domenica 5 agosto 2012

“LA TEMPESTA PERFETTA”






Sicuramente ognuno di noi ha avuto modo di vedere uno di quei film catastrofici americani in cui si realizzano tutte le peggiori combinazioni climatiche, naturali in occasione di eccezionali eventi distruttivi. Quindi un tornado della massima potenza  si associa ad un terremoto senza precedenti contemporaneamente ad un’eruzione spaventosa  e a un’alluvione di eccezionale forza distruttiva dando luogo alla “Tempesta Perfetta”, cioè qualcosa di mai visto prima.
I personaggi sempre presenti  in tali film sono i poteri costituiti rappresentati,  in genere, da politici tesi esclusivamente a tenere all’oscuro la popolazione e a minimizzare gli eventi per paura di perdite elettorali, e dall’onnipresente esercito (d’altra parte siamo in America) con le sue efficientissime attrezzature e i suoi stupidi generali preoccupati soprattutto di tenere fuori dal potere decisionale chiunque non sia militare. Altra figura sempre presente è lo studioso fuori dal coro, considerato il menagramo di turno che aveva già previsto tutto e avrebbe la soluzione, ma viene osteggiato e perseguitato dalle autorità, fino a che di fronte al disastro incombente non viene richiamato e con un colpo di fortuna e di abilità riesce a limitare i danni della sciagura e a riportare speranza tra i sopravvissuti.
Se ci guardiamo intorno i segni di eventi catastrofici per l’Italia, l’Europa, l’umanità intera ci sono tutti e ci sono anche i personaggi presenti in quei film: I poteri costituiti tutti mobilitati a tranquillizzare il popolo e a proporre ricette che sono peggiori della malattia per continuare a perseguire i propri loschi interessi, i militari e le forze di polizia mobilitate invece che per la sicurezza dei cittadini per la difesa ottusa e suicida dei poteri forti, e ci sono anche gli “studiosi” non ufficiali che si sgolano per mettere in guardia tutti ma che, novelle Cassandre, vengono ignorati o addirittura messi all’indice.
Siamo dalla mattina alla sera bombardati da informazioni riguardanti l’economia con spread che salgono e scendono a seconda degli umori dei mercati e degli interessi dei mercanti. Dotti economisti ci spiegano costantemente e con abbondanza di cifre e percentuali che bisogna fare sacrifici, vendere pezzi di libertà per placare la fame insaziabile dei mercati e per garantirci qualche mese o, al massimo, qualche anno di tranquillità. Già perché questo è ormai il tran tran di questo sistema che sta implodendo su se stesso e tenta disperatamente di salvarsi, non si sa come, con i propri sacerdoti officianti.
Intanto la disoccupazione cresce, la qualità della vita grazie alle nuove tasse e ai bassi stipendi peggiora sempre più, i giovani saranno costretti a rimanere tali per decenni perché così almeno se ne continuerà a parlare, perché della disoccupazione “matura” non se ne parla, non fa notizia! Si svendono i servizi: sanità, istruzione, trasporti, acqua, i beni comuni naturali, architettonici, artistici (poi ci spiegheranno come affronteremo la prossima crisi non avendo più nulla da svendere). Si continua con la favola delle Grandi Opere in maniera ostinata e provocatoria come necessarie per lo sviluppo e la crescita; quelle poche fatte finora hanno favorito i grandi speculatori, la malavita organizzata e ne beneficia il 10% dei cittadini dal momento che la maggioranza non se ne può permettere l’uso (vedi Alta Velocità).
Allargando l’orizzonte e andando oltre l’aspetto squisitamente economico, prendiamo in esame altri segnali che fanno pensare, e non solo  noi, che stiamo correndo rapidamente verso il baratro: l’enorme sfruttamento delle risorse naturali immolate sull’altare di un consumismo sfrenato e demenziale, la distruzione sempre più rapida e purtroppo irreversibile di ambienti naturali: la deforestazione delle foreste tropicali e delle grandi foreste del Nord), l’avvelenamento continuo di corsi d’acqua, terre, laghi, mari, l’estinzione, nel disinteresse generale, di migliaia di specie animali e vegetali, l’inquinamento con conseguente effetto serra e cambiamenti climatici, lo scioglimento dei ghiacci polari e l’elenco potrebbe continuare a lungo.
Altro immane problema: la bomba demografica e lo squilibrio nella distribuzione della ricchezza a livello globale. Miliardi di persone sono tenute ai margini del benessere e usate solo come mano d’opera a basso costo per alimentare il folle consumismo di cui sopra, espropriate della propria identità culturale al servizio dei signori del profitto e delle guerre (che, poi , sono gli stessi), in balia a fame, miseria e malattie che nessuna industria farmaceutica ha interesse a debellare.
Una riflessione va indirizzata anche alle religioni organizzate e al loro ruolo all’interno delle varie problematiche. Fermo restando il profondo rispetto per chi crede e manifesta con coscienza e coerenza la propria fede, non altrettanto se ne  può dare agli apparati religiosi, tanto simili agli stessi apparati di potere politici ed economici con i quali, spesso, collaborano per mantenere sotto controllo le coscienze sfruttando paura e ignoranza e, ogni tanto, per assecondare una qualche guerra santa (già perché le guerre sono spesso sante o di pace, ultimamente).
Tutto questo concorre a formare un cocktail la cui miscela è milioni di volte più devastante e pericolosa di quello formato dalla nitrazione della glicerina e dall’acido nitrico e solforico (nitroglicerina), sostanza che, notoriamente, è altamente instabile e dal forte potere detonante.
Ognuno di noi ne ha coscienza e conoscenza ma difficilmente ci si ferma su a riflettere, il motivo è semplice: farlo vorrebbe dire mettere in discussione tutto il nostro stile di vita .Tantomeno possiamo aspettarci che lo facciano coloro che potrebbero operare scelte rivoluzionarie, troppo legati a meschini interessi economici e di potere per poter pensare di rinunciarne a una parte. Tanto è vero che le ricette che riescono a proporre per il superamento dei problemi, non sono altro che una riproposizione peggiorata delle stesse dinamiche e delle stesse scelte che ci hanno portato a questo punto.
E allora, ecco perché è altamente probabile che si scateni la “Tempesta Perfetta”, il momento in cui, cioè tutti questi problemi insieme, raggiungeranno il punto critico di non ritorno, con un solo unico possibile esito: la fine della società e della vita sulla Terra così come oggi la conosciamo. I superstiti dovranno ripartire da zero o poco più, sperando che mantengano memoria degli errori commessi per non ripeterli mai più!
Forse i Maya non sbagliavano poi di molto!

