venerdì 18 novembre 2011

BENI COMUNI USURAI E PUBBLICI AMMISTRATORI




Io credo che se vogliamo comprendere le ragioni che stanno dietro ai tagli del trasporto pubblico, così come ai tagli di tutti gli altri servizi pubblici (e cioè dei Beni Comuni), sia necessario avere un quadro di insieme che individui quale sia il legame tra i problemi locali e quelli nazionali, europei e mondiali. 
Non so infatti quando e se ce la faremo ad uscire da questa situazione. 
Ma un primo passo è quello di avere il coraggio di dire le cose come stanno.
Il dato che salta agli occhi di ogni persona di buon senso è che, a distanza di un decennio, l’Europa vede ‘fallire’, uno dopo l’altro, la maggior parte degli Stati che la compongono. E i loro Governi, per pagare i debiti alla banche francesi e tedesche, tagliano tutto ciò che in decenni e decenni di lotte era stato conquistato dai lavoratori: dall’istruzione alla sanità… fino al diritto al posto di lavoro, al salario e alla pensione. Ma non ci avevano detto che era un affare andare in Europa? Ma per chi, allora, è stato un affare l’Europa ?
I PASSAGGI CHE HANNO PORTATO ALLA SITUAZIONE ODIERNA
• A partire dagli anni ’70 le Autorità Economiche e Politiche che stanno dietro ai vari Governi dell’Occidente, non sono più in grado di rispondere alla pressione crescente dei loro cittadini che aumentano di continuo la richiesta di una migliore qualità di vita attraverso aumenti salariali e diminuzione dell’orario di lavoro. Decidono di passare al contrattacco. Inizia così quel processo di trasformazione della Democrazia in Democrazia Autoritaria e di Centralizzazione del Comando finanziario, energetico e militare che in trent’anni ha portato alla Globalizzazione con la scomparsa del potere degli Stati Nazionali e la concentrazione del Potere Mondiale nelle mani occulte di Organizzazioni poco note come Bilderberg, Trilateral, ecc…, di cui Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, WTO, Agenzie di Rating e altri analoghi organismi multinazionali sono la faccia pubblica, autorevole e “rispettabile”. Sono questi organismi sovrastatali (e sono migliaia a fronte di 200 Stati !!!) i VERI legislatori globali del terzo millennio.
• Una campagna mediatica di gigantesche proporzioni svalorizza il pubblico (inefficiente, clientelare, conservatore) e “celebra” i vantaggi del privato, sinonimo di efficienza, redditività, spirito innovatore e procede a cambiare il senso delle parole: le Guerre diventano Missioni di Pace, l’Intensificazione dello Sfruttamento si chiamerà Flessibilità del Lavoro, la Distruzione dello Stato Sociale Privatizzazione dei Servizi Pubblici, l’Usura Interesse, la Tangente Provvigione, e il Bene Comune sarà l’Interesse Privato. 
L’unica cosa che conta è il denaro, il bilancio in attivo, le entrate che superano le uscite: insomma una visione aziendale di ogni aspetto della nostra vita e di ciò che ci circonda.
• Così tutto è stato privatizzato: innanzitutto le Banche Centrali, e poi Informazione, Poste, Salute, Istruzione, Servizi Sociali, Energia, Trasporti, Telecomunicazioni, Acqua… tutto è diventato MERCE… I Cittadini sono stati trasformati in Consumatori, e la vita stessa di ciascuno di noi è divenuta una attività a pagamento… acqua, terra, aria…le nostre vite trasformate in rendita di pochi.
• Gli Stati hanno rinunciato alla propria Sovranità Monetaria ed essi stessi vengono considerati come Aziende, e “giudicati” con la logica delle entrate e delle uscite… mentre la Legge sulla Banche del 1936, promulgata con il fine di impedire proprio alle Banche di impossessarsi delle Imprese, viene abolita nel 1993 (quando nasce l’Europa) da parte dell’allora Pres.te del Consiglio Ciampi (ex Governatore di Bankitalia) allargando così a dismisura il territorio di caccia delle Banche stesse.
