domenica 30 agosto 2026

FASCISTA È....?


Tanto per chiarire, per me il fascismo piu' pericoloso non e' tanto quello nostalgico che guarda al ventennio, al suo presunto ordine. Quello dell'ostentazione bulimica dei suoi simboli e del duce. Quello e' stato gia' giudicato dalla storia e rimane confinato in un ristretto ambito di nostalgici. (sempre comunque troppi).

Il fascismo peggiore e' quello che si e' impadronito delle coscienze di tanti che lo esercitano sempre piu' spesso e sempre piu' scopertamente. Ci si mimetizza all'interno di un sentire comune strisciante che porta comunque, sempre a una condivisione e un'approvazione di massa basata sui peggiori luoghi comuni. Come se una condivisione collettiva rappresentasse gia' di per se' una legittimazione. Ovviamente tali manifestazioni e derive collettive non nascono sotto un cavolo. Ma rappresentano una reazione becera, logica e semplice a una situazione sociale oggettivamente difficile. E che sta scivolando sempre più verso una catastrofe annunciata, tra guerre assurde (quale guerra non lo è?), cambiamenti climatici, insicurezza e rischio povertà diffusi. Ma, soprattutto, sono veicolate scientemente con azioni di condizionamento mediatico ossessivo, da parte di soggetti (questi si schifosamente consapevoli) che li alimentano per interessi neanche troppo nascosti..
Allora perche' parlo, in questo caso parlo di fascismo e non anche di altro.
Perche' il fascismo rappresenta storicamente, la massima espressione politica dell'intolleranza. Della supremazia per diritto divino di alcuni a scapito di altri. Dell'esaltazione e legittimazione del disprezzo e dell'odio per il diverso. Quindi quando si vede alimentare, spesso anche con false notizie, l' odio razziale come si può non assimilarlo al fascismo? Quando, nei casi inconcepibili di violenza sulle donne, si va ad analizzare l'eventuale comportamento "libero" o "provocatorio" della vittima, non si tratta, tutto sommato, di un atteggiamento fascista? Quando individuiamo nel nemico da combattere il comunque diverso da noi, non e' forse fascismo? Quando giustifichiamo il potere se colpisce i lavoratori e i loro diritti. O gruppi che non siamo noi stessi, non e' fascismo? E non e' fascismo anche quando di fronte le ingiustizie ci giriamo dall'altra parte?
Quindi, vediamo che ci possono essere diversi livelli, dell'essere e manifestare il fascismo. Cui andrebbero messi in atto, conseguentemente e logicamente, diversi modi di lotta e contrasto.
Da quello, diciamo istituzionale, portato avanti da parte di meritorie associazioni, prima fra tutte l'Anpi, a quello morale e comportamentale che riguarderebbe, invece, tutti noi, nessuno escluso.
Perchè, da quello non detto, ma evidenziabile dagli esempi precedenti, c'e' anche un fascismo, piu' sottile, ma non per questo più trascurabile. Esercitato troppo spesso, in questi anni di pensieri deboli e personalità ancora più inadeguate. Anche da parte di alcuni che militano o, addirittura guidano gruppi (partito o associazione che siano) teoricamente in opposizione alle forze dichiaratamente fasciste. In cui troppo spesso, in nome della sola e semplice opposizione frontista di cui sopra. Gioca all'irrisione e alla delegittimazione di chiunque sia portatore di una diversa visione. Ed e' sicuramente quello meno comprensibile ma anche, potenzialmente più insidioso. In quanto portatore sano di quell'indifferenza o incapacità di comprendere o, semplicemente riconoscere, i limiti di una posizione politica e culturale basata sul solo anti di maniera e di facciata. La stessa che ha permesso il diffondersi all'apatia e della rassegnazione diffusa che ha reso possibile e permeabile la nostra società a un fascismo strisciante e meno esibito, ma non per questo meno pericoloso.
Ed è lo stesso motivo che rende difficile l'accettazione del cosiddetto male minore, se non se ne prende coscienza.

MIZIO




giovedì 13 agosto 2026

PRIMA IL LEADER O IL PROGRAMMA?


Prima il leader o prima il programma? This is the question. Non è la stessa cosa, ovviamente. Ma sia in un caso che nell'altro, sappiamo già  che a prevalere saranno compromessi. Frutto di rapporti di forza, di ambizioni e visioni  parziali, di questo o quel personaggio. E che fatalmente, sterilizzeranno, in nome di una necessaria mediazione, tanto di quello che invece, sarebbe indispensabile e utile fare.

