce all'amore tra i sessi, consolatorio e finalizzato al proseguimento della specie ma limitato all'interno di una dialettica di coppia. Dialettica che, altrimenti, senza condizionamenti culturali sarebbe naturalmente portata all'anarchia e alla promiscuità riproduttiva oltre che sentimentale. Ecco, il riconoscimento dell'amore come sentimento superiore però, è uno di quei passaggi evolutivi che hanno, indubbiamente, consentito nel corso dei secoli una migliore stabilità dell'organizzazione sociale, prevedendo già un mutualismo tra gli esseri sia pure, inizialmente, limitato al proprio nucleo familiare.
Ma se allarghiamo il concetto vedremmo che l'amore è stato anche la molla per allargare progressivamente il concetto di solidarietà, di mutualismo sociale anche prima ancora che questo fosse teorizzato, ad esempio col marxismo, come progetto di diversa organizzazione sociale. Quindi l'amore, nelle sue varie accezioni e interpretazioni lo possiamo tranquillamente assimilare e sovrapporre a quello che si diceva all'inizio riguardo l'equilibrio universale. L'amore, perlomeno quello comunemente accettato, altro non è che uno scambio sentimentale e pratico in cui sia previsto un dare e un avere. Quindi, cos'altro è, o possiamo considerare ad esempio, lo scambio energetico tra i corpi celesti che ne permette l'equilibrio se non uno scambio di forze (gravità) reciproche , preesistenti e necessarie? E cosa cambierebbe sostanzialmente se lo definissimo amore? E cos'altro è lo scambio di energie vitali tra quella solare che fa crescere i vegetali che offrono nutrimento agli erbivori che, a loro volta sostengono i carnivori e tutti insieme tendono alla perenne ricerca di un equilibrio sempre più perfettibile?
Abbandonando visioni ed elucubrazioni forse troppo lontani e anche poco sentite come indispensabili o semplicemente utili, dal nostro quotidiano, cerchiamo di riportare il ragionamento a noi e all'oggi. Se il tratto caratteristico e costante che ci accompagna è (volenti o nolenti) la ricerca continua dell'equilibrio (amore), potremmo tranquillamente inquadrare qualsiasi nostra attività all'interno di tale schema. E, lasciatemelo dire, anche l'attività e l'impegno politico, sindacale o sociale, quando esercitata con spirito sincero e altruistico possono rientrare a pieno titolo in questa lettura.
La demonizzazione che troppo spesso accompagna tali attività (sia pur giustificata da comportamenti scorretti) come la storia ci insegna è, spesso foriera di interruzioni traumatiche e violente di quell'equilibrio ideale ricercato. I regimi dittatoriali, le guerre, le violenze, le ingiustizie che hanno contrassegnato da sempre la nostra storia sono lì a dimostrarlo. Oggi abbiamo le capacità collettive sia di coscienza che intellettive per impedire che tutto ciò possa ripetersi, possiamo e dobbiamo farlo soprattutto lavorando su noi stessi e sul nostro equilibrio. Eliminando, ad esempio, per quanto possibile, l'odio, la violenza, il rancore pur presenti e necessari indirizzandoli, però costantemente, alla ricerca della giustizia e della pace. Pace e giustizia che se raggiunte come convinzione da una massa critica sufficiente, potrebbero rappresentare la più grande e la più equilibrata delle rivoluzioni possibili (almeno al momento). Utopistico? Certamente, ma conoscete qualcosa di diverso dall' utopia che possa cambiare il mondo?
Ad maiora
MIZIO
martedì 12 gennaio 2021
LA GROTTA DEI CENTO SCALINI
Le storie degli spazi bianchi.
Ci sono più cose negli spazi bianchi tra le righe che nelle parole scritte.
Già avevo raccontato, in altri momenti, degli immensi spazi verdi della campagna romana che, in quegli anni, resisteva all'avanzare tumultuoso, caotico, devastante della periferia cittadina. Spazi che, però, visti con gli occhi dei bambini che eravamo allora, si trasformavano più che facilmente nelle scenografie di favolose avventure. Avventure in cui innocenti ramarri diventavano spaventosi draghi, colorate farfalle messaggeri divine e le marrane spaventosi corsi d'acqua tropicali in cui le piccole rovelle assolvevano all'ingrato compito di temibili piranha. Tutto questo avendo sullo sfondo, privilegio assoluto di essere nati a Roma l'ombra dei colossali resti degli acquedotti romani, inseriti e protetti oggi nel parco denominato, appunto, degli acquedotti.
Credo sia all'interno di un naturale processo di crescita anche necessario, quello di trovare, sempre nuovi stimoli e nuove sfide. La caccia nei prati, i bagni nelle pozze, le scalate e le arrampicate sui pini e sulle maestose vetuste arcate in pietra, erano già state affrontati più volte, non senza rischi e/o rovinose cadute, ma avevano, ormai perso il fascino del proibito o del rischioso. Rimanevano solo alcuni limiti da superare, tra cui quello di attraversare la Tuscolana, che, allora per noi rappresentava il limite consentito dalle apprensive madri. Cosa che facemmo, comunque, senza grosse problematiche di coscienza, in occasione della venuta di un grosso circo, forse Orfei, negli spazi di fronte la chiesa di San Giovanni Bosco. Scoprimmo, nell'occasione, che l'oltre Tuscolana, era assolutamente simile a quello che già conoscevamo. Niente di più, niente di meno e, se non fosse stato per la curiosità suscitata dal circo, sarebbe potuto tranquillamente rimanere un tabù senza altro significato,oltre quello di sfida al divieto dei genitori.
Per il fumare, eravamo ancora troppo piccoli, anche se qualcuno, aveva già azzardato l'ebbrezza di qualche tiro rischiando di tossire fuori anche le tonsille. Il sesso era, altrettanto ovviamente, un curioso mistero ma assolutamente fuori portata e, anche tutto sommato, a quell'età poco avvertito come cosa importante o necessaria. Avremmo conosciuto in seguito, in modo assolutamente confuso, travolgente e impattante, cosa significasse con i tanti tormenti e le rare gioie.
Durante l'inverno spesso, ci si riuniva a casa di qualcuno e, agevolati dal buio e dalla noia, spesso partivano racconti rimasticati e rivisti dai narratori, per renderli ancor più spaventosi, di spiriti, fantasmi, avvenimenti inquietanti con lupi mannari e altri mostri. Fatti di cui si giurava e spergiurava la veridicità accertata personalmente o, più spesso, dai nostri genitori, cosa che spazzava via eventuali dubbi.
E fu in uno di quei momenti che qualcuno accennò alla presenza nei prati vicino la ferrovia, di una grotta misteriosa chiamata “dei cento scalini”. Presenza che tutti conoscevamo ma, che fino ad allora, nessuno aveva mai ipotizzato neanche lontanamrnte di andare a cercare. Figuriamoci, addirittura, pensare di entrarci dentro. Cosa non certo dovuta, come già dimostrato, al timore dei rimproveri genitoriali, quanto, piuttosto, alla sinistra fama che l'accompagnava e alle inquietanti voci che la riguardavano. Tutto sommato l'ignoto, il mistero per quanto affascinanti e attraenti rappresentano comunque e sempre, un limite difficilmente valicabile o sperimentabile a cuor leggero.Dubitare e ironizzare al sicuro in casa, è un conto. Affrontarne il potenziale, anche se improbabile rischio, proprio per la sua componente di imponderabilità è tutt'altro.
Ma, figuriamoci se,a quell'età, nel momento in cui qualcuno lanciò l'idea di andarla a visitare, qualcun altro abbia avuto la voglia di mostrarsi timoroso o, ancor peggio, vigliacco.
E, fu così che tra mille timori, mai ostentati chiaramente, cercando magari astutamente il cavillo o l'impedimento che potesse mettere in dubbio la cosa o almeno, ritardarla, si arrivò, comunque al giorno fatidico. “E' deciso, si va! E, se avete paura, statevene a casa da mammà!”