• Nel 2002 l’Euro sostituisce le monete nazionali europee. E immediatamente salari, stipendi e pensioni valgono esattamente la metà di prima. Ma se si credeva veramente nell’Europa la moneta unica doveva essere l’ultima delle azioni da eseguire. Prima si dovevano fare leggi, economie, culture comuni. Si vede oggi con chiarezza che il fine ultimo era ben diverso. Era ed è l’Europa dei Banchieri. E i Governi hanno fatto di tutto per non far conoscere ai propri cittadini i veri scopi dell’Unione Europea.
• Gli Economisti hanno sostituito i Politici alla guida dei Governi (ricordiamo in Italia Prodi, Dini, Ciampi). E chi decide le sorti degli Stati Europei è una Commissione di 20 persone che “non sollecitano né accettano istruzioni da alcun Governo né da alcun organismo” e le cui deliberazioni “sono esecutive” (artt. 157 e 140 Trattato di Maastricht). Siamo alla Dittatura delle Banche. Il Parlamento Europeo è un fantoccio, i Parlamenti nazionali sono svuotati di ogni potere. Compreso il nostro ovviamente. E la fine della Sovranità dell’Italia è stata decretata dall’Europa, altro che dal separatismo della Lega Nord !
• Nel 2008 una grande crisi finanziaria colpisce il mondo della finanza proprio in seguito alle politiche speculative dei Banchieri Internazionali. Di fronte al pericolo di fallimento delle grandi Banche i Governi di tutto il mondo intervengono con cifre da capogiro. Si parla di 13 mila miliardi di dollari (senza parlare di quelli usciti dalle stamperie segrete delle Banche Imperiali – leggasi Federal Reserve in primis). Non intervengono certo nello stesso modo se a pericolo di fallimento è un imprenditore, un artigiano, un semplice cittadino o, da ultimo, uno Stato Sovrano. Per essi valgono le “regole del Mercato”. Ma se le “regole del Mercato” devono valere per tutti perché dare soldi a Banchieri falliti ? (perché dire Mercato significa dire Banche !).
• E siamo giunti così, alla fine del 2011, con gli Stati Europei che sono piombati nelle mani degli Usurai (BCE in testa… Germania uber alles, ancora una volta !), che ne controllano e ne determinano ogni comportamento. Come le Compagnie di ventura e gli eserciti mercenari scorazzavano e saccheggiavano liberamente l’Europa nel Medioevo, facendo valere la legge del più forte, così oggi Banche e Multinazionali (Corporations) saccheggiano le ricchezze dei popoli europei imponendo ai singoli Stati la svendita dei Beni Comuni. Ecco per chi è stato un affare l’Europa ! Le Istituzioni Europee sono nate proprio con questo fine: rendere legale il CRIMINE che si sta perpetrando contro le popolazioni europee. 
Di conseguenza, come succede da sempre con gli Strozzini, prima si vendono i Beni Comuni (reti del Trasporto Pubblico, delle Telecomunicazioni, scuole e Università, reti idriche, beni culturali e paesaggistici, ospedali, strutture della difesa, carceri, sistemi di disposizione dei rifiuti, immobili pubblici), che sono i gioielli di famiglia, all’interesse privato multinazionale… ma tutto ciò non basta … ci saranno da tagliare salari, pensioni, posti di lavoro… e non basterà mai… I prestiti usurai vengono concessi sempre dietro minacce e ricatti e le vittime vengono spinte a svendere il proprio patrimonio, a chiedere aiuto ad amici e parenti, fino al collasso o al suicidio. (Ma a Gran Bretagna, Svezia e Danimarca, che non hanno accettato l’euro, com’è che questo non succede ? E ancora, come mai l’Argentina si è ripresa solo quando ha deciso di non accettare le “ricette” della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale ?)
• Ai Pubblici Amministratori che sono nel Governo o negli Enti Locali resta solo una funzione: quella di Esattori, nuovi Robin Hood alla rovescia, che tolgono i soldi dalle tasche dei Cittadini per metterli in quelle delle Banche. Una funzione che ha un solo significato: RUBARE A POVERI E MENO POVERI PER DARE AI RICCHISSIMI. 
Perché dunque da 40 anni questa è l’unica soluzione proposta per i mali dell’economia?