Quanto mi piacerebbe invece, che prima fossero presi in considerazione i bisogni delle persone. E primo fra tutti quelli dei più deboli ed esposti.

Ma questa è cosa che può diventare possibile solo se i rapporti, le istanze, le identità stesse di chi si propone a tale impegno. Vengano discusse, elaborate e confrontate con la realtà  vissuta. E non quella percepita solo attraverso i dati di fredde statistiche. E al di fuori dalle canoniche stanze chiuse delle trattative più o meno riservate.

I partiti, la politica (ovviamente parlo di chi si professa e spaccia per sinistra) non sono e non dovrebbero essere i mediatori tra i bisogni, i diritti e persino i sogni dei più e quelli, di ben altro livello, di lorsignori. Non dovrebbero rappresentarsi, come sta accadendo da troppo tempo, un ulteriore scalino e ostacolo da superare. Ma dovrebbero esserne , nel più  puro spirito costituzionale, i rappresentanti e interpreti della loro difesa. Interpretando al meglio possibile, quel fattore equilibratore, di lotta e  resistenza indispensabile per poter definire una società classista, come la nostra, anche minimamente libera e rappresentativa

Il fascismo di questa interpretazione politica e umana limitata e escludente, rappresenta sicuramente l'aspetto più odioso e pericoloso. Ma per sconfiggere tale rischio, secondo me sarebbe preferibile farlo provando ad arruolare  e coinvolgere le persone e le loro aspettative piuttosto che quelle di qualche leader. Cui toccherebbe poi, eventualmente e  ovviamente, il compito di rappresentarle e portarle avanti al meglio.

A quel punto liberi e non condizionati e condizionabili dal compagno di banco Lo so, e sono pienamente cosciente di essere s un illuso e un sognatore. Al limite del patetico. Ma dopo aver percorso tutti o quasi i sentieri possibili di un impegno. Pagandone anche dei  costi. Soprattutto nei termini di autostima. Lascio tranquillamente ad altri le circonvoluzioni verbali del nulla. E scelgo  il sognare, che non costa nulla. E che, a differenza dei classici balletti e opzioni limitate al morire impiccati o fucilati, nulla costa e nessun danno procura. Ne' al sottoscritto e tantomeno agli altri.


MIZIO 

 


domenica 9 agosto 2026

QUANDO I NANI SI SENTONO GIGANTI


Ricapitolando: Il nostro governo coglie l'occasione dell'invasione di Ceuta per riaffermare il proprio ruolo di  cacciatore di migranti. E chiude le frontiere con la Spagna (per i distratti ricordo che, comunque, Ceuta è in Africa). Alla richiesta successiva del governo spagnolo, che nel frattempo e in poche ore, ha risolto la questione Ceuta, di rivedere la decisione. Si risponde con un no secco e deciso, mostrando orgogliosamente il petto con sprezzo del pericolo. Nonostante nella riunione urgente, chiesta dal nostro governo, i paesi europei abbiano addirittura, lodato l'azione della Spagna. Sbugiardando di fatto, gli stessi che questa riunione  avevano richiesto. A questo punto, il governo spagnolo, vista l'ostinazione di quello italiano. Decide di rendere pan per focaccia e sospende l' accordo di Schengen per i viaggiatori provenienti dall'Italia. Ma non solo, proprio partendo dalle  considerazioni, timori e decisioni della Meloni per i migranti a Ceuta. Il governo tedesco di Metz, ci rimanda indietro migliaia di migranti sbarcati in Italia. Applicando quegli accordi di Dublino. Gli stessi che, particolare non secondario, furono approvati in questo modalità, grazie anche alla latitanza dell'allora ministro e prima ancora, europarlamentare  europeo, Salvini.Quindi i nostri eroi alla fine hanno fatto la fine dei pifferi di montagna. Che andarono per suonare e furono suonati. Peccato che a pagarne i costi, come sempre d'altra parte, siano i cittadini italiani.

MIZIO 


domenica 2 agosto 2026

EIA EIA ALALA', IL FASCISMO E' QUESTO QUA!

Furono sconfitti i fascisti, non il fascismo! Il virus è rimasto dormiente in attesa che si ripresentassero le condizioni idonee per riproporsi. Si pensava che il fascismo fosse il saluto romano, l'orbace, il manganello, la trimurti dio-patria-famiglia o tutta quell'esibizione cialtrona ostentata e retorica.