Ovviamente nessuno pensò di rischiare lo sbeffeggio e l'emarginazione perenne. Così, armati di candele (le torce allora erano merce rara e preziosa), fiammiferi, un po' di corda e qualche bastone (per la serie”non si sa mai”), l'improbabile manipolo di piccoli cacciatori del mistero si mise in cammino, seguendo le indicazioni di qualcuno che conosceva l'ubicazione approssimativa della famosa grotta. Era nel mezzo di un campo, normalmente seminato a grano. Si presentava non come una grotta, come l'avevamo immaginata, ma come un piccolo manufatto in cemento. Manufatto alla cui apertura ci avvicinammo con malcelato timore e altrettanta manifesta curiosità.
Accidenti se era buio là dentro. Abituando gli occhi all'oscurità si intravedeva, subito dopo l'ingresso, una scala con i famosi scalini che in realtà, pur essendo tanti, erano meno dei cento del nome.
Il buco nero e inquietante che si percepiva alla fine degli scalini a tutto induceva meno che alla tranquillità, Comunque, piano piano, cercando di non scivolare su quegli scalini umidi, tenendoci stretti l'uno all'altro, lentamente, al tenue chiarore della luce delle candele arrivammo nel fondo. No, decisamente non era una grotta naturale. C'erano sarcofaghi, piccole colonne, nicchie laterali, aperture basse laterali parzialmente piene di terra che sembravano portare ad altri locali.Su tutte spiccava, però, la galleria principale. Galleria che, si vociferava,portasse fin sotto San Giovanni in Laterano e che seguimmo finchè la piccola luce in alto dell'entrata rimase visibile e rassicurante. Nostra personale stella polare che ci indicava la via del ritorno. Quando non fu più in vista e il proseguire diventò ancor più difficoltoso per il tanto materiale franato e, anche per qualche osso inquietante trovato tra la terra e i sassi, decidemmo che la prova coraggio era stata superata da tutti a pieni voti. Si poteva,quindi, senza rischio alcuno di perdita di stima perenne, tornare fuori alla luce del sole. Luce che mai fu accolta con maggior piacere e sollievo.
Il tabù era stato, comunque infranto. Ci ritornammo, poi altre volte, sempre con un po' di timore, ma senza più la necessità di dover dimostrare qualcosa.
Ogni volta scoprimmo altre cose interessanti ma mai quello di cui si vociferava ed si temeva di più. Nè lamenti di anime in pena né apparizioni di spiriti inquieti. O, forse, nel caso ci fossero state veramente presenze strane, avranno sicuramente, provato tenerezza e manifestato il dovuto rispetto a bambini che, coraggiosi e incoscienti quanto si vuole, ma che mai avrebbero potuto sfidare forze dell'occulto.
Per quelle ci sarebbero state necessarie maggiori conoscenze, e,ancor più sicuramente, una maggiore maturità.
MIZIO
https://www.parcodegliacquedotti.it/il-nostro-esperto-tomba-dei-cento-scalini/
mercoledì 3 aprile 2013
IL MISTERO DEL FUOCO SACRO DI GERUSALEMME
Una fiamma che non brucia nel Santo Sepolcro. Un fenomeno già apparso ai primi cavalieri crociati che conquistarono Gerusalemme. La ricerca degli scienziati russi mette in campo sconosciute frequenze di onde radio. Una antica tecnologia di una civiltà scomparsa utilizzata a scopi religiosi?
Il mistero del "Santo Sepolcro"
Dopo la conversione al cristianesimo dell'imperatore Costantino, l'Impero romano venne totalmente cristianizzato. Di conseguenza i templi pagani su tutto il territorio dell’Impero vennero distrutti e i loro sacerdoti incarcerati e mandati al confino a Skytopolis in Siria per essere rieducati.
Nel 325, il Vescovo di Gerusalemme durante il Concilio di Nicea chiese all'Imperatore di abbattere i templi pagani che esistevano nella “Città Santa” e di edificare nuovi templi che mettessero in evidenza i luoghi che erano stati il teatro delle vicende attribuite alla nascita e alla morte del Cristo.
La prima opera urbanistica, seguita personalmente da Elena, la madre di Costantino, fu quindi la costruzione, nel 335, della basilica costantiniana conosciuta poi come il "Santo Sepolcro".
Sebbene la narrazione dei Vangeli ponesse il luogo della sepoltura del Cristo ben fuori delle mura vecchie di Gerusalemme, come è anche oggi convinzione delle Chiese protestanti, la basilica venne realizzata all'interno della città prendendo il posto di un importante tempio pagano preesistente, dedicato alla dea Venere, fatto costruire dal precedente imperatore Adriano nel 135.
Abbattuto il tempio pagano, per edificare il nuovo edificio vennero apportate radicali modifiche all'ambiente, demolendo parte di una collina e asportando cospicuo materiale roccioso. La basilica una volta ultimata risultò costituita da tre chiese collegate tra di loro e comprendeva al suo interno, come in un diorama, i principali luoghi dello scenario descritto dal Vangelo, come il monte Golgota della crocifissione e la cripta dove sarebbe stato sepolto, per poi risorgere, il Cristo.
A seguito delle crociate in Terra Santa, iniziate intorno all’anno Mille, la basilica venne gestita per qualche tempo dai cattolici, per ultimi dai frati dell'Ordine francescano. Nei secoli seguenti Gerusalemme fu riconquistata dall’Impero Ottomano che tuttavia concesse ai pellegrini cristiani l'accesso alla basilica che intanto aveva subito numerose modifiche strutturali e di stili.
Dal 1852 le autorità ottomane che dominavano il territorio, a fronte delle cruente dispute tra le varie confessioni cristiane che vantavano, ciascuna, il possesso esclusivo della basilica, la diedero in concessione al Patriarcato ortodosso con il decreto conosciuto con il nome di "Statu quo". Oggi la basilica del Santo Sepolcro, detta anche "Chiesa della Resurrezione”, è la sede del Patriarcato ortodosso di Gerusalemme che regola indiscusso le celebrazioni dei cattolici e degli armeni all’interno della basilica.
Proprio questo edificio, che rappresenta la meta di migliaia di pellegrinaggi di fede cristiana, è al centro di un particolare e misterioso fenomeno conosciuto come il “Fuoco Sacro” di Gerusalemme.
Accade infatti che da secoli, in occasione della Pasqua ortodossa, nel corso della cerimonia religiosa del Sabato Santo, all’interno della cripta deputata ad essere la tomba del Cristo si manifesti una fantasmagorica pioggia di fuoco che scende dalle pareti fino al piccolo altare.
C’è da aggiungere che il fenomeno si mostra solamente quando nella cripta officia il Patriarca ortodosso o un Vescovo da lui delegato. Quando altri religiosi hanno provato a sostituire gli ortodossi, non sono mai riusciti ad ottenere alcun risultato. Il che induce a pensare che evidentemente le gerarchie ortodosse possiedano qualche particolare conoscenza che porta ad attivare il misterioso fenomeno.
Un evento impressionante che per il suo impatto mediatico ricorda per molti versi quello della liquefazione del “sangue di San Gennaro” a Napoli. Inutile dire, in questo caso, che San Gennaro non è mai esistito e che persino la Chiesa cattolica ha preso le dovute distanze dall’evento.
La fiamma che i fedeli ricevono dal Patriarca ortodosso ha la caratteristica di non bruciare chi la tocca per circa trenta minuti
Il fenomeno della fiamma fredda
La cerimonia del “Sacro Fuoco” segue una accurata prassi. La mattina del Sabato Santo avvengono accurati e minuziosi controlli, da parte della polizia israeliana, all’interno della cripta deputata a tomba del Cristo al fine di escludere categoricamente la presenza di qualche oggetto in grado di produrre il “Sacro Fuoco”. Quindi la cripta viene sigillata.