DEMOCRAZIA O USUROCRAZIA? 
IL DEBITO PUBBLICO, OVVEROSIA LA LEGALIZZAZIONE DELL'USURA
Che le Banche siano vissute dalla gente come le istituzioni legalizzate dello strozzinaggio è una realtà inoppugnabile. Chiunque di voi possegga un conto corrente bancario, o abbia chiesto un prestito, o stia pagando un mutuo lo sa bene. 
Cosa significa allora che gli Stati stanno fallendo a causa del loro Debito Pubblico ?    
Che cosa è e come si forma il Debito Pubblico ? 
Chi sono i creditori del Debito Pubblico ? E come si può ridurre il Debito Pubblico ?
A – Come si forma il Debito Pubblico ? •   Quando un Governo, a fronte di forti richieste di reddito da parte di lavoratori o imprese, decide di allargare i cordoni della borsa, se non gli bastano i soldi delle entrate tributarie si indebita (emettendo titoli di stato) con i non produttori (quelli che NON LAVORANO ma detengono il capitale finanziario quali banche, assicurazioni, società finanziarie) per reperire i fondi necessari alle spese pubbliche (opere pubbliche, sanità, scuola, ambiente, ricerca, università, salari dei dipendenti pubblici), o al credito agevolato per alcune categorie. Questo indebitamento si chiama Debito Pubblico. E su questo Debito il Governo paga gli interessi. Calcolando che la maggioranza del debito è detenuta da Banche, ciò significa che il Governo paga la maggior parte degli interessi del debito alle Banche stesse. (E questo Debito, da noi ma non solo da noi, è aumentato a dismisura proprio per pagare i debiti delle Banche nella crisi finanziaria del 2008 !)
B – Chi possiede i titoli che compongono il Debito Pubblico ? •        I titoli non sono divisi omogeneamente. Semplifico dicendo che i piccoli risparmiatori detengono il 10% dei titoli di stato, mentre le Banchepossiedono il 90% dell’intero Debito Pubblico. Quando si parla dunque del “risparmio delle famiglie italiane" deve essere chiaro che Il "risparmio italiano", per il 90%, è la "rendita finanziaria", che succhia ricchezza alla collettività. Questa si chiama USURA LEGALE !!!
C – Come ridurre il Debito Pubblico ? •        Se il Governo decidesse di nazionalizzare le Banche - e l’Islanda lo ha  fatto – ecco che la maggior parte del debito sparirebbe… ma è necessaria una decisa volontà politica.
