venerdì 16 ottobre 2026
LA NOIA
Leggendo le dichiarazioni dei due ragazzi, autori a Roma di atti violenti contro ignari passanti. Scopriamo che il tutto viene, se non giustificato, comunque spiegato con momenti di noia. “Ci annoiavamo”, ha detto uno dei due. Senza peraltro, mostrare segni di pentimento. Come se la noia fosse già motivo sufficiente di comprensione di atti così gravi. Sembrerebbero, perlomeno assenti, nel loro animo, componenti empatici o almeno di quella componente minima che definiamo come quel rispetto minimo dovuto al prossimo.
Comunque ritorniamo alla noia. Sentimento da sempre associato a momenti di passività, mancanza di stimoli e, in definitiva da leggere in negativo.
Cosa già presente nel passato e che ha ispirato anche opere come “La noia” di Alberto Moravia. Che, però erano da leggere come una manifestazione, se vogliamo anche estrema, di un nichilismo narrato. Ma assolutamente rispondente soprattutto al sentimento e alla grandezza dell'animo dell'autore. Che, ovviamente, guarda all'esistente, con un occhio altro da quello comune.
Ma ritornando a noi,la moderna società capital-liberista-consumista bolla la noia e il tempo perso con essa, come quanto di più negativo si possa manifestare. Tanto è vero che riempie sempre più i nostri tempi con stimoli continui dei moderni mezzi di comunicazione e intrattenimento. Film, serie, giochi virtuali e non, social e via così. La vita che rimane strappata al lavoro e ai doveri appaltata e gestita dai nuovi padroni del tempo.
E tutto questo circo comincia sempre prima. Già nella culla e negli asili nido, cui deleghiamo la sicurezza e la cura dei nostri figli, viene privilegiato e, anche forzato, l'attivismo. Cosa che crescendo si sostanzia, oltre che negli impegni scolastici, nel fare almeno uno sport, un corso musicale, studiare una lingua e mille altre attività. Ognuna meritevole di lode, importante e anche motivata da nobili intenti.
Ma siamo sicuri che l'occupazione, totalizzante del tempo e degli spazi sia la scelta migliore e unica di uno sviluppo sano ed equilibrato? Certamente si consegneranno alla società individui preparati, pronti, professionali, iper attivi, competitivi. Ma anche felici ed equilibrati? Il crescente successo di figure come psicologi e psicanalisti nelle moderne società, farebbero pensare il contrario.
Ma soprattutto nell'infanzia e nell'adolescenza credo sia fondamentale crescer cominciando a conoscere sé stessi. Anche attraverso quei momenti di apparente far nulla. Appunto, la noia. Momenti che però, servono, oltre che a un necessario e naturale momento di pausa da una frenesia complessiva imposta. Anche a trovare progressivamente una confidenza col sé più profondo, e con questa interiorità da scoprire. Imparare a conviverci e trovare quell'equilibrio necessario, che diventa indispensabile nel proseguio della vita.
Ma qui entriamo in un campo che,oltre la crescita equilibrata e rispettosa dell'individuo, si allarga sino ad abbracciare i modelli di società. Il potere, la sua gestione, la competitività eletta a sistema. Mentre la solidarietà e la stessa sua interpretazione, sotto forma della cosiddetta carità cristiana. Viene irrisa, combattuta e bollata come debolezza.
Basterebbe guardare alla nostra storia. Credo che le più grandi opere artistiche, letterarie e anche le grandi scoperte scientifiche, siano figlie dei momenti di noia e del dolce far nulla che, in alcuni geni diventa poi, alto momento creativo. E basterebbe questo a definire la noia altro, rispetto la valenza negativa cui è comunemente associata.
Alla fine però, mi preme sottolineare che, tutto questo breve pistolotto, non serve assolutamente a giustificare o comprendere le gesta dei due teppisti. O di chiunque altro dovesse commettere crimini o violenze per “noia”. Che dovranno essere giudicati con quanto previsto dalla legge. Non con intento vendicativo, ma sicuramente senza troppe attenuanti. Pur tenendo conto della giovane età, le responsabilità in questi casi sono sempre e assolutamente individuali. Ma non per questo però, celare quelle complessive della società tutta.
E qui la chiudo, sennò rischio di annoiare.
MIZIO
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