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giovedì 17 luglio 2014

RAPACI E AUTOSTRADE SOTTO CASA


Nido di nibbio bruno fotografato nella riserva

Il numero di nidi di nibbio bruno nella Riserva di Decima è aumentato dopo la chiusura della discarica di Malagrotta; quest'anno il numero delle coppie nidificanti è aumentato di circa il 30%, ed i nidi sono diffusi in diverse zone della riserva.
Il nibbio bruno è una specie migratrice, trascorre l’inverno principalmente in Africa, al sud del Sahara, per tornare nelle regioni più a nord all’arrivo delle stagioni calde.
Questo rapace è lungo di 55/60 cm, un peso di circa 600/1000 g e un’apertura alare che varia dai 135 ai 155 cm. Il piumaggio prende un colore marrone, che si schiarisce sul ventre. È caratterizzato (come il nibbio reale) da una larga coda biforcuta che lo agevola nelle planate.
La dieta del nibbio bruno comprende un vasto campionario di cibo: piccoli mammiferi, uccelli, rettili, pesci, alcuni invertebrati e carogne.
Il periodo della riproduzione avviene tra aprile e giugno, e costruiscono i loro nidi solitamente su alti alberi. La femmina depone dalle 2 alle 3 uova.


Piccoli  gheppi nati nelle cassette nido

Sono 15 le cassette nido occupate dai gheppi in questa primavera del 2014 ed ognuna accoglie una media di 4/5 piccoli.
Il gheppio è un piccolo rapace abbastanza comune in Italia. Si nutre di insetti e piccoli vertebrati che trova nei prati, nei campi coltivati e in altre aree aperte, dove la scarsa disponibilità di siti adatti alla nidificazione rappresenta un fattore limitante per la sua riproduzione.
Il gheppio infatti, come altri falchi, non costruisce il nido ma utilizza nidi abbandonati dalle cornacchie o cavità naturali in ruderi o pareti rocciose.
La cassetta nido è un nido artificiale perfettamente adatto a questa specie: montato su un traliccio lo tiene al sicuro dai predatori che si arrampicano sugli alberi, come faine e gatti, ed inoltre è protetto dalle intemperie e dal caldo eccessivo essendo sempre ventilato; infine fornisce un comodo substrato di torba per l'incubazione delle uova e l'allevamento dei piccoli. Nel corso degli anni, in provincia di Roma sono stati inanellati oltre 3500 piccoli gheppi nati nelle cassette nido sui tralicci, mentre molti di più sono quelli felicemente involati senza anello.













Piccoli di allocco






Gli allocchi occupano 10 cassette nido. L'allocco è una specie fortemente territoriale, occupa e difende lo stesso territorio tutto l'anno e spesso per tutta la vita. Condizioni essenziali per la presenza dell'allocco sono la disponibilità di prede e di sicuri siti di nidificazione.
A Roma, in ambiente urbano, l'allocco preda in prevalenza uccelli (cince, fringuelli, tordi, merli)e in misura minore mammiferi. Nella foto si può osservare un passero deposto nel nido dai genitori dei due pulli.
L'allocco, Strix aluco, è la specie più comune della famiglia dei rapaci notturni. Di grandi dimensioni – tra i 37 e i 43 cm – il piumaggio scuro, dalle tinte fulve, da cui spiccano macchie marroni striate. Ha un capo grosso e tondeggiante che può ruotare di 270°, gli occhi sono tondi e grandi, contornati da dischi color panna. L’Allocco è una specie comune e ampiamente distribuita in quasi tutta l’Europa.

Dotato di becco adunco e forti artigli, cattura mammiferi di piccole e medie dimensioni – come scoiattoli, ghiri e donnole – ma anche piccoli anfibi e varie specie di uccelli. Non disdegna scarafaggi e grossi bruchi. L’Allocco inghiotte le proprie prede vive, per poi espellere ossa, pelo ed esoscheletri di insetti che non riesce a digerire qualche ora dopo il pasto, sotto forma di piccole borre. Durante la caccia è facilitato dal volo estremamente silenzioso, che gli permette di arrivare improvvisamente sulle prede quando per loro ormai è troppo tardi. Ma il senso più sviluppato dell’Allocco è l’udito: grazie alla posizione asimmetrica delle orecchie riesce a individuare anche le prede più silenziose.





Tutto questo a pochi passi dai palazzoni della periferia romana. Decima Malafede un gioiello naturale miracolosamente sfuggito (sino ad ora) alla smania speculativa dei fautori del progresso a base di cemento e asfalto e insidiato dalla devastante e inutile autostrada Roma Latina.










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