"Non so con che armi verrà combattuta la terza guerra mondiale, ma di certo la quarta sarà combattuta con pietre e bastoni" A, Einstein


MIZIO

venerdì 3 agosto 2012

OBSOLESCENZA PROGRAMMATA E GUASTI DEL CONSUMISMO



La lampadina che vedete in questa immagine a lato, è accesa e perfettamente funzionante da 110 anni. Si trova nella stazione dei pompieri a Livermore, California. Di lampadine del genere, non ne esistono più naturalmente. Non c’hanno messo molto le aziende per capire che vendere queste lampadine sarebbe stato un suicidio. Hanno deciso quindi di ridurre la vita media delle lampadinea 1000 ore (41 giorni) in modo da costringere i consumatori a comprarne regolarmente di nuove.
Sembra sia questa l’origine dell’obsolescenza programmatauna politica volta a definire il ciclo vitale (la durata) di un prodotto. In tal modo in fase di progettazione viene deliberatamente definita una vita utile limitata di un prodotto, che quindi diventerà obsoleto o non funzionante dopo un certo periodo. Ciò si può ottenere costruendo gli oggetti con materiali di qualità inferiore, o mediante l’inserimento di meccanismi anche di tipo elettronico o seguendo comunque canoni costruttivi tali da rendere impossibile o troppo costosa la loro riparazione una volta che dovessero guastarsi.
Tutto chiaro? Esempio: acquisto un computer, con una regolare garanzia di 2 anni, ma l’azienda produttrice potrebbe aver inserito un chip che dopo 2 anni e 1 giorno di utilizzo, guasti il computer. E dal momento che le aziende lavorano per il profitto, perchè non dovrebbero farlo?!
Pensate sia fantascienza o complottismo? Vi invito a guardare questo documentario, che vi aprirà gli occhi a riguardo; che vi mostrerà come le stampanti sono progettate per stampare un numero preciso di pagine e poi guastarsi, appunto; che vi farà capire perché siamo semplici burattini nelle mani delle aziende, anche senza che manomettano i prodotti. Si, perchè un modo molto più sottile per rendere prematuramente obsoleto un prodotto che ancora funziona (e quindi spingerci a comprarne uno nuovo) è quello di immetterne sul mercato dopo poco tempo una nuova versione dotata di maggiori optional, preferibilmente dopo una adeguata campagna pubblicitaria che induca nel consumatore finale l’idea che la sua “vecchia versione” del prodotto sia ormai sorpassata ed inadeguata.
La soluzione? Smettere di consumare, di comprare. La soluzione si chiama decrescita felice.
Buona visione.
http://vimeo.com/46803495