Verso sera il Patriarca ortodosso di Gerusalemme, dopo essersi tolto tutti i paramenti sacri ad eccezione della tunica rituale ed essere stato accuratamente perquisito dalle autorità civili, entra nel Sepolcro, a candele spente, e si inginocchia a pregare.
Ed è qui, immediatamente oppure dopo qualche ora di preghiera, che sul marmo che ricopre la lastra della tomba cominciano ad apparire scintille di fuoco come gocce luminose.
I testimoni che hanno avuto modo di osservare il fenomeno raccontano di aver sentito un forte schiocco precedere la loro formazione. Altri raccontano di aver sentito un forte e prolungato sibilo, accompagnato quasi simultaneamente da lampi di luce blu e bianchi che iniziano a serpeggiare sulle pareti come dei flash impazziti.
Il Patriarca raccoglie le gocce di fiamma con l’aiuto di batuffoli di cotone e con questi accende le torce e le candele che sono all’interno della cripta. C’è chi dice che alle volte le torce si accendono addirittura da sole, spontaneamente, mentre il Patriarca è intento a pregare.
Poi il Patriarca esce dalla cripta e porge la fiamma delle sue torce alle torce dei fedeli in attesa che si distribuiscano tra di loro il “Sacro Fuoco”.
E qui avviene un altro fenomeno inspiegabile. Stando al racconto di testimoni diretti, il fuoco che arde sulle torce, benché abbia l’aspetto di una fiamma ordinaria, per diversi minuti non manda calore. Si può porre la mano sulla fiamma senza bruciarsi. E’ consuetudine che i fedeli passino la fiamma delle torce sul viso, sulle folte barbe e sugli abiti senza che si incendi nulla. C’è stato anche chi ha tentato di respirare questo fuoco senza subire alcun danno.
Dopo circa una trentina di minuti, il fuoco prende a scottare e c’è chi ha notato che esso inizia a far male solo dopo che la fiamma delle torce ha cambiato colore, divenendo da azzurrina a rossa.
Una delle misteriose sfere luminose che vengono viste transitare all’interno della basilica durante la cerimonia pasquale del “Fuoco Sacro”
Alcuni cenni storici sul fenomeno
Secondo la convinzione dell’Archimandrite ortodosso Leonide, le più antiche notizie relative al «Fuoco Sacro» di Gerusalemme avrebbero origine nella più profonda antichità.
Del fenomeno ne parlano già San Gregorio di Nissa, nel 350, San Giovanni di Damasco, nel 750, e lo storico della Chiesa Eusebio di Cesarea del IV secolo.
Il cronista della chiesa romano Baronius nel 1500 citava che: "I cristiani occidentali, avendo ripreso Gerusalemme ai Saraceni parlano di aver visto un miracolo quando, il Sabato Santo, le candele si accesero spontaneamente vicino alla tomba del Signore. Sembra che questo miracolo si produca laggiù abitualmente”.
Un aneddoto raccolto tra le cronache dell’intensa storia della basilica del Santo Sepolcro riguarda un episodio accaduto nel 1549, quando gli Armeni, nel tentativo di sostituirsi agli ortodossi, nella conduzione della cerimonia del “Fuoco Sacro” corruppero il sultano Mourat per ottenere il permesso di recarsi nella Chiesa del Santo Sepolcro per presenziare la cerimonia. Estromesso il Patriarca ortodosso fuori dalla cripta, i loro dignitari presero il suo posto all’interno e iniziarono la cerimonia pasquale. In merito a questo episodio, l’arabo Huri Fosi scrisse nel 1910: "Invano gli Armeni invocavano Dio, il Fuoco non voleva discendere. All'improvviso s'udì un rimbombo del tuono e dalla colonna di marmo, presso la quale attendeva il Patriarca ortodosso, apparve il Fuoco". Colonna che ancora oggi si può vedere, squarciata, nei pressi della cripta della tomba del Cristo.
Tutto farebbe pensare che la dinamica del fenomeno del “Sacro Fuoco” sia un segreto ben custodito dal Patriarcato ortodosso attraverso i secoli.
Del resto, ancora oggi non si riesce a dare una spiegazione scientifica al fenomeno della liquefazione del sangue di San Gennaro che si manifesta a Napoli e che palesemente, non essendo mai esistito il Santo in questione, deve rappresentare probabilmente il frutto dell’ingegno di qualche alchimista cristiano del passato in vena di vendere reliquie religiose.
Le rilevazioni dei ricercatori russi
Il fenomeno del “Fuoco Sacro” di Gerusalemme è stato sempre al centro dell’attenzione di vari ricercatori che hanno cercato di spiegarlo da un punto di vista razionale, negando ogni possibile apporto trascendente.
La convinzione di questi ricercatori era che il fenomeno non poteva, per principio, avere nulla di divino poiché l’ubicazione della cripta, deputata ad essere la tomba del Cristo, non rispondeva a quella che avrebbe dovuto essere. Ovvero avrebbe dovuto trovarsi all’esterno delle mura antiche di Gerusalemme, insieme alle tante altre realizzate secondo la consuetudine millenaria.
Nel 2008, in occasione del rito pasquale, il fisico russo Andrey Volkov, introducendosi come uno dei tanti pellegrini nella basilica del Santo Sepolcro, condusse in gran segreto delle misurazioni scientifiche del fenomeno allo scopo di dare una spiegazione
La sua apparecchiatura permise di constatare la presenza di un forte spettro di radiazione elettromagnetica all’interno della cripta e rilevò un inspiegabile impulso sulla frequenza delle onde lunghe proprio al comparire del “Sacro Fuoco”. Volkov ebbe l’impressione di trovarsi di fronte ad una scarica elettrica a bassissimo amperaggio. Ovvero una scarica elettrica di grande effetto psicologico, ma che non poteva essere in grado di produrre danni alle persone.
Volkov, a conferma di questa ipotesi, osservò che la discesa del “Fuoco Sacro” nella cripta si legava ad una inconsueta energia azzurrina che fluiva lungo i muri fino a raggiungere la pietra su cui pregava il Patriarca ortodosso. Fenomeno che oggi, a causa del bombardamento dei flash dei fedeli, risulta difficile da vedere.
Andrey Volkov ha portato a valutare che il plasma elettrico a bassa temperatura può assomigliare ad una fiamma, ma non brucia. Su questa constatazione ha ipotizzato che, se alla base del fenomeno del “Fuoco Sacro” ci fosse il principio di una tecnologia basata sull’elettricità, tutto farebbe pensare che nei batuffoli usati dal Patriarca ortodosso per raccogliere il fuoco e nelle stesse candele, che si accendono da sole, potrebbe esserci qualche sostanza in grado di mantenere la carica elettrica del plasma che poi, dopo un po’ di minuti, si trasformerebbe in una vera e propria fiamma.
Questo potrebbe spiegare perché all’inizio il “Fuoco Sacro” delle candele non scotta ad avvicinarlo, ma solo dopo, a seguito della prolungata azione del plasma elettrico, la fiamma si attiva veramente.
L’eredità di antiche conoscenze dell’Impero romano?
A fronte delle ipotesi avanzate dal ricercatore russo sulla base delle rilevazioni scientifiche effettuate all’interno della cripta è inevitabile chiedersi se il “Fuoco Sacro” non possa trattarsi in effetti della manifestazione di una qualche tecnologia sconosciuta utilizzata dagli ortodossi a scopi religiosi.
Del resto la stessa Chiesa cattolica, che ha disconosciuto il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro, nonostante il nutrito seguito di fedeli, non ha mai avuto l’idea di provare a ricevere il “Fuoco Sacro” nel Santo Sepolcro. Anzi non ha mai voluto neppure farne parola.
Potrebbe essere che la Chiesa cattolica sappia che cosa ci sia effettivamente all’origine del fenomeno del “Fuoco Sacro” e possa immaginare l’impatto mediatico negativo che potrebbe avere, prima o poi, sulla sua credibilità dottrinale se utilizzasse anch’essa questo fenomeno.