Macché, quella ne fu solo la rappresentazione macchiettistica, buona per solleticare i bassi istinti e farne un simbolo identitario intorno cui dirottare su altro i fisiologici malumori del popolino. Dandogli un'identità attraverso un'immagine di forza e capacità assolutamente sovradimensionata e fantasiosa.
Così, come successivamente il fascismo non fu solo quello delle bombe, della strategia della tensione, dei tentativi di golpe. Anzi, per alcuni aspetti, paradossalmente, queste azioni ne hanno rappresentato un boomerang. Rafforzando, in quegli anni, un sentimento collettivo di rifiuto, data la forte presenza, comunque, di anticorpi democratici nella corpo vivo della società italiana.
È stato, dopo, nel momento in cui, pochi decenni fa, che quegli anticorpi sono stati (coscientemente o meno) ma di fatto, indeboliti, che il fascismo, quello vero, ha ricominciato a manifestarsi seriamente e a circolare di nuovo. Perché il fascismo vero non è solo o soprattutto Casa Pound, o adesso Vannacci. Questi ne sono, eventualmente i frutti e le rappresentazioni pratiche ed estremizzate. Quello vero, quello pericoloso, quello che ha attecchito è quello che ha perseguito e avvallato la perdita di diritti. Quello che ha aumentato la competizione tra le persone, trasferendola da un modello sociale verticale in uno orizzontale. Lo stesso che ha fatto del profitto il proprio dio di riferimento.
Insomma, quello che ha legalizzato l'ingiustizia e ha legato il destino dei più alla ruota del bisogno e dello sfruttamento.
E la cosa paradossale, se non fosse tragica, è che il tutto è stato favorito e promosso spesso proprio da quelle forze e da quei personaggi che, poi, dell'antifascismo di maniera, ne fanno una bandiera identitaria. Bandiera che però, in assenza di una presa di coscienza e un'assunzione di responsabilità conseguente, non ne assolve e non ne ridimensiona, le responsabilità.
E sono, questi gli stessi che, per incapacità o scelta, non ne stanno ancora cogliendo i pericolosi segnali di insofferente rabbia che si agitano nel corpo sociale. Rabbia e risentimento che fanno persino fatica a capire quanto alimentati dalle loro stesse azioni.
Questo è il fascismo che può essere decisamente reale e ancor più pericoloso. Proprio per la sua capacità di mimetizzare e veicolare messaggi all'interno di un frontismo molto di forma e meno di sostanza. Non rendersi conto e non proteggersi da ciò, rischia di trasformarsi in qualcosa di stupido se non decisamente autolesionista.
C'è l'assoluta necessità di reintrodurre dosi massicce di anticorpi nel debilitato organismo italiano. Questo non puo' avvenire e non può passare se non attraverso un processo di crescita di una forza grande, unica, realmente alternativa di sinistra, che rompa decisamente col recente passato e si ponga come opzione pratica, realistica e possibile.
Ovviamente questo non cambierebbe di un millimetro quell'antifascismo quotidiano, militante e anche un po' retorico e, anche assolutamente necessario. Ma ne toglierebbe molta dell'acqua non proprio limpida in cui nuota attualmente.
Insomma è necessario che:"Ripijammoce tutt chello che è o nuost", in termini di valori, posizionamento, battaglie e prospettive.
Non si pensi che questo sia frutto di ingenuo e poco attenta lettura del momento e dei fenomeni. E condivido pure, per averlo fatto spesso in passato, una voglia e una smania di esserci, comunque.
E, di conseguenza, non sarei neanche contrario per principio in assoluto. Ma solo quando e se, tale scelta, sia rappresentata con una forza e una rappresentanza decisamente più ampia e qualificata di quelle attuali. Utopico? Certo, ma solo fino a che tali esigenze e tali necessità vitali per i lavoratori e tutti coloro che neanche votano più, sono rappresentati e delegati a personaggi. Capaci e attenti principalmente più che a interpretare i fenomeni sociali, a rappresentarli soprattutto in funzione di loro stessi e della propria ridotta cerchia di appartenenza.
Insomma se volessimo e dovremmo assolutamente liberarci dal pericolo e dalla retorica del fascismo, dovremmo imparare anche a liberarci dalla sola limitata retorica parolaia di un antifascismo di maniera.



MIZIO