Non
ho Sky cinema, nè Dazn calcio, né Netflix o Now TV. Ovviamente per scelta, non per motivi economici. Perché, magari non tutti,
ma qualcuno avrei potuto permettermelo tranquillamente. Ma non avendo un
rapporto costante, continuo o dipendente dalla TV non ne ho mai
avvertito l'esigenza. Qualche Tg (sempre meno anche quelli ultimamente), qualche talkshow (per provare il brivido di spaccare la stessa tv) oltre qualche programma in grado di riempire lo spazio temporale tra la cena e il riposo del giusto. Che siano di intrattenimento, film o qualsiasi altra cosa non esclusa, ovviamente,
anche qualche rara partita trasmessa in chiaro. Questo per dire che
sono totalmente digiuno e ignorante di tutto ciò che riguarda serie
TV, film o altro che sono andati e vanno per la maggiore tra i fruitori di professione di quelle
piattaforme. Avevo sempre pensato che il trono di Spade fosse una variante della
briscola o del tresette ove si potesse rispondere anche coppe o bastoni.
Considerando che ero rimasto alla storiella della casa di paglia, di legno o di mattoni dei tre
porcellini, ovviamente, mi sono ritrovato spiazzato anche dalle
meraviglie raccontate e contenute nella Casa di carta. Vabbè queste
sono facezie per arrivare a dire che, in un periodo ormai neanche più recentissimo di pandemia e conseguenti "arresti
domiciliari", invece che sottoscrivere un abbonamento a una
qualche piattaforma per passare il tempo, ho riscoperto una vecchia
amica, la radio. Non che avessi smesso di ascoltarla anche prima, ma
certamente, da allora è (ri)diventata una compagnia più costante. Musica,
informazione, sport, politica. Ma soprattutto la ricerca di quei
programmi considerati trash. Quelli a base di telefonate, irate,
sguagliate, così poco politically correct. Con conduttori altrettanto
improbabili e sopra le righe. L'equivalente via etere del bar sotto casa o del salone del barbiere di periferia. Hai voglia di leggere trattati di sociologia, articoli puntuali e colti dell'opinionista di turno, o
del politico tanto competente e compreso nel ruolo. È tra queste onde radio
misconosciute, viaggiatrici erranti e sorprendenti dell'etere, che si nasconde e si agita il ventre
molle del paese. Quello
pronto a sbranare tutti, ma che segue sempre il suono accattivante del pifferaio di turno.
Quello che ascolta Gigi D'Alessio e si commuove pure sinceramente, magari subito prima e insieme al rapper di periferia che urla la sua rabbia e disagio. Gli stessi che, per aver letto un post di qualche improbabile tuttologo su FB, sono convinti di aver capito tutto. E che, al pari di un novello Fantozzi ( per chi ricorda l'episodio) prende coscienza che lo stiano fregando tutti. E il bello, è che è pure vero. È vero che lo stanno
fregando tutti. È vero che lui/lei siano le vittime designate di
questa società che sta implodendo e che li vuole sempre nel ruolo di vittime
sacrificali. E sono sempre loro, gli stessi che, soprattutto chi si ponga o si ritenga come loro rappresentante o difensore, alla fin fine non conosce
e non capisce. Parlano un'altra lingua, vivono da altre parti,
hanno altri tempi, altre sensibilità e, soprattutto, altre priorità. Si disserta di sovranismo, di nuovo ordine mondiale, quando
invece qui si rappresenta ancora con orgoglio la supremazia di una
borgata o un quartiere rispetto quelli confinanti. Pur mancando la percezione minima del dovere di conoscenza e competenza per essere cittadini attivi, si afferma forte però un disperato e disperante diritto all'esistenza. Diritto sfruttato e utilizzato cinicamente da chi lo sappia meglio indirizzare e strumentalizzare (attualmente i più bravi in questo, sono al governo). Poi ci
sono alcuni che di questo diritto si fanno interpreti e testimoni. Ma limitandosi a rappresentare un aspetto quasi estraneo, quasi di semplice carità cristiana o laica che sia. Destinata, fatalmente a rimanere esempio lodevole, ma incapace di spostare, sia pure di un solo millimetro le situazioni. Non sembri quindi superfluo, l' invito a tutti coloro che
ritengano doveroso impegnarsi per un cambiamento in senso
migliorativo. A prestare orecchio e attenzioni anche alle telenovelas di periferia e
all' etere trash. Con meno spocchia e puzza sotto il naso, Che forse, possono essere anche più utili e illuminanti rispetto al tanto figo e sicuramente più culturalmente
stimolante, scambio di opinioni sull'ultima serie TV, magari made in USA.MIZIO