Vista l’ubicazione della cripta, ricavata sul luogo dove sorgeva una importante e imponente basilica pagana dell’era precristiana, si potrebbe pensare che il fenomeno del “Fuoco Sacro” possa essere in relazione alle conoscenze tecnologiche dell’antico Impero romano cooptate da Costantino per sostenere il nuovo corso della cristianizzazione dell’Impero.
Del resto le scoperte, effettuate recentemente presso la “Domus Aurea” dell’imperatore Nerone, hanno portato a ritenere che gli antichi romani possedessero una avanzata tecnologia in molti campi, che tuttavia non usavano al fine di mantenere un sistema sociale fondato sulla forza lavoro degli schiavi che rappresentavano una testimonianza della grandezza militare e espansionistica dell’Impero.Non è fantasia affermare che i popoli antichi avessero familiarità con l’elettricità. Si ha notizia ad esempio, attraverso la lettura di testi minoici, che le sacerdotesse dell’isola di Creta avevano la capacità di attirare dal cielo le scariche elettriche e di immagazzinare la loro forza per restituirla durante le cerimonie sacre allo scopo di impressionare i fedeli dei loro culti.
E proprio nell’antica Roma l’elettricità doveva essere un fenomeno ben conosciuto. Gli storici romani Plinio e Tito Livio riportano ad esempio che il re Numa Pompilio conosceva il segreto di portare a terra il fulmine di Giove Tonante ed era in grado di immagazzinare la sua forza per scagliarlo a suo piacere verso i suoi nemici o a quant’altro gli piacesse avere come bersaglio.
Il romano Servio Tullio era della convinzione che già i primi abitanti della Terra non avevano mai portato il fuoco ai loro altari, in quanto riuscivano attraverso la preghiera a portare giù dal cielo il “Fuoco celeste”.
Inoltre, nell’ambito delle conoscenze oggi misconosciute dell’Antica Roma, c’è il mistero delle cosiddette “lampade eterne” che illuminavano le notti degli Imperatori romani e che non erano alimentate da olio o da altro combustibile noto.
Agostino, dottore e santo della Chiesa cattolica, è un testimone involontario e degno di considerazione circa l’esistenza di una di queste lampade. E guarda caso cita questa “lampada eterna” proprio in relazione con un tempio dell’Egitto romanizzato dedicato a Venere. La stessa divinità pagana a cui era stata dedicata la basilica di Gerusalemme, fatta edificare dall’imperatore Adriano e sulle cui fondamenta venne fatta costruire da Costantino la basilica del Santo Sepolcro.
Lo squarcio in una delle colonne della basilica prodotto nel 1549 dal “Fuoco Sacro”. Il Patriarca ortodosso era stato allontanato dalla cripta dagli armeni che volevano impossessarsi del fenomeno. Ma non ci riuscirono: il “Fuoco Sacro” si manifestò, contrariamente alla consuetudine, fuori dalla cripta, al fianco del Patriarca ortodosso in attesa
Sfere luminose e altri misteri
Un altro fenomeno legato alla cerimonia pasquale del “Fuoco Sacro” è l’occasionale presenza di piccoli globi luminosi che vengono visti transitare sulle teste dei fedeli.
Molti testimoni affermano di averli visti e fotografati. Altri dicono che questi globi alle volte sono in grado di fermarsi per scendere sui fedeli ad accendere le loro torce.
Un fenomeno che ricorda inevitabilmente quello delle sfere luminose che vengono di tanto in tanto osservate sui “crop circles”, i grandi disegni ricavati nei campi di grano, anch’essi realizzati con l’emissione di onde elettromagnetiche.
Le stesse misteriose onde elettromagnetiche che, sempre in relazione ai crop circles, hanno prodotto, dal 2003 in poi, piccoli incendi inspiegabili nelle case della cittadina di Caronìa, in Sicilia, lasciando senza una spiegazione sulla loro origine la Commissione del Governo italiano che se n'era occupata nel 2007. In questo caso la Procura di Palermo avviò un’inchiesta su ignoti che si riteneva possedessero l’idonea tecnologia per attivare i fasci di onde elettromagnetiche rilevate in occasione dei fuochi spontanei.
di Giancarlo Barbadoro
sabato 23 marzo 2013
DOMANDE CHE NON HANNO RISPOSTA

Ci
sono misteri che gli scienziati non saranno mai in grado di svelare. Perchè? Il
nostro cervello potrebbe non esserne capace. Forse le forze fondamentali della
natura sono originate da vibrazioni di energia: è la teoria delle stringhe.
Indimostrabile!
Dove
si trova la coscienza? C'è un punto del cervello che possiamo considerare la
sede della coscienza? Quando un essere umano allo stato embrionale comincia ad
avere stati mentali e quindi qualcosa di simile a una coscienza? La scienza non
sa rispondere. Come è nata la vita sulla Terra? Probabilmente non lo sapremo
mai (a meno di non avere la macchina del tempo).
All’inizio
del secolo scorso, gli astronomi erano divisi in due fazioni: quelli che
pensavano che la Via Lattea fosse la sola galassia dell’universo e quelli
(pochi) che ritenevano invece che ce ne fossero anche altre. Poi, all’inizio
degli anni Venti, lo statunitense Edwin Hubble usò un telescopio più potente
degli altri, che gli permise di vedere le galassie attorno alla nostra. Quella
scoperta mise fine alla disputa.
La
storia della scienza procede così, rispondendo a grandi domande che non di
rado, all’inizio, sembrano irrisolvibili. Esistono però alcuni misteri che sono
destinati a rimanere tali, perché limiti fisici invalicabili si frappongono fra
noi e la soluzione, oppure perché, come fa notare Piergiorgio Strata,
presidente dell’istituto nazionale di Neuroscienze, «può darsi che il nostro
cervello non sia fatto per capire tutto».
L’universo
sconosciuto
Resterà
per esempio sempre avvolto dal mistero ciò che c’è al di là dell'universo
osservabile. Con questa espressione i cosmologi indicano il confine oltre il
quale nessun telescopio potrà mai spingersi, perché la luce che emettono gli
oggetti che si trovano più in là di quel limite impiegherebbe, per giungere da
noi, un tempo superiore all’età dell’universo, che è di 13,7 miliardi di anni.
Gli
strumenti di cui dispone la scienza sono già quasi arrivati a vedere fin lì:
recentemente, infatti, in uno studio che ha coinvolto anche l’istituto
nazionale di Astrofisica, è stato osservato un lampo di raggi gamma (esplosione
che rappresenta lo stadio finale dell’evoluzione di alcune stelle) che dista 13
miliardi e 140 milioni di anni luce dalla Terra. «È l’oggetto più lontano che
sia mai stato osservato» ha detto Antonio Cucchiara, l’italiano che ha
coordinato lo studio, dall’Università della California di Berkeley. E arrivare
proprio a 13,7 miliardi di anni luce sarà molto difficile.
Per
molto tempo, gli scienziati hanno pensato che, in fin dei conti, non c’è nessun
motivo per pensare che ciò che c’è al di là dell’universo osservabile sia molto
diverso da ciò che sta al di qua. In anni recenti, però, la scoperta di flussi
di galassie che si muovono rapidissime verso il limite di osservabilità, come
se viaggiassero su un’autostrada superveloce, ha fatto pensare che la parte
imperscrutabile del cosmo possa nascondere strutture gigantesche, che
attraggono le galassie con la loro forza di gravità, e sulla cui natura si
possono fare soltanto ipotesi. .

L’enigma
delle stringhe
L’astrofisica,
così come molte altre discipline scientifiche, è fatta di un mix di teorie
difficilmente verificabili (o non verificabili affatto) e di fatti certi,
comprovati dall’osservazione o dagli esperimenti. Esiste però un settore che è
totalmente dominato dalle prime: la teoria delle stringhe, in base alla quale
le forze fondamentali della natura nascerebbero dalle vibrazioni di minuscoli
fasci di energia, non può infatti essere dimostrata.
