lunedì 8 agosto 2011

PIANO CASA REGIONE LAZIO: SPECULATORI PRONTI....VIAAAA


In una calda giornata d'agosto (casuale?) la Regione Lazio ha approvato il cosiddetto  "Piano Casa" con uno stanziamento di 100 milioni di euro per un piano di edilizia popolare di durata decennale. Ottimo direte, finalmente qualcuno affronta i problemi seri di questo paese, e il diritto alla casa è sicuramente uno di questi.
Ma la nostra natura malfidata ( lo so è un difetto dovremmo fidarci un pò di più del prossimo.) ci ha portato ad entrare nel dettaglio e cosa abbiamo scoperto? Che quell'ipotetico e futuribile stanziamento per l'edilizia popolare
è la classica foglia di fico per nascondere una vera e propria liberalizzazione selvaggia del settore. D'altra parte con un assessore all'ambiente che di professione fa l'immobiliarista cosa ci si poteva aspettare? Di seguito si riportano alcune considerazioni di chi si oppone a tale scempio:

PIANO CASA, LEGAMBIENTE: LEGGE ASSURDA. Parlati: '' Ciocchetti chi vuole prendere in giro?''. Ultime notizie Lazio, Roma -  Ma chi vuole prendere in giro Ciocchetti, dove sono questi cittadini che hanno una villa di 300 metri quadri da ampliare o un capannone da trasformare in casa?", afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. "Che c'entrano poi col diritto all'abitare gli impianti sportivi nei parchi e gli impianti sciistici e tutto il resto di possibili deroghe per la tutela del paesaggio? E ancora, le autocertificazioni e il silenzio assenso per le domande di condono edilizio favoriranno i soliti noti che hanno costruito dove non si poteva o chi cerca casa? La Regione ha voluto approvare di nascosto, ad agosto, un piano del cemento per far contenti forse un po' di speculatori, visti gli eccessivi premi di cubatura fino al 60% per i condomini, addirittura fino al 150% sulle coste, non certo per rispondere alla giusta domanda di casa dei cittadini più poveri, che non hanno casa, non possono comprarsela e tanto meno quindi ampliarla! 






Il castello odelscalchi di Bracciano
BRACCIANO – Di seguito una nota di Graziarosa Villani, Segretario di Rifondazione Comunista – Circolo Lago di Bracciano
“In attesa della pubblicazione ufficiale del nuovo Piano