http://www.informarexresistere.fr

mercoledì 1 agosto 2012

VENDOLA! MA DOVE VAI?




Continua la deriva autodistruttiva della sinistra, c’è solo da capire se sia frutto di scelte consapevoli o di incapacità di leggere la realtà e le dinamiche italiane. E’ in questo quadro che va inserito l’accordo pre-post elettorale tra Bersani e Vendola che, al di là delle precisazioni del governatore della Puglia, dopo che le agenzie parlavano di un’apertura di SEL all’UdC, rappresenta indubbiamente un accordo “ad excludendum” dell’IDV di Di Pietro e di tutto i movimenti a sinistra che si sono opposti in questi anni alle politiche neo-liberiste di Berlusconi prima e di Monti poi.
Che accordo può esserci a sinistra con chi ha avvallato una riforma pensionistica devastante per nuove e vecchie generazioni, che ha permesso l’eliminazione dell’art.18 dello statuto dei lavoratori, che ha eliminato i contratti nazionali penalizzando ulteriormente i lavoratori, che ha approvato lo spending review  (leggi manovra) con ulteriori tagli alla sanità, all’istruzione, ai trasporti e ai servizi in genere, che ha sposato in todo le politiche monetarie della BCE e dell’Unione Europea.
Per non parlare dei diritti civili, tema a cui Vendola è particolarmente sensibile, che accordi possono essere fatti con un partito al cui interno la componente ex-democristiana è preponderante e senza tener conto, poi, del caso  di un’eventuale e non smentita apertura all’UDC.
Voi sperate e, mi riferisco in particolare a Vendola, di rappresentare così il mondo del lavoro, dei precari, dei giovani senza futuro, degli anziani senza presente?
Se così fosse credo di avervi sopravvalutato nel recente passato, quando ho sperato e immaginato un percorso finalmente diverso a sinistra, legato ai valori, ai principi e non solo al raggiungimento del potere a tutti i costi, frutto di continui compromessi al ribasso
L’elettore di sinistra (il lavoratore) in Italia è disamorato, sconcertato, deluso da chi dovrebbe rappresentarlo e difenderlo, e che, invece, vede costantemente alla ricerca del mitico “voto moderato” (che tra l’altro mai conquisterà).
Se poi, come credo, tutto questo sarà condito da una riforma elettorale che premierà la governabilità a scapito della rappresentanza in un’ ottica anti Grillo e anti Di Pietro, beh a quel punto il quadro sarebbe completo.
E a vincere sarà ancora una volta quella che voi amate chiamare l’antipolitica, ma a quel punto l’antipolitica vera sarete anche voi, incapaci di cogliere i segnali d’insofferenza verso questo andazzo (avete dimenticato che alle ultime elezioni ha votato poco più del 60% degli elettori?). E la colpa non sarà di chi non sceglie ma vostra che scegliete di non rappresentare più una grossa fetta della società, quella che, tra l’altro, vi mantiene da decenni.
Caro Vendola, sei ancora in tempo, guarda a sinistra, ai movimenti, a Di Pietro e anche a Grillo e solo dopo, eventualmente, da una posizione rafforzata si potrà parlare anche, e sottolineo anche, con il PD.