Fino ad oggi ha funzionato così. I soldi dati alle Banche (gli interessi sul debito) invece di essere usati per investimenti produttivi sono finiti regolarmente nelle speculazioni monetarie per essere poi polverizzati nelle cicliche crisi finanziarie. Ultima in ordine di tempo quella del 2008. É impensabile, in altri termini, e ‘contro natura’, che possa durare una situazione in cui il denaro investito in modo improduttivo (titoli di stato o speculazioni finanziarie) renda di più di quello destinato ad investimenti produttivi: alla produzione cioè dei beni e dei servizi che costituiscono l'unico fondamento reale del potere d'acquisto della moneta.
Ma la nascita della Unione Europea è riuscita a fare ancora peggio. L’abitudine di emettere titoli di Stato da fare acquistare alla Banca Centrale(per noi la Banca d’Italia) è stata proibita. Poiché gli Stati che hanno aderito all’ Euro sono OBBLIGATI a mettere sul Mercato Internazionale i titoli di Stato emessi e sarà il Mercato (cioè le Banche stesse) a fissarne il prezzo. Quindi uno Stato non si può permettere più di emettere titoli a volontà, pena dover alzare moltissimo il loro rendimento per poterli fare acquistare (È per questo che si parla di attacchi speculativi, spread tra titoli italiani e tedeschi e via dicendo…) Ma chi non ha l’Euro, nonostante abbia enormi debiti pubblici, più grandi del nostro, non ha questo problema … e nessuno può decidere il suo “fallimento” (default). È questo il caso di Gran Bretagna, USA, Giappone. Su queste premesse si può comprendere l'esatta portata della lettera spedita da uno dei Rothschild alla Ditta Kleimer, Morton e Vandergould di New York il 26 giugno 1863: "… Pochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo comprenderanno saranno occupati nello sfruttarlo, il pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi."
CHE FARE DUNQUE PER USCIRE DA QUESTA SITUAZIONE ?
È dalla metà degli anni ’70 che gli Economisti di destra e di sinistra ci hanno detto che per "risanare" l'economia era indispensabile: 1) stroncare l'inflazione (la politica del rigore) 2) restringere il credito alzando il costo del denaro (la difesa della lira contro gli speculatori!) 3) contenere gli aumenti salariali entro il tetto programmato d'inflazione (la politica di moderazione salariale!) 4) tagliare la scala mobile (la fonte di tutti i guai!) 5)aumentare il carico di lavoro agli occupati aumentando il numero dei disoccupati (la flessibilità!) 6) tagliare le spese sociali: scuola, casa, sanità, trasporti, ricerca scientifica, pensioni (il vituperato assistenzialismo !) Dare insomma più soldi ai ricchi togliendoli ai poveri!