Gli
“stringhisti” producono pagine e pagine di calcoli, tutti coerenti e anche
plausibili, ma non c’è esperimento che possa provare ciò che dicono, perché
indagare la materia al livello di dettaglio previsto dalla loro teoria
richiederebbe la costruzione di acceleratori di particelle più grandi del
pianeta Terra.
«Dovrebbero
avere le dimensioni di una galassia» fa notare Russel Stannard, professore
emerito di fisica alla Open University del Regno Unito, che ha fatto il conto.
L’unica soluzione sarebbe il colpo di genio di qualche scienziato, che
riuscisse a trovare un’altra strada per dimostrare la teoria delle stringhe,
diversa da quelle che oggi possono essere ipotizzate. [Leggi articolo: La più
piccola parte dell'universo].
Come
nasce la coscienza?
Strade
nuove e strumenti non ancora inventati potrebbero essere la chiave giusta anche
per la soluzione di un altro enigma che fa arrovellare scienziati e filosofi
fin dal tempo dell’antica Grecia: quello della coscienza. «La coscienza è una
proprietà della mente, che deriva dalla complessità del cervello» spiega Piergiorgio
Strata, «ma non esiste nessun modello che sia davvero in grado di descriverla o
di capire come nasca».
C’è
chi sostiene, infatti, che il cervello umano non sarà mai capace di comprendere
fino in fondo se stesso (e quindi la coscienza) perché per farlo ci vorrebbe
una mente con un livello ancora maggiore di complessità. Ma questa
argomentazione fa arrabbiare molti scienziati, che invece sostengono che il
mistero, prima o poi, sarà risolto. Gli esperti di intelligenza artificiale,
per esempio, ritengono che simulando i processi mentali su macchine sia
possibile capire anche come nasce la coscienza dell’uomo.
«Io
però non credo che questa sia la strada giusta» commenta Strata. «Imitare non
vuol dire riprodurre. In realtà, non abbiamo ancora scoperto il trucco. Manca
qualcosa di importante nella nostra conoscenza della mente, che ci permetta di
fare quel passo in più e di trovare un metodo scientifico per studiare la
coscienza».
Una
delle ultime frontiere in questo campo, riguarda la teoria che descrive la
coscienza come una realtà inerente la quantistica. Secondo questa teoria, la
coscienza umana (o anima) sarebbe una struttura fondamentale dell'universo che
non dipende dal cervello, ma che esiste di per sè. Con la morte celebrale, la
"coscienza quantica" si slega dal cervello per tornare alla fonte.

Embrione,
ci sei?
Strettamente
legato al tema della coscienza è quello dell’inizio della vita cosciente nel
corso dello sviluppo dell’embrione e del feto. La questione non è di poco
conto, perché questo enigma, di fatto irrisolvibile, alimenta i dibattiti
sull’aborto, sulla procreazione assistita e sulla possibilità di usare le
cellule staminali embrionali, promessa della medicina di domani, il cui
ottenimento comporta però la distruzione dell'embrione.
Secondo
la Chiesa cattolica, una persona è tale fin dal concepimento. Molti
neuroscienziati la pensano però diversamente, perché se la caratteristica
fondamentale di una persona è quella di avere una coscienza, è chiaro che una
sola cellula, o anche un mucchietto di cellule appena un pò più avanti nello
sviluppo, non hanno la complessità necessaria a dar vita a processi mentali.
«Un
embrione a uno stadio di sviluppo molto precoce presumibilmente non possiede
stati mentali» dice Piergiorgio Strata «e non c’è una linea di demarcazione
netta di quando questi appaiano nel corso dello sviluppo». La gradualità del
processo, insomma, fa sì che, almeno dal punto di vista scientifico, sia
impossibile dire esattamente quando un grumo di cellule diventa persona.
Vorrei
la macchina del tempo
E
il mistero dell'origine è destinato a restare tale anche per il processo che ha
generato la vita, circa quattro miliardi di anni fa. Per sapere davvero che
cosa è successo, infatti, ci vorrebbe una macchina del tempo che ci portasse
fino ai primordi della Terra, perché le molecole protagoniste della catena di
reazioni chimiche da cui è scaturita la vita non si sono fossilizzate.
In
laboratorio sono state riprodotte le condizioni che, con un elevato grado di
probabilità, erano presenti allora, ma come fa notare il biologo Jerry Coyne,
dell’Università di Chicago (Usa), «non sapremo mai come sono andate le cose
esattamente. Le possibilità sono moltissime e tutte implicano la presenza di
molecole che non si fossilizzano. Questo, quindi, è un altro limite
invalicabile».
lunedì 18 marzo 2013
TRE SONO LE COSE…
La magia del numero tre
La
scuola pitagorica, il movimento filosofico e scientifico nato nel I secolo
avanti Cristo, considera il tre un numero perfetto, in quanto sintesi del pari
(due) e del dispari (uno); il tre raffigura nella teoria dei numeri la superficie
(altri numeri rappresentavano il punto, la linea, ecc.) e la prima superficie è
a forma di triangolo.
Anche
per i Cinesi il tre è perfetto, perché numero della totalità cosmica: cielo,
terra, uomo. Ma al tre sono stati attribuiti significati magici e simbolici da
tutte le civiltà e in tutte le epoche. Nelle religioni, sono frequenti le
triadi divine, dalla Trimurti induista (Brahma, Shiva, Vishnu) alla Trinità del
Cristianesimo. Filone D’Alessandria (I secolo dopo Cristo) voleva spiegarne la
sacralità e la perfezione con le tre dimensioni degli oggetti. Da qui la sua
importanza durante il Medioevo, basti pensare alla Divina Commedia che, sul numero tre e suoi
multipli costruì il poetico edificio della Divina Commedia: Tre cantiche,
ciascuna di 33 canti (totale 99, più uno d’introduzione), i versi raggruppati
in terzine. Tre sono le fiere incontrate nella selva oscura, Tre le donne che
dal cielo corrono in suo aiuto: la Vergine, Lucia e Beatrice.
Tre
per Tre, cioè nove, i cerchi dell’inferno, nove i cieli, nove i cori angelici.
Nel
Cristianesimo il numero Tre assume un duplice significato sia di “famiglia
divina”, composta di Maria, Giuseppe e Gesù, sia di Trinità, nelle persone del
Padre, del Figlio e dello Spirito Santo; il bramanesimo venera la Trimurti
indiana: Brahma il principio creativo, Visnù il principio conservativo e Shiva
il principio distruttivo.
Un
riferimento al Tre c’è anche nella Luna, infatti viene descritta come triplice:
piena, assente o parziale, metafora di vita, morte e rinascita.
Tre
sono le Parche, le Furie, le Grazie, i re Magi, i moschettieri di Dumas e le
caravelle di Colombo.
Tres
Fàciunt collègium prescrive il Digesto: occorre un minimo di Tre persone per
formare una società giuridicamente costituita.
In
ogni epopea o fiaba, l'eroe, nel suo viaggio iniziatico, deve superare Tre
prove, magia ed esoterismo spesso prevedono ritualità e formule ripetute Tre
volte, triplice è lo scorrere del tempo dal passato al presente al futuro,
triplice il fondamento del principio generativo che, dall'unione del maschile e
del femminile, origina un nuovo essere.
Nel
Cristianesimo Tre sono le virtù Cardinali su cui si fonda la perfezione della
vita umana: fede, speranza e carità; Tre sono i principi fondamentali per
l’alchimia su cui si fonda l’opera di trasmutazione: zolfo, sale e argento
vivo, ossia mercurio.
Grazie
all’alto valore esoterico, il Tre ha sempre occupato un posto d’onore sia nei
culti religiosi sia nella tradizione iniziatica occidentale e orientale.
