lunedì 1 giugno 2026

SCRIVO PERCHE'

Perché si scrive? Per farsi leggere? Anche, é indubbio e sarebbe ipocrita negarlo..Per esprimere un proprio originale punto di vista? Certamente. Per esercitare un legittimo diritto di critica ? Perbacco, certo che si!Ma soprattutto, e chi ama la penna o la tastiera lo sa benissimo, si scrive principalmente per noi stessi. Nello stesso speculare modo per cui si ama leggere soprattutto per trovare risposte, spesso si scrive per porre domande ad alta voce. Domande, dubbi, problematiche indirizzate principalmente al nostro io.Così come, forse ancor più spesso scatta, in alcuni momenti, l'esigenza di scrivere senza un motivo o uno spunto in particolare. Ma quasi esclusivamente per alleggerire l'animo di pesi, dolori e pene, che inevitabilmente si sedimentano nel tempo. Ecco che lo scrivere, in questa ultima accezione, va a ricoprire un ruolo quasi catartico e salvifico Al pari, come risultante e soddisfazione per altri, di attività fisiche, ludiche o semplicemente rilassanti.Amare lo scrivere, e non parlo di quello esercitato per professione o per ambizione. Ma di quello del piacere quasi adolescenziale da rinchiudere nel diario, sia quello col lucchettino, che quello più esposto dei moderni social, una parte di sé. Quella spesso meno conosciuta, meno mediaticamente veicolata ma indubbiamente più vera e più rispondente ai sentire più intimi e personali.Quindi leggiamo, scriviamo, confrontiamoci con noi stessi. Con gli unici con cui non possiamo barare. Non si cerchi il consenso a tutti i costi. Il plauso e l'ammirazione altrui (pur graditi e ben accetti). Ma si ricerchi l'equilibrio indispensabile dentro di noi, di quella triade contemplata dalle religioni, dalle filosofie e anche dalla moderna scienza. Quel mix di istinto, ragione e coscienza che fa di ognuno di noi un progetto unico, irripetibile e degno di ammirazione e rispetto di noi stessi e non necessariamente di altri.

MIZIO


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