MIZIO

martedì 31 luglio 2012

HITLER, CHAVEZ E IL CAPITALISMO



Per i capitalisti, per i sostenitori della globalizzazione, non esistono preferenze politiche da dichiarare.Conta solo una cosa: il profitto. Che questo profitto sia realizzato sotto un regime democratico, socialista, comunista, nazista, non fa alcuna differenza. Anche sotto uno stesso regime politico, esempio il socialismo-nazionale, i capitalisti possono in certi casi appoggiarlo e trarne profitti, in altri casi attaccarlo (con la complicità dei mass-media collusi), poichè non riescono a ricavarne i guadagni sperati.
Vi faccio un esempio di due regimi nazional-socialisti retti da due illustri rappresentanti: Adolf Hitler e Hugo Chavez
Hitler, leader del partito nazista, dichiarava di essere un socialista, ma era sottinteso che il suo fosse un socialismo “nazionale”, un socialismo solo per i Tedeschi di razza pura; Hugo Chavez, presidente del Venezuela, ha sempre proposto la sua visione di socialismo nazionale.
Dove sta la differenza tra i due allora?
Risiede nel fatto che i capitalisti (americani) abbiano fatto affari immensi con Hitler, mentre con Chavez no.


Grosse multinazionali americane si sono arricchite lavorando per il fuhrer.
La IBM, presieduta da  Thomas J. Watson, aveva insediato in Germania una sua filiale, la Dehomag; la General Motors aveva preso il controllo del più grosso produttore industriale di auto della Germania, la Adam Opel AG; e Ford aveva gettato le basi di un impianto succursale, più tardi noto come la Ford-Werke, a Colonia. La Standard Oil del New Jersey sviluppava collegamenti strettissimi con il trust Germanico IG Farben e forniva petroli ai carri armati tedeschi.

Dall’inizio degli anni Trenta, una élite di circa venti fra le più grandi corporations Americane, fra cui Du Pont, Union Carbide, Westinghouse, General Electric, Gillette, Goodrich, Singer, Eastman Kodak, Coca-Cola, IBM, e ITT  aveva rapporti con la Germania e tra queste anche molti studi legali Americani, compagnie di assicurazioni e finanziarie, e banche venivano profondamente coinvolte in un’offensiva finanziaria Statunitense in Germania; fra questi, il famoso studio legale di Wall Street, Sullivan & Cromwell, e le banche J. P. Morgan e Dillon, Read and Company, così come la Union Bank (gestita da Prescott Bush, nonno di George W. Bush) di New York, di proprietà di Brown Brothers & Harriman.
Insomma, parliamo di esponenti del capitalismo internazionale che hanno stipulato stretti accordi col "nemico" pur di realizzare profitti.
In Venezuela, invece, seppur vige un regime basato sul socialismo-nazionale, le cose stanno diversamente. Nel 1998 Hugo Chavez fu eletto presidente del Venezuela con un impressionante 56% dei voti.Una volta in carica, non cedette alla corruzione come tanti prima di lui. Onorò invece la memoria di uomini come Arbenz del Guatemala, Allende del Cile, Torrijos di Panama e Roldos dell'Ecuador,tutti assassinati o rovesciati dai servizi segreti americani.
Chavez si è opposto alle ricette della Banca Mondiale e del F.M.I. ed ha combattuto contro le politiche di privatizzazione che avevano intaccato il tessuto sociale ed economico dell’America Latina. Chavez ha nazionalizzato di nuovo molte industrie, comprese quelle del petrolio e del gas, che erano state privatizzate negli anni ’90. I proventi del petrolio venezuelano sono stati investiti in progetti volti a combattere l'analfabetismo,la malnutrizione,le malattie e altri problemi sociali.
L'8 gennaio 2007, in occasione del nuovo giuramento come Presidente del Venezuela, annunciò di voler nazionalizzare, attraverso una legge, tutte le industrie ancora in mano a privati, tra cui le aziende nazionali delle telecomunicazioni e dell'energia elettrica. L'obiettivo è stabilire "la proprietà sociale sui settori strategici". A questi annunci, manco a dirlo, seguirono le proteste del presidente americano George W. Bush e l'immediato crollo della Borsa statunitense.
Ho realizzato questa breve analisi, contrapponendo due figure presidenziali quali Hitler e Chavez, per avere lo spunto di affermare che in un paese come la Germania nazional-socialista, dove avvenne l’eliminazione dei sindacati dei lavoratori e la trasformazione della classe lavoratrice tedesca in una mansueta “massa di servitori”, i capitalisti, cavalcando le folli ideolgie di dominio militare di Hitler, riuscirono a fare enormi affari economici, mentre in Venezuela, anche'essa nazional-socialista come si dichiarava la Germania del furher, tutto ciò non è avvenuto.
Questa analisi arriva a due conclusioni: 
  • 1) i capitalisti fanno affari con chiuque, anche col nemico! Non importa che in quel paese ci sia un regime democratico, socialista o dittatoriale, quel che conta è il PROFITTO. Diventa per loro importante insediare, per "gentile concessione" dei Capi di Stato, quei processi capitalistici anche dove è pericolosissimo per il tessuto sociale realizzarli. Qualora i capitalisti non trovassero terreno fertile, ecco che si scagliano in attacchi mediatici, omicidi (vedi attentati realizzati ad Arbenz, Allende, Torrijos, Roldos, Sankara) o tentati omicidi (Chavez, Morales, Correja, tutti presidenti finora scampati ad attentati) contro chi osa opporsi alle loro strategie di egemonia economica;
  • 2) la seconda conclusione è che le ideologie politiche, incise nei manifesti della maggior parte dei partiti politici di ieri e di oggi, sono parole al vento; una volta che i rappresentanti siano eletti, sia con voto democratico sia che abbiano preso il potere con un colpo di Stato, tutto dipende dal livello di corruzione di questi e dalla loro etica che li condurrà a scendere a compromessi con i "killers economici" (i capitalisti), o se cacciarli dal proprio Paese, evitanto qualsiasi tipo di affare con essi.
I rappresentanti politici sanno bene che il capitalismo è sinonimo di morte: distrugge l'ambiente in cui viviamo; annienta i diritti dei lavoratori; lacera l'economia locale; comporta lo spostamento non solo di merci, ma anche di esseri umani; genera povertà, aggravata dal peso del debito; arricchisce pochi e genera misera per molti. Tutto il resto è una questione di scelte da parte dei governanti: se arricchirsi con i capitalisti, mandando in miseria il proprio popolo; oppure decidere di non farlo.
Salvatore Tamburro