Anche
dal punto di vista più laico e meno legato a tradizioni filosofico- religiose e
passando a un campo più attinente al nostro moderno pensiero, notiamo che le
attribuzioni fondamentali dell’essere umano possono essere tranquillamente
ridotte a tre: 1) l’istinto che rappresenta la parte più ancestrale e più
legata alla sopravvivenza e salute del corpo fisico; 2) la mente che elabora,
trasforma e utilizza informazioni utili al proprio e altrui benessere; 3) la
coscienza che attinge da regole e precetti personali, religiosi o sociali e armonizza l’azione delle altre
due componenti per rendere le loro intuizioni o idee moralmente accettabili.
Nello
specchietto riportato qui sotto le corrispondenze, le interazioni e le
similitudini tra le tre componenti siano esse filosofico-scientifico ,religiose, spirituali o esoteriche.
1
- Istinto ↔ Corpo
↔ Pensiero
↔ Padre 1
↨
↕ ↨ ↨
2
- Ragione ↔ Anima
↔ Creazione ↔ Figlio 2
↨ ↨ ↨ ↨
3
- Coscienza ↔ Spirito
↔ Equilibrio
↔ Spirito Santo
3
MIZIO
giovedì 14 marzo 2013
I 122 ITALIANI DEL GRUPPO BILDERBERG
Pubblicati i nomi dei 122 Italiani che, nel corso degli anni, hanno partecipato alle riunioni del gruppo Bilderberg
partecipò nel: 1954.
in qualità di: Capo dello Stato.
segni particolari: Fondatore della Democrazia Cristiana.
Raffaello Cafiero
partecipò nel: 1954.
in qualità di: Senatore.
segni particolari: Militante del Partito Monarchico.
partecipò nel: 1954, 1957, 1958, 1965
in qualità di: Presidente del Senato
segni particolari: Direttore Banca Commerciale Italiana.
Alberto Pirelli
partecipò nel: 1954, 1958, 1963
in qualità di: presidente Pirelli s.p.a.
segni particolari: partecipò al Trattato di Versailles
Leopoldo Pirelli
partecipò nel: 1965, 1967, 1968
in qualità di: Presidente Pirelli s.p.a.
segni particolari: imprenditore di successo.
partecipò nel: 1954, 1958, 1963
in qualità di: Direttore RAI
segni particolari: Ambasciatore in Francia e Inghilterra
partecipò nel: 1954
in qualità di: Presidente Corte Costituzionale
segni particolari: partecipò alla stesura della Costituzione
partecipò nel: 1954
in qualità di: presidente FIAT
segni particolari: massone del Grand Oriente d’Italia
partecipò nel: 1957
in qualità di: Ministro degli Esteri
segni particolari: coofondatore della DC, cofirmatario fascista del “Manifesto della Razza”
Giuseppe Imbriani Longo
partecipò nel: 1957
in qualità di: A.d. BNL
segni particolari: A.d. Italstrade durante la seconda guerra mondiale
partecipò nel: 1958, 1964, 1965, 1966, 1967, 1968, 1969, 1970, 1972, 1973, 1974, 1975, 1977, 1978, 1979, 1981, 1984, 1985, 1986, 1987, 1988, 1989, 1990, 1991, 1992, 1993, 1994, 1995, 1996, 1997, 1998, 2000
in qualità di: Presidente FIAT
segni paticolari: E’ l’italiano con più partecipazioni alle riunioni del Gruppo Bilderberg
partecipò nel: 1983, 1994, 1995, 1997, 1999, 2000
in qualità di: A.d. Fiat
segni particolari: Presidente Juventus, DC
partecipò nel: 1958, 1965, 1975, 1977
in qualità di: Direttore Generale Banca D’Italia
segni particolari: DC, firmatario del Trattato di Maastrich
partecipò nel: 1963
in qualità di: Presidente di Confindustria
segni particolari: membro delle organizzazione europee Unice e Cife
partecipò nel: 1963, 1964, 1967, 1968
in qualità di: Manager FIAT in Sud America
segni particolari: Membro della Resistenza Antifascista, fondatore della loggia “Club of Rome”
partecipò nel: 1963, 1965, 1966
in qualità di: Ministro dei Beni Culturali
segni particolari: Massone della P2
partecipò nel: 1963, 1964, 1965, 1966, 1967
in qualità di: Delegato per le relazioni con l’URSS
segni particolari: Dirigente Juventus FC
partecipò nel: 1964, 1965, 1974
in qualità di: rappresentante italiano nel FMI
segni particolari: PSI, ministro del governo Rumor
partecipò nel: 1964
in qualità di: A.d. BNL
segni particolari: collaboratore di Kissinger e Rockafeller. Fu gestore del Piano Marshall
partecipò nel: 1964, 1966, 1974
in qualità di: Presidente Commissione Europea
segni particolari: DC, due volte ministro della Repubblica
partecipò nel: 1964
in qualità di: Ministro dell’Istruzione
segni particolari: 5 volte Ministro della repubblica, DC
partecipò nel: 1964, 1965, 1967
in qualità di: senatore
segni particolari: fondatore del Partito d’Azione Comunista
partecipò nel: 1965, 1966, 1967
in qualità di: Segretario Generale NATO
segni particolari: medaglia d’argento al valor militare nella Prima Guerra Mondiale, partecipò alla stesura della Costituzione Italiana
partecipò nel: 1965
in qualità di: Fondatore della loggia massonica P2
segni particolari: Comandante durante la Resistenza, aditato da Pier Paolo Pasolini come invischiato nel delitto Mattei.
partecipò nel: 1965
in qualità di: Presidente IRI
segni particolari: Cofondatore del Movimento Federalista Europeo.
partecipò nel: 1965
in qualità di: Ministro degli Interni
segni particolari: Cofondatore della Dc, Capo dello Stato nel 1968.
partecipò nel: 1965, 1969, 1970, 1971, 1972, 1973, 1974, 1975,1977, 1978, 1979, 1980
in qualità di: Direttore Generale Confindustria
segni particolari: nobile, marchese della casata marchigiana Cittadini Cesi
partecipò nel: 1966, 1983
in qualità di: Presidente Camera Del Commercio
segni particolari: Imprenditore, fondatore della Bassetti
partecipò nel: 1967, 1972, 1974
in qualità di: Commissario Europeo per il Mercato Interno
segni particolari: Presidente della Rinascente di Milano, membro della Commissione Trilaterale, origini nobili: vantava il titolo di Principe.
partecipò nel: 1967
in qualità di: Ministro delle Finanze
segni particolari: Dc, 4 volte ministro della Repubblica
partecipò nel: 1968
in qualità di: imprenditore, fondatore della Olivetti
segni particolari: Progetto “Elea” il calcolatore elettronico avo di tutti i moderni computer
partecipò nel: 1968, 1974
in qualità di: giornalista del Corriere della Sera
segni particolari: Scrittore, nel 92 è stato ministro dei beni Culturali
partecipò nel: 1968
in qualità di: Commissario Europeo per la Politica Industriale e Tecnologica
segni particolari: Convintissimo Europeista, fondatore del Movimento Federalista Europeo nel Dopoguerra, fondatore del Club del Coccodrillo
partecipò nel: 1968, 1973, 1988
in qualità di: Giornalista del Corriere della Sera
segni particolari: ebreo, dovette emigrare in america negli anni venti.
partecipò nel: 1969
in qualità di: Senatore del PSI, poi del Partito Socialista Europeo.
segni particolari: coinvolto nello scandalo Tangentopoli, dopo 15 anni venne assolto
partecipò nel: 1969
in qualità di: direttore de “il Sole 24 ore”
segni particolari: Fondatore della casa editrice “Il Mulino”
partecipò nel: 1969, 1971, 1978
in qualità di: direttore Corriere Della Sera
segni particolari: anche direttore del secolo XIX, oggi scrive editoriale per Repupplica.
partecipò nel: 1969
in qualità di: imprenditore Gancia s.p.a.