Ma in 35 anni di queste ricette l'economia non è stata risanata, la situazione è degenerata. 
IL SISTEMA BANCARIO HA ESPROPRIATO LA SOVRANITA’ POLITICA DEGLI STATI DIVENTANDO COSI’ IL PADRONE DEL MONDO. APPELLO A TUTTI I POLITICI E PUBBLICI AMMINISTRATORI IN BUONA FEDE
Vi diciamo, politici e amministratori del centro e della periferia: Voi dovete innanzitutto difendere la Sovranità del nostro Paese, del nostro territorio, a partire dalla nostra moneta. Che non può più essere questo Euro ! Dovete opporvi a chi vi racconta che per risanare l’economia dovete svendere Beni che sono di tutti noi perché tutti noi e le generazioni che ci hanno preceduto abbiamo contribuito a pagarli. Acqua, Boschi, Spiagge, Immobili pubblici, Sistemi del Trasporto Pubblico, Scuole, Ospedali, Beni culturali non sono vostri, sono di Tutti. E un giorno, quando sarà finita questa ubriacatura di PRIVATO, potreste essere chiamati a risponderne ed a pagarne care le conseguenze. Dovete opporvi al denaro che produce denaro, perché la ricchezza di una società non può fondarsi sul valore dei titoli ma sui frutti della Terra e sul lavoro degli uomini. Uscite da questo girone infernale di bugie costruite ad arte, e diffuse da media asserviti, da chi ci vuole depredare per ridurci schiavi delle Banche e metterci al rango di colonie del Sud Europa, assieme a Portogallo, Spagna e Grecia (e poi toccherà alla Francia), sotto il tacco, ancora una volta, della Germania.
Oggi più che mai Ribellarsi è Giusto e Necessario. Le popolazioni europee, a fronte di Governi imbelli o asserviti, non credono più alla favola dei “sacrifici oggi” e della “crescita domani”. Sono coscienti che si può Lavorare tutti per Lavorare meno. Il mondo e la natura non possono “appartenere” a qualcuno soltanto, ma devono essere condivisi e accessibili a TUTTI.
La situazione in cui ci troviamo oggi è la dimostrazione palese che il capitalismo realizzato, che pone al centro la proprietà privata, è fallito così come è fallito il socialismo realizzato che metteva al centro la proprietà statale. La visione puramente economica del mondo mostra il suo limite proprio in questa, ennesima, crisi. Il Privato e la Rendita finanziaria, il denaro che produce denaro hanno dimostrato che non sono la soluzione di nulla, anzi sono il PROBLEMA.
E allora dobbiamo cambiare visione, privilegiandone una ecologica, in cui la proprietà comune (i Beni Comuni) venga posta al centro, affinché si arresti la distruzione esponenziale delle ricchezze del Pianeta, che ci sono state date in prestito, e sono nell’uso di tutti, e non nella proprietà di pochi. Poiché per colpe che sono unicamente di chi usa il denaro per produrre altro denaro stanno pagando la Natura e la Comunità degli Uomini.
Se vogliamo salvare noi e chi ci succederà dobbiamo “disarmare la finanza”. E dobbiamo farlo a partire, ciascuno, dal proprio ruolo. 
Voi sapete che quanto abbiamo detto è la verità, e che un altro mondo è possibile e necessario. Voi, in ogni Consiglio comunale, provinciale, regionale, nel Parlamento, ovunque siete stati da noi eletti, dovete avere uno scatto d’orgoglio, e dire con chiarezza che non volete sottostare al ‘diktat’ degli Usurai. Che non accettate i tagli di fondi agli enti locali, che non accettate di privatizzare i servizi pubblici, l’acqua, i rifiuti, la sanità, le ferrovie… Voi dovete avere la coscienza del fatto che la creazione di grandi Società private per gestire i Beni Comuni  va nell’interesse degli Usurai, e non dei Cittadini.
Noi, che vogliamo essere considerati Cittadini, e non semplicemente Consumatori o peggio Sudditi, vi chiediamo questo. Un sussulto di orgoglio e di dignità, se non altro per i privilegi che tanti di voi hanno rispetto ai semplici cittadini. Compite atti di disobbedienza civile. Su questo, su quanto farete o su quanto vi impegnerete a fare, decideremo al momento del voto. E se gli Economisti, nei loro prospetti e nei loro grafici, si dimenticano dell’esistenza degli Uomini, noi Cittadini gliela faremo tornare in mente.
Intervento di Paolo Brunetti, Presidente del Comitato “Viva la Porrettana viva” nel novembre 2011 a Pistoia)

