giovedì 9 aprile 2026

LA RADIO

 



Non ho Sky cinema, nè Dazn calcio, né Netflix o Now TV.  Ovviamente per scelta, non per motivi economici. Perché, magari non  tutti, ma qualcuno avrei potuto  permettermelo tranquillamente. Ma non avendo un rapporto costante, continuo o dipendente dalla TV non ne ho mai avvertito l'esigenza. Qualche Tg (sempre meno anche quelli ultimamente), qualche talkshow (per provare il brivido di spaccare la stessa tv) oltre qualche programma in grado di riempire lo spazio temporale tra la cena e il riposo del giusto. Che siano di intrattenimento, film o qualsiasi altra cosa non esclusa, ovviamente, anche qualche rara partita trasmessa in chiaro. Questo per dire che sono totalmente digiuno e ignorante di tutto ciò che riguarda serie TV, film o altro che sono andati e vanno per la maggiore tra i fruitori di professione di quelle piattaforme. Avevo sempre pensato che il trono di Spade  fosse una variante della briscola o del tresette ove si potesse rispondere anche coppe o bastoni. Considerando che ero rimasto alla storiella della casa di paglia, di legno o di mattoni dei tre porcellini, ovviamente, mi sono ritrovato spiazzato anche dalle meraviglie raccontate e contenute nella Casa di carta. Vabbè queste sono facezie per arrivare a dire che, in un periodo ormai neanche più recentissimo di pandemia e conseguenti  "arresti domiciliari", invece che sottoscrivere un abbonamento a una qualche piattaforma per passare il tempo, ho riscoperto una vecchia amica, la radio. Non che avessi smesso di ascoltarla anche prima, ma certamente, da allora è (ri)diventata una compagnia più costante. Musica, informazione, sport, politica. Ma soprattutto la ricerca di quei programmi considerati trash. Quelli a base di telefonate, irate, sguagliate, così poco politically correct. Con conduttori altrettanto improbabili e sopra le righe. L'equivalente via etere del bar sotto casa o del salone del barbiere di periferia. Hai voglia di leggere trattati di sociologia, articoli puntuali e colti dell'opinionista di turno, o del politico tanto  competente e compreso nel ruolo. È tra queste onde radio misconosciute, viaggiatrici erranti e sorprendenti dell'etere, che si nasconde e si agita il ventre molle del paese. Quello pronto a sbranare tutti, ma che segue sempre il suono accattivante del pifferaio di turno. Quello che ascolta Gigi D'Alessio e si commuove pure sinceramente, magari subito prima e insieme al rapper di periferia che urla la sua rabbia e disagio.  Gli stessi che, per aver letto un post di qualche improbabile tuttologo su FB, sono  convinti di aver capito tutto. E che, al pari di un novello Fantozzi ( per chi ricorda l'episodio) prende coscienza che lo stiano fregando tutti. E il bello, è che è pure vero. È vero che lo stanno fregando tutti. È vero che lui/lei siano le vittime designate di questa società che sta implodendo e che li vuole sempre nel ruolo di vittime sacrificali. E sono sempre loro, gli stessi che, soprattutto chi si ponga o si ritenga  come loro rappresentante o difensore, alla fin fine non conosce e non capisce. Parlano un'altra lingua, vivono da altre parti, hanno altri tempi, altre sensibilità e, soprattutto,  altre priorità. Si disserta di sovranismo, di nuovo ordine mondiale, quando invece qui si rappresenta ancora con orgoglio la supremazia di una borgata o un quartiere rispetto quelli confinanti. Pur mancando la percezione minima del dovere di conoscenza e competenza per essere cittadini attivi, si afferma forte però un disperato e disperante diritto all'esistenza. Diritto sfruttato e utilizzato cinicamente da chi lo sappia meglio indirizzare e strumentalizzare (attualmente i più bravi in questo, sono al governo). Poi ci sono alcuni che di questo diritto si fanno interpreti e testimoni. Ma limitandosi a rappresentare un aspetto quasi estraneo, quasi di semplice carità cristiana o laica che sia. Destinata, fatalmente a rimanere  esempio lodevole, ma incapace di spostare, sia pure  di un solo millimetro le situazioni. Non sembri quindi superfluo, l' invito a tutti coloro che ritengano doveroso impegnarsi per un cambiamento in senso migliorativo. A prestare orecchio e attenzioni anche alle telenovelas di periferia e all' etere trash. Con meno spocchia e puzza sotto il naso, Che forse, possono essere anche più utili e illuminanti  rispetto al tanto figo e sicuramente più culturalmente stimolante, scambio di opinioni sull'ultima serie TV, magari  made in USA.

MIZIO

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