segni particolari: presidente giovani imprenditori di Confindustria
partecipò nel: 1970
in qualità di: Segretario del Partito Liberale Italiano
segni particolari: due volte ministro della Repubblica
partecipò nel: 1970
in qualità di: fisico nucleare
segni particolari: fondatore Istituto Fisico Europeo
partecipò nel: 1970, 1972, 1974, 1975
in qualità di: giornalista Corriere Della Sera, La Stampa
segni particolari: conduttore televisivo
partecipò nel: 1971
in qualità di: giornalista
segni particolari: fondatore della prima agenzia stampa dell’UE, l’Agenzia Europea.
partecipò nel: 1971
in qualità di: Direttore Generale RAI
segni particolari: fu A.d. della Rinascente, ruolo affidatogli da Agnelli
partecipò nel: 1971
in qualità di: Presidente Commissione Esteri del Senato
segni particolari: Advisory Board dell’ONU e della NATO
partecipò nel: 1971
in qualità di: Scrittore e giornalista Corriere Della Sera e de Il Giornale di Indro Montanelli
segni particolari: membro della P2
partecipò nel: 1972
in qualità di: scienziato
segni particolari: membro del Comitato Per le Teconologie delle Nazioni Unite, 5 lauree.
partecipò nel: 1972, 1973, 1974, 1975, 1977, 1978
in qualità di: Ambasciatore, consigliere Nato
segni particolari: scrittore
partecipò nel: 1973
in qualità di: Presidente Eni
segni particolari: DC, Nel 73 l’Eni guidato da Girotti fu accusato di avere tentato di acquisire ulteriori azioni Montedison tramite società fiduciarie domiciliate all’estero.
partecipò nel: 1977
in qualità di: scrittrice
segni particolari: autrice de “Cronache Sociali”
partecipò nel: 1973
in qualità di: economista
segni particolari: Presidente Istituto Bancario Italiano, Ministro del governo Cossiga
partecipò nel: 1973
in qualità di: presidente Istituto Affari Internazionali.
segni particolari:membro del Comitato Nazionale Altiero Spinelli (illustre partecipante del Bilderberg)
partecipò nel: 1974
in qualità di: giornalista e parlamentare europeo
segni particolari: nel 1974 fondò “IL Giornale” con Indro Montanelli
partecipò nel: 1975
in qualità di: segretario economico del Partito Socialista
segni particolari: nell’82 diventerà ministro delle finanze
partecipò nel: 1975, 1988
in qualità di: Segretario Nazionale del Partito Repubblicano Italiano
segni particolari: prese 6 mesi per avere preso una tangente da Carlo Sama (dirigente Montedison) nell’ambito del processo ENIMONT.
partecipò nel: 1977
in qualità di: giurista, politco; massima esperta italiana in logge massoniche
segni particolari: decapitò la P2 con la sua commissione; fu vicepresidentessa dell’Unione Europea Femminile.
partecipò nel: 1977
in qualità di: dirigente RAI
segni particolari: diventerà presidente di RAISAT nel 2003
partecipò nel: 1978
in qualità di: ministro del bilancio
segni particolari: amico di Aldo Moro, fu richiamato a fare il ministro del biancio nel 1992, dopo lo scandalo Tangentopoli.
partecipò nel: 1978
in qualità di: Direttore Generale della Confindustria di Guido Carli
segni particolari: sarà A.D. di BNL e Capo del Dipartimento per le Politiche Comunitarie. Il 17 novebre 2010 affermò che sull’Euro si sbagliava e ne chiederà al Presidente del Consiglio l’uscita.
partecipò nel: 1978, 1979, 1980, 1981, 1982, 1997
in qualità di: presidente Istituto Affari Internazionali
segni particolari: Consulente della Difesa
partecipò nel: 1979
in qualità di: direttore generle produzioe industriale per il Ministero dell’Industria.
segni particolari: coinvolto nello scandalo Tangentopoli
partecipò nel: 1979
in qualità di: manager industriale
segni particolari: lavorò per FIAT e Olivetti
partecipò nel: 1980
in qualità di: giornalista e scrittore
segni particolari: scrisse per Il Corriere della Sera, La stampa, L’Europeo
partecipò nel: 1980
in qualità di: sindacalista, segretario generale della UIL
segni particolari: segretario nazionale del PSI
partecipò nel: 1980
in qualità di:giursta
segni particolari: Docente di Diritto Università di Bologna, amico di Prodi.
partecipò nel: 1980, 1981, 1982, 1987, 1990, 2009
in qualità di: Politico ed economista
segni particolari: è il capo del governo che ha fatto entrare l’Italia nell’Euro.
Barbara Spinelli
partecipò nel: 1980, 1993
in qualità di: giornalista e scrittrice
segni particolari: È stata la compagna di Tommaso Padoa Schioppa banchiere ed ex ministro, fu coofondatrice de “La Repubblica”
partecipò nel: 1982
in qualità di: Ministro dell’Interno
segni particolari: Fu promotore, insieme a Pio La Torre di una legge che introduceva il reato di associazione mafiosa (Legge Rognoni-La Torre) e di una norma che prevedeva la confisca dei beni ai mafiosi
partecipò nel: 1983, 1984, 1985, 1986, 1987, 1988, 1989, 1990, 1991, 1992, 1993, 1994, 1995, 1996, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011
in qualità di: membro permanente della Trilateral, ect…ect…
segni particolari: bocconiano, feticista delle tasse
partecipò nel: 1983, 1985, 1986, 1987, 1988, 1989, 1990, 1992
in qualità di: banchiere
segni particolari: affiliato Goldman Sachs
Umberto Cappuzzo
partecipò nel: 1985
in qualità di: Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano
segni particolari: fino all’81 è stato Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri; é strano vederlo seduto allo stesso tavolo con alcuni politi della DC corrotti.
partecipò nel: 1985
in qualità di: giurista, massimo esperto di transazioni finanziarie
segni particolari: nel 2006, fu il commissario straordinario FGCI durante Calciopoli. Assegnò lo scudetto all’Inter tra mille polemiche.
partecipò nel: 1985
in qualità di: Politologo
segni particolari: Massimo esperto mondiale di politologia, ha ricevuto ben 1o lauree honoris causae dalle principali università italiane.
partecipò nel: 1986
in qualità di: Segretario Generale della Repubblica
segni particolari: Cavaliere di Gran Croce del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio
Tommaso Padoa Schioppa
partecipò nel:- 1986, 1998, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010
in qualità di:dirigente del Fondo Monetario Internazionale
segni particolari: Ha ricoperto le più alte cariche di tutte le autorità finanziarie italiane ed europea
partecipò nel:1986, 1987, 1990, 1991, 1992, 1993, 1994, 1995, 2000
in qualità di: Direttore del WTO
segni particolari: Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica, dell’ordine di San Michele e
San Giorgio, dell’ordine del Sacro Tesoro, dell’ordine di San Gregorio Magno, del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio
partecipò nel: 1986, 1987
in qualità di: direttore de La Stampa
segni particolari: Scrisse l’inchiesta che fece dimettere il Presidente del Consiglio, Giovanni Leone, nel 1976
partecipò nel: 1986
in qualità di: Presidente del Comitato scientifico-consultivo sulla gestione del debito pubblico istituito dal Ministro del Tesoro, Giuliano Amato
segni particolari: Ministro del Bilancio, Parlamentare del PCI
partecipò nel: 1986, 1987, 1994, 2000, 2003, 2004
in qualità di: Economista
segni particolari: Fondatore dell’ European House, Organizzazione segreta sulla falsa riga della Trilaterale
partecipò nel: 1987
in qualità di: Membro della Commissione Parlamentare Affari Esteri
segni particolari: Iscritto al Partito Liberale, nel 94 si candida con Forza Italia
partecipò nel: 1987
in qualità di: Ministro del Tesoro
segni particolari: Parlamentare della Democrazia Cristiana, Presidente della LUISS, Università romana, che alla sua morte, prese il suo nome
partecipò nel: 1987
in qualità di: Governatore Banca d’Italia
segni particolari: nel 99 diventa Presidente della Repubblica
partecipò nel: 1987
in qualità di: Presidente MedioBanca
segni particolari: Ricopri tutti i più alti ruoli della Finanza Italiana
partecipò nel: 1987, 1989, 1990
in qualità di: Amministratore Delegato Montedison ed Enimont
segni particolari: Si suicidò quando venne scoperto il giro di tangenti in cui era coinvolto
partecipò nel: 1987
in qualità di: Ministro del Bilancio
segni particolari: Presidente ENI
partecipò nel: 1987
in qualità di: A.d. FIAT e consigliere RCS
segni particolari: Nel 2000 condannato a undici mesi e dieci giorni di reclusione per falso in bilancio, finanziamento illecito dei partiti e frode fiscale. Percepì 105 miliardi di lire di buona uscita dalla FIAT.