giovedì 17 novembre 2011

PERCHE' NON SI FA LA RIVOLUZIONE

...... I requisiti per una rivoluzione vincente sono: il malcontento che colpisce quasi tutte le classi sociali; i diffusi sentimenti di impotenza e di disperazione; le speranze disattese; la solidarietà che si contrappone al piccolo potere delle élite; il rifiuto di eruditi e studiosi nel continuare a difendere le azioni della classe dirigente; l’incapacità del governo a rispondere alle necessità basilari dei cittadini; la graduale perdita di volontà all’interno della stessa élite al potere e la defezione dalla cerchia ristretta; l’isolamento invalidante che lascia il gruppo al potere senza alcun alleato o supporto esterno; e, infine, la crisi finanziaria. La nostra élite societaria ha ampiamente soddisfatto questi requisiti.


Crane Brinton dal suo libro “Anatomy of a Revolution” (Anatomia di una Rivoluzione) 





Sicuramente per quanto riguarda l'Italia,se ha ragione l'analisi dello storico Brinton, tali presupposti sono stati ampiamente superati, ed è solo per la particolare attitudine, tutta italiana, a farsi imbonire da campagne d'informazione mirata e distorta, che ancora non si è verificata una presa di coscienza, che vada oltre la rabbia e la protesta poco più che individuale. E' vero che ciò è favorito da una mancanza, ormai ultradecennale, di un' opposizione che non sia solo partitica e di alternanza di potere, ma sistemica e veramente alternativa,
Basti vedere che, i primi, ad aderire in maniera incondizionata e senza limiti al nuovo governo Monti, sono state quelle forze, col PD in testa, che avrebbero dovuto rappresentare la discontinuità rispetto al folkloristico precedente governo Berlusconi. E tale adesione è avvenuta ben sapendo che l'attuale governo andrà a "spezzare le reni" soprattutto ai ceti più deboli, perchè questo vuole il grande potere finanziario e d economico che ha caldeggiato la nomina di un personaggio come Monti. E non si può fare a meno di notare come al ministero delle infrastrutture (leggi grandi opere)e trasporti sia stato messo un banchiere come Passera, tra l'altro facente parte della neonata compagnia ferroviaria NTV (di cui in precedenti post, avevamo notato le tante anomalie), che andrà a fare concorrenza a Trenitalia che, in maniera più o meno volontaria sta abbandonando il servizio cosiddetto "sociale" per concentrarsi sul trasporto d'elite (AV), facendo venir meno il concetto di "servizio" nel trasporto ferroviario. Come d'altra parte dovremo abituarci ad abbandonare tale concetto per tutti quei servizi che attualmente sono direttamente o indirettamente pubblici, per abbracciare la logica d'impresa e di concorrenza, che tante macerie ha già lasciato dietro di sè, nei settori già privatizzati.
Ritornando al concetto iniziale, si diceva, che uno dei motivi per cui in Italia, a parte alcuni sussulti sporadici e limitati, non assistiamo a una mobilitazione permanente e di massa, propedeutica a ipotesi di cambiamenti rivoluzionari è l'assenza di un movimento organizzato che ne incanali e ne guidi le azioni, visto che i partiti che conosciamo hanno, da tempo, abdicato a tale funzione; la presenza sul territorio di una potenza mediatica che, forse non ha eguali in altri paesi, la Religione cattolica con il Vaticano, che hanno istituzionalmente, sempre avversato qualsiasi ipotesi di cambiamento della società e appoggiato quasi sempre il potere politico in cambio di una quasi assoluta libertà di manovra nel gestire coscienze e potere; infine, ma non ultimo il carattere accomodante e fondamentalmente individualista e anarchico (in senso deteriore), dell'italiano medio, pronto a seguire qualsiasi pifferaio magico, non appena ne intraveda un eventuale tornaconto personale.
Comunque, sempre partendo dal presupposto che l'analisi di Brinton sia giusta, non dispero che ciò possa avvenire, anche se in colpevole ritardo, visto che, i presupposti per il futuro a breve e medio termine, sono tutt'altro che incoraggianti, prevedendo tutti, nessuno escluso, un peggioramento degli standard di vita attuali, un'ulteriore limitazione di libertà individuale e un aumento esponenziale del già intollerabile potere economico-finanziario.
Cerchiamo di essere pronti quando ciò accadrà!

MIZIO

WILHELM REICH MODERNO GALILEI?

EVOLUZIONE ORGANICA






di Giuliana Conforto


mercoledì 16 novembre 2011

CONOSCIAMO I NUOVI MINISTRI

ECCO UNO PER UNO I NUOVI MINISTRI DEL GOVERNO MONTI:

Catania Mauro Ministro dell'Agricoltura:
 Nato a Roma nel 1952, esperienza a Bruxelles come esperto d'agricoltura per conto dell'Italia. Diventa dirigente del ministero dell'Agricoltura a soli 36 anni, ha diretto vari settori tra cui quello del latte e del controllo qualità.