lunedì 30 luglio 2012

EPPURE IL VENTO SOFFIA ANCORA- P.BERTOLI


URANIO IMPOVERITO? NO, STRESS DA SENTINELLA!



Il problema dei militari all’estero e l’uranio impoverito. Oltre 2000 casi di tumore tra i militari. Vediamo di capire il perché. I nostri soldati, peraltro in missione di pace, se la facevano sotto dalla paura e per questo si sono ammalati. Questa è la spiegazione ufficiale del governo. Il nesso causale è chiaro (!!!) e il Ministero indennizza.

Uranio impoverito


Ovviamente, per ricevere i soldi, devi accettare la motivazione con cui viene concesso l’indennizzo: “Il decesso può riconoscersi dipendente da fatti di servizio che risultano sussistere nello svolgimento degli incarichi assegnati, nelle condizioni estreme quali elevata tensione emotiva, continua e prolungata ipervigilanza in costante pericolo di vita nell’ambito di missioni svolte in teatro bellico, di assoluta eccezionalità e con altro rischio personale e collettivo”… “Considerato che il cumulo di tali circostanze è idoneo a compromettere le difese immunitarie, il cui deficit può favorire la crescita di una neoplasia allo stadio pre-clinico, è plausibile ritenere che il servizio abbia potuto svolgere un ruolo concausale efficiente e determinante nell’insorgenza e/o slatentizzazione del processo neoplastico”.

Insomma il militare si sarebbe ammalato, in linguaggio casermistico, da “strizza per servizio”
Con buona pace per la reputazione delle nostre Forze Armate. E si perché se i nostri militari (oggi solo di carriera) super addestrati, che devono superare tests psico-attitudinali e visite periodiche, si ammalano in una missione di pace (e non sono pochi, ad oggi si parla di più di 2.000 casi sospetti ma si sa che le patologie tumorali non si manifestano proprio il giorno dopo), non oso immaginare cosa potrebbe capitare in guerra. Una vera strage. Il nemico, poi, avrebbe buone possibilità di vincere senza neanche dover sparare un colpo.