Alessandro Vanzetto
partecipò nel: 1987
in qualità di: Alto Dirigente FIAT e BNL
segni particolari: Nessuno
partecipò nel:1989, 1990
in qualità di: Banchiere
segni particolari: Pricipale autore della trasformazione del sistema bancario italiano verso la globalizzazione finanziaria, in particolare inizia la privatizzazione delle banche nazionali.
Filippo Maria Pandolfi
partecipò nel: 1989
in qualità di: Ministro dell’Agricoltura
segni particolari: Fu durante il suo mandato che vennero istituite le tanto contestate “quote latte”
partecipò nel: 1991
in qualità di: senatore (Forza Italia)
segni particolari: Bocconiano, Cavaliere del Lavoro per il Credito
Gianni De Michelis
partecipò nel: 1991
in qualità di: Parlamentare del PSI
segni particolari: Coinvolto nel processo di Tangentopoli: L’attività di corruzione per cui De Michelis fu condannato, come precisato dal Tribunale, «alimentava il suo principesco stile di vita sia pubblica sia privata»
Sergio Romano
partecipò nel: 1992
in qualità di: Storico, scrittore e diplomatico
segni particolari: Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
Marco Tronchetti Provera
partecipò nel: 1993, 2004
in qualità di: Manager Gruppo Falck, Pirelli e Telecom
segni particolari: Con i suoi 5,664 milioni di euro di stipendio annuo è il terzo manager italiano più pagato d’Italia.
Franco Bernabè
partecipò nel: 1994, 1996, 1998, 1999, 2000, 2001, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012
in qualità di: Amministratore Delegato di Eni e Telecom Italia
segni particolari: È membro storico dello steering committee del Bilderberg
Innocenzo Cipolletta
partecipò nel: 1994
in qualità di: Economista e dirigente d’azienda
segni particolari: Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, é stato nel C.d.A di 13 aziende tra cui le Ferrovie Dello Stato.
Mario Draghi
partecipò nel: 1994, 1995, 2001, 2002, 2003, 2004, 2008
in qualità di: Presidente Bankitalia e BCE
segni particolari: Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
Walter Veltroni
partecipò nel: 1996
in qualità di: Parlamentare
segni particolari: Se gli parli di Bilderberg si incazza
partecipò nel: 1997
in qualità di: giornalista, direttore del tg5
segni particolari: Fu iscritto al Partito Comunista, prima di incontrare Berlusconi
partecipò nel: 1997
in qualità di: Commissario Europeo ed Eurodeputata per il governo Prodi
segni particolari: Commendatore Della Legion d’Onore
partecipò nel: 1998
in qualità di: rappresentante permanente dell’ Italia presso l’ Unione europea
segni particolari: Ambasciatore a Parigi, ha un cane che sembra Chubecca
Rainer Masera
partecipò nel: 1998
in qualità di: Ministro del Bilancio
segni particolari: Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
partecipò nel: 1998, 2004, 2005, 2007, 2009
in qualità di: Direttore Generale del Tesoro
segni particolari: Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
partecipò nel: 1999 , 2004
in qualità di: Economista e scrittore
segni particolari: Nel 2005 pubblica il libro Lobby d’Italia
Paolo Fresco
partecipò nel: 1999, 2000
in qualità di: manager FIAT, Dirigente General Electric
segni particolari: Uomo fidato di Agnelli
Alessandro Profumo
partecipò nel: 1999
in qualità di: Presidente Monte dei Paschi di Siena, nel C.d.A. di Unicredit
segni particolari: Accusato di frode fiscale nel 2012 per una maxi evasione messa in piedi da Unicredit e dalla banca inglese Barclays per 245 milioni di euro, attualmente rinviato a giudizio.
partecipò nel: 2000, 2001, 2004
in qualità di: Scrittore e giornalista
segni particolari: Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
partecipò nel: 2000, 2004, 2006, 2008, 2011
in qualità di: Ministro dell’ Economia
segni particolari: Fautore dei Tremonti Bond,nati per fronteggiare in Italia gli effetti della crisi: si tratta di contributi in denaro utilizzabili dalle banche per garantire credito alle imprese
Gian Maria Gros Pietro
partecipò nel: 2001
in qualità di: Presidente di Autostrade S.p.A
segni particolari: Ha guidato la liquidazione dell’IRI
partecipò nel: 2003, 2004
in qualità di: C.d.A. Gruppo Editoriale l’Espresso
segni particolari: nel 1999 da vita all’azienda Sorgenia
partecipò nel: 2003
in qualità di: Scrittore
segni particolari: Autore del libro “La Malattia dell’ Occidente”
partecipò nel: 2003, 2004
in qualità di: Manager d’azienda e banchiere
segni particolari: Ministro del governo Monti; Nel giugno 2012 Passera viene iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Biella. I reati imputatigli sono di natura finanziaria e risalgono al 2006
Roberto Poli
partecipò nel: 2003
in qualità di: Presidente della Rizzoli-Corriere della Sera S.p.A. e di Publitalia ’80 S.p.A.
segni particolari: E’ anche membro della Trilateral
Paolo Scaroni
partecipò nel: 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2010, 2011
in qualità di: Amministratore Delegato ENI
segni particolari: Arrestato nel 92 per Tangentopoli, nel 2006 per aver inquinato il Po, da A.D. Enel ed attualmente è iscritto nel registro degli indagati per aver ricevuto una tangenti per appalti ENI da 11 miliardi di dollari in Algeria
partecipò nel: 2004
in qualità di: Direttore del Corriere della Sera
segni particolari: Lascia la direzione del Corriere nel 2003, La vicenda é stata molto chiacchierata e mai chiarita
partecipò nel: 2004
in qualità di: Esperto di geopolitica e saggista
segni particolari: Scrive editoriali e commenti di politica estera per il Gruppo Editoriale L’Espresso
Gabriele Galateri
partecipò nel: 2004
in qualità di: Presidente Assicurazioni Generali e Telecom Italia
segni particolari: Cavaliere della Legio d’Onore e del Lavoro
partecipò nel: 2004
in qualità di: Vice Presidente Esecutivo del Consiglio per le Relazioni fra Italia e Stati Uniti
segni particolari: Nessuno
partecipò nel: 2004
in qualità di: Direttore Generale Bankitalia
segni particolari: Cavaliere di Gran Croce, Commendatore e Grande Ufficiale dell’ordine dei Cavalieri al merito della Repubblica Italiana
partecipò nel: 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012
in qualità di: Manager FIAT
segni particolari: Nipote di Agnelli
partecipò nel: 2010, 2012
in qualità di: Presidente ENI
segni particolari: Grande sostenitore dell’Energia Nucleare in Italia
partecipò nel: 2012
in qualità di: Vice presidente di Confindustria
segni particolari: Cavaliere del Lavoro
partecipò nel: 2012
in qualità di: Giornalista
segni particolari: Chiese in trasmissione a Monti se fosse un massone
partecipò nel: 2012
in qualità di: portavoce di Monti
segni particolari: Lusi, tesoriere del PD, ha dichiarato che parte dei soldi del partito sono stati intascati indebitamente dai politici del PD, facendo tra gli altri il nome di Letta.
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