Clini Corrado Ministro per l'Ambiente:
64 anni, laureato in medicina del lavoro e in igiene e sanità  Negoziatore climatico per l'Italia in campo internazionale (nell'ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite4 sui cambiamenti climatici), ma è anche l'uomo che tiene insieme le aziende intorno all'idea di sviluppo sostenibile.Attualmente direttore generale del dicastero dello stesso ministero,alla guida della direzione generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e l'energia È coordinatore della Commissione tecnica del Cipe che ha elaborato il piano nazionale per la riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra;  membro del board dell'Agenzia europea dell'ambiente.Ha ricoperto la carica di presidente della Global Bioenergy partnership (2005-2009), a cui aderiscono 20 Paesi. Infine, da agosto è presidente del Consorzio per l'area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste.


Ornaghi Lorenzo Ministro dei Beni Culturali:

IL SIGNORAGGIO ECONOMICO ANIMATO 1 E 2





martedì 15 novembre 2011

MONTI E' UNA TRAPPOLA


Governerà l'Italia eseguendo gli ordini che arrivano dall'Europa. Gli italiani non devono accettarlo. Il debito italiano è un bluff creato ad arte per sottrarci la nazione: in realtà stiamo solo svendendo le nostre ricchezze a un gruppo di speculatori.
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Non credo che il governo Monti sarà un buco nell'acqua perché alla fine coloro che hanno organizzato questa offensiva contro l'Italia, la chiamo proprio così "offensiva dall'esterno contro l'Italia" hanno potenti mezzi di dissuasione [...][...] non sono naturalmente onnipotenti, ma i grandi centri della finanza internazionale che sono dietro a questo, che - lo ribadisco, è un "attacco contro l'Italia" - sono molto potenti e hanno strumenti tali da poter condizionare anche il comportamento di forze politiche decisive nel Paese. Quindi credo che l'operazione andrà avanti, altrimenti il Presidente Napolitano non si sarebbe sprecato così tanto per costruirla. Questo è il primo punto. 
Naturalmente è un'operazione bluff, nel senso che questo attacco è senza destino perché il Prof. Monti, se ci riesce, guiderà il governo italiano in un momento in cui l'Italia andrà in recessione, e ci andrà in compagnia dell'intera Europa, secondo quanto attestano tutti i dati che vengono dalle stesse fonti europee.
Quindi, pensare a un risanamento dell'Italia in caduta libera, in questa situazione non è praticamente possibile, per cui sarà un buco nell'acqua, ma sarà un buco nell'acqua catastrofico per il contribuente italiano, per il lavoratore italiano, per il pensionato italiano.
Il Signor Monti viene in Italia per applicare le norme di un'Europa che va a fondo, ma queste norme sono molto gravi e significano drastici tagli alla condizione di vita di larghissime masse popolari, non più soltanto i lavoratori ma anche settori cruciali dei ceti medi: riduzione dei salari, libertà di licenziamento, compressione delle spese sociali, tutte cose che graveranno drammaticamente sulla vita dei cittadini.
Naturalmente, tutto questo viene fatto in base a una scommessa, che io ritengo mal fondata perché ci sono limiti oltre i quali la gente: 1) non crede più alle storie che le sono state raccontate; 2) non è disposta a rinunciare così facilmente alle proprie condizioni di vita, per cui questa scommessa è una giocata alla roulette su un numero solo, può andare bene ma con buona probabilità andrà male per gli organizzatori.
La domanda alla quale viene da rispondere è: chi sono questi organizzatori? Ritengo che siano i grandi gruppi della finanza internazionale, guidati dalle grandi banche di investimento, tra cui la più famosa, ma non l'unica, si chiama Goldman Sachs ma ce ne sono anche altre: Citigroup, Bank of America, Deutsche Bank etc., tutte le banche che, tra il 2007 e il 2010, sono tecnicamente fallite ma che hanno recuperato fantasticamente dopo essere state ricapitalizzate dalla Federal Reserve, che ha erogato 16 trilioni di dollari inesistenti, inventati per tenerle in piedi.