Certo qualche domanda resta:

E i civili che si sono ammalati in condizione analoghe ai nostri soldati? Anche loro stressati dal servizio?

E per i militari e civili che si sono ammalati nei poligoni di tiro siti nella nostra penisola lontanissimi da qualsiasi missione di pace? Forse per stress da rumore?

La cosa più sorprendente di tutto ciò è che la valutazione circa la causa delle malattie è stata espressa non dal Ministero della Salute, ma da quello dell’Economia.

Ma osserviamo la cosa sotto l’aspetto giuridico.

Il problema

Per il Ministero dell’Economia (scusate se lo riscrivo ma mi diverte troppo) la concausa efficiente e determinante per l’insorgenza del tumore, nonché motivo per erogare l’indennizzo, può essere rinvenuta nella “strizza da servizio”, non nell’Uranio impoverito. Infatti il Ministero della difesa[1] continua a sostenere che non vi siano prove che l’Uranio impoverito sia causa delle patologie riscontrate nei soldati ritornati dalle famose missioni di pace, mentre la causa da strizza da servizio è sposata dal Ministero dell’Economia. Ma allora perché si sosteneva da più parti che la causa fosse da addebitarsi all’Uranio impoverito?

L’Uranio impoverito (UI o DU) è una scoria nucleare, ovvero: uno scarto delle centrali nucleari che viene utilizzato per rafforzare gli armamenti.
Trattandosi di scoria nucleare è pericoloso? Vediamo cosa dicono gli studi scientifici e… fate attenzione alle date.
I. Documento dell’aeronautica americana, ossia il rapporto sulle sperimentazioni nel poligono di Eglin in Florida, fatte tra l’ottobre 1977 e l’ottobre 1978, che mette in guardia sui pericoli dell’uranio impoverito.
II. La Royal Society (una delle più prestigiose istituzioni scientifiche inglesi) si è espressa numerose volte sulla pericolosità dell’uranio e ha stabilito tre diversi livelli di rischio:

1) esposizione alta per militari presenti all’interno di veicoli colpiti da proiettili al DU
2) esposizione mediana: militari che hanno operato all’interno o in prossimità di veicoli già colpiti
3) esposizione bassa: militari che hanno operato sottovento rispetto all’impiego di proiettili DU oppure che possono aver soggiornato in siti contaminati a livello di suolo o risospensione in aria

III. Resoconto dello Science Applications International Corporation (SAIC), inserito come appendice (D) in Kinetic Energy Penetrator Long Term Strategy Study, pubblicato a cura dell’AMMCOM nel luglio 1990: “Gli ossidi insolubili che sono stati inalati possono essere trattenuti a lungo nei polmoni rischiando di generare alterazioni tumorali dovute alle radiazioni. La polvere di uranio impoverito ingerita rappresenta un rischio radioattivo e tossicologico”.

IV. Documento dell’Army Environmental Policy Institute (AEPI), Health and Environmental Consequences of Depleted Uranium Use in the U.S. Army, pubblicato nel1995: “Gli effetti a breve termine dell’assorbimento di dosi elevate possono condurre al decesso, mentre dosi meno massicce, a lungo termine, possono produrre alterazioni neoplastiche (tumori n.d.a.)”.

Proprio a causa di tali relazioni scientifiche, negli anni, sono state emanate, a livello nazionale ed internazionale, precise norme di protezione per chi operava nelle zone a rischio:
“Le Norme NATO nel 1984

Le Norme USA per la “Restore Hope” in Somalia nel 1993
Le misure NATO per basse radiazioni nel 1996
Le disposizioni della KFOR del 22 novembre 1999
Le disposizioni dello Stato Maggiore della Difesa del 6 dicembre 1999
Le disposizioni della Folgore dell’8 maggio 2000

Come si può notare l’Italia emana precise disposizioni di sicurezza solo a partire dalla fine del 1999. Nello specifico:

V. Disposizioni di sicurezza per le forze della KFOR operanti nei Balcani in data 22 novembre 1999:

-…Evitate ogni mezzo che sospettate essere colpito da munizionamento UI o missili da crociera Tomahawk;
- Non raccogliere o collezionare munizionamento UI trovato sul terreno, informate immediatamente il vostro comando circa le aree che voi ritenete contaminate da munizionamento UI….;

- La contaminazione con la polvere UI inquina cibo ed acqua. Non mangiate assolutamente cibo non controllato;

- Particelle che fossero state inalate possono causare danni ai tessuti interni nel lungo termine;
- Se pensate di essere esposti alla polvere UI fate immediatamente un test delle urine nelle successive 24 h per analizzare la presenza U 238, U 235, U 234 e creatina;
- Il personale risultato positivo al test dovrebbe assumere agenti specifici per rimuovere il più possibile le particelle contaminate presenti nel corpo…..;
- I veicoli ed i materiali dell’Esercito Serbo in Kosovo possono costituire una minaccia alla salute dei militari e dei civili che dovessero venire a contatto con gli stessi;

- I veicoli e gli equipaggiamenti trovati distrutti, danneggiati o abbandonanti devono essere ispezionati e maneggiati solamente da personale qualificato;

- I pericoli per la salute possono derivare dall’Uranio impoverito in conseguenza dei danni dovuti alla campagna di bombardamento NATO relativamente a mezzi colpiti direttamente o indirettamente….;

- L’UI emette radiazioni Alfa a bassi livelli di radiazioni Beta e Gamma. Le normali uniformi da combattimento sono sufficienti per prevenire l’assorbimento attraverso la cute. Tuttavia la reale minaccia è rappresentata dalla possibile inalazione di UI……;

- L’UI provoca un avvelenamento da metallo pesante ed il personale deve assolutamente evitare i mezzi sospettati di essere stati colpiti da UI;

- La minima distanza di sicurezza non deve essere inferiore ai 50 mt. Se ci si deve avvicinare ulteriormente è necessario indossare maschera e guanti per evitare di assorbire la polvere radioattiva….;

- L’UI è un metallo pesante chimicamente tossico e radioattivo con un peso specifico quasi doppio rispetto al piombo….
- L’UI emette radiazioni Alfa, Beta e Gamma con un tempo di dimezzamento di 4,5 miliardi di anni. La sua pericolosità radioattiva è dovuta alle radiazioni alfa……”
- Inalazioni di polvere insolubile UI sono associate nel tempo con effetti negativi sulla salute quali il tumore e disfunzioni nei neonati. Questi potrebbero non verificarsi fino a qualche anno dopo l’esposizione

VI. Disposizioni emanate l’8 maggio 2000 alla Brigata Folgore Nembo Col. Moschin:
“La pericolosità dell’uranio si esplica sia per via chimica, che rappresenta la forma più alta di rischio nel breve termine, sia per via radiologica che può causare seri problemi nel lungo periodo. La maggiore pericolosità per il tipo di radiazione emessa si sviluppa nei casi di irraggiamento interno (contaminazione interna)”.

VII. Nelle precauzioni per l’impiego delle armi all’uranio impoverito, impartite dal Ministero dell’Ambiente in data 26.05.2000, si legge:
- verificare, attraverso misure e controlli, l’effettivo uso di proiettili al DU;
- stabilire l’estensione dell’area contaminata e se necessario delimitarla;
- raccogliere i pezzi di proiettile e confezionarli per il trasporto secondo le modalità in annesso 1 (imballaggio, trasporto e custodia di proiettili al DU);
- raccogliere campioni di matrici ambientali per i controlli di laboratorio.