Dopodiché queste banche, con questi soldi, si sono gettate sugli unici asset che ritenevano praticamente invincibili, immarcescibili, ovvero gli asset dei bond degli stati europei che, essendo protetti dall'Euro, venivano considerati al riparo dal rischio di default, impossibilitati a azzerarsi o a vanificarsi come invece era accaduto per tutti gli asset dei cosiddetti mutui facili su cui ha fiorito la finanza americana nel corso di questi ultimi 8 anni.
Queste banche si sono dunque precipitate in Europa e hanno cominciato a comprare i buoni del tesoro, le emissioni delle banche centrali europee, andando alla ricerca di quelli che avevano i più alti tassi di interesse.
Sono andati a comprare i bond greci in primo luogo, perché erano quelli più esposti che davano tassi di interesse più alti, poi sono andati a comprare quelli italiani, visto che l'Italia è considerata tra i Paesi in difficoltà a causa della dimensione del debito pubblico.
Voglio però ribadire che il conto dei debiti privati italiani è tra i migliori in assoluto dell'Europa, gli italiani hanno un debito privato pari al 42% del Pil, quando per esempio la Gran Bretagna ha un debito privato del 103% del Pil. Dunque, quando si dice che l'Italia è un paese praticamente al fallimento, si dice una menzogna gigantesca che è stata artificialmente creata da questi signori, perché se si mette insieme il debito privato e il debito pubblico, l'Italia sta molto meglio della Francia, molto meglio del Belgio, molto meglio ovviamente della Grecia, della Spagna, della Gran Bretagna, sta un po' meno bene della Germania.
Quindi tutta questa storia secondo cui l'Italia sarebbe in bancarotta è una menzogna organizzata dai mercati o meglio dalla finanza internazionale, che è venuta per catturare e comprarsi l'Italia a basso prezzo con i soldi fittizi, inventati dagli Stati Uniti e usando le leve legislative che l'Europa ha offerto alla finanza mondiale. Ci sono decine di prove che l'Europa legifera sulla base delle indicazioni dirette di questi centri: sono i consiglieri della Goldman Sachs che suggeriscono all'Europa le norme giuridiche con cui deve essere avvantaggiata la finanza internazionale.
Tutto questo discorso è interamente costruito sulla base di una pressione speculativa che va naturalmente contro i popoli, perché hanno da piazzare i loro soldi finti e dunque comprarsi l'Europa, l'Italia, la Grecia, la Spagna con quattro soldi, le terre, gli asset, gli edifici, le ricchezze artistiche, culturali etc...Noi, di fatto, stiamo svendendo erroneamente le nostre ricchezze a un gruppo di speculatori che si può contare sulle punte delle dita di due mani, a una trentina di farabutti, che si gettano letteralmente come dei caimani sulle prede che vengono loro offerte dalla legislazione europea, perché l'Europa è responsabile direttamente di questo obbrobrio, così come la Commissione europea e anche il Parlamento europeo che hanno votato e approvato queste norme.
Siamo schiacciati in una trappola, il Signor Monti è l'esecutore di questi ordini, viene in Italia per eseguire questi ordini che mi auguro gli italiani non accetteranno. Questo governo deve cadere prima ancora di essere nato e deve essere costruito un governo basato sulla volontà popolare di risanare questo Paese, che ne ha senz'altro bisogno. Dei quasi 2 mila miliardi del nostro debito pubblico, una parte rilevante deriva dal fatto che i ricchi non hanno pagato le tasse in Italia negli ultimi 30, 40 anni, violando la Costituzione e c'è un accumulo- i dati sono di Bankitalia- di almeno 9 mila miliardi, 9 trilioni di Euro di patrimoni che sono nella disponibilità di pochissime persone che non hanno pagato le tasse.
Ci sono in Italia decine di leggi che sono state specificatamente scritte nell'interesse degli evasori fiscali e che consentono alle banche italiane e agli evasori di evadere le tasse. Quindi noi sostanzialmente siamo in una situazione del tutto illegittima che dovrà essere ovviamente regolata in diverso modo.
Trascrizione di un'intervista telefonica a Giulietto Chiesa