VIII. Nella stessa 3ª relazione della Commissione Mandelli si afferma a pag. 21 che “esiste un eccesso, statisticamente significativo, di casi di Linfoma di Hodgkin. L’eccesso di LH nel gruppo di militari impegnati in Bosnia e/o Kosovo emerge anche dal confronto con i Carabinieri mai impegnati in missioni all’estero”.
Alcune domande.
Per la giurisprudenza, ai fini della sussistenza del rapporto di causalità, è sufficiente che l’effetto (patologia) consegua dalla causa in termini di “probabilità”. Ora, dopo le relazioni scientifiche e le norme di protezione appena viste, è più probabile che i nostri militari si siano ammalati per “strizza da servizio” o perché contaminati da UI? Se fossi un giudice non avrei dubbi su cosa ritenere più probabile. Ma allora perché il Ministero ha deciso di iniziare a concedere gli indennizzi trovando più verosimile la causa da “strizza da servizio” rispetto a quella da Uranio Impoverito?
Non sarà forse, dico forse, perché la Nato ci aveva comunicato la pericolosità dell’Uranio impoverito già nel lontano 1984 (Norme NATO del 1984 con cui l’Italia era stata informata delle norme da adottare, anche per il semplice maneggio dell’UI), ma noi ci siamo attivati solo nel dicembre del 1999 (le disposizioni dello Stato Maggiore della Difesa del 6 dicembre 1999)?
E’ un leggerissimo sospetto per carità, però c’è.
Problemi giuridici.
Si perché se venisse accettato il nesso di casualità tra l’uranio impoverito e le patologie dei nostri soldati vi sarebbero responsabilità penali e civili gravissime per le nostre istituzioni.
Infatti: la legge 626/94 di sicurezza sul lavoro, e l’art. 1 della 277/91 stabiliscono le responsabilità della antinfortunistica anche in ambito militare. Le Forze Armate sono del resto destinatarie anche degli obblighi stabiliti dall’art. 2087 c.c., come previsto dall’art. 1 della Legge 25 del 18/2/1997.

In applicazione alla normativa antinfortunistica, le forze armate hanno l’obbligo di garantire la salute e la sicurezza di tutti i militari italiani anche a mezzo dell’acquisizione di tutte le informazioni necessarie per fornire ai militari dipendenti le dovute precauzioni.
Quando tali norme vengono violate e il personale muore si è colpevoli di omicidio colposo (in questo caso plurimo) o, nel caso in cui non si arrivi al decesso, di lesioni personali colpose.
Un’altra domanda sorge spontanea: Perché mandare i nostri militari ad operare privi di protezione in aree che si sanno contaminate? Quale interesse lecito può essere più importante dell’incolumità di migliaia di soldati. Il problema poi non sono solo i tumori. L’uranio impoverito è possibile causa di numerose altre patologie tra cui anche della nascita di bambini malformati.

Ma ancora non basta.
Si legge, infatti, nelle norme di protezione che:
- la contaminazione con la polvere UI inquina cibo ed acqua;
- L’UI emette radiazioni Alfa, Beta e Gamma con un tempo di dimezzamento di 4,5 miliardi di anni.
Questo significa una cosa sola: che intere nazioni sono state contaminate per secoli. Tutta la loro acqua e tutto il loro cibo. Pensiamo alla carne, alla frutta, la verdura, il latte, ecc..
Problemi per loro e per noi. Si perché anche ai più indifferenti ed egoisti non potrà sfuggire il fatto che dalla ex Jugoslavia noi importiamo moltissimi prodotti, alimentari che consumiamo senza neanche sapere che provengono da zone contaminate da UI.

Perché tutto questo?

Ripeto la domanda: quale interesse superiore lecito ci può essere a tutto ciò?
Concludo con una affermazione tratta dal libro: “Uranio impoverito la verità” Giulia di Pietro intervista all’Ammiraglio Falco Accame (Presidente e ricercatore operativo dell’ANAVAFAF Associazione Nazionale Assistenza Vittime Arruolate nelle Forze Armate e Famiglie dei Caduti, è stato presidente e vicepresidente della Commissione Difesa) scaricabile gratuitamente da questo sito: http://www.anavafaf.com/ , di cui sono state riportate delle parti in questo articolo e che consiglio a tutti di leggere e …vergogniamoci per loro:
“La legge 241/90 sulla trasparenza amministrativa che era stata concepita come una legge per rendere accessibile ai cittadini il massimo numero di informazioni si è trasformata nel suo opposto, perché attraverso i decreti applicativi è diventata una legge delle “eccezioni alla trasparenza” e quindi una legge che mira alla massima intrasparenza possibile.
Tanto da poter dire che l’Italia può essere considerata una Repubblica fondata sul segreto (per lo più abusivo!)”. di Solange Manfredi



sabato 28 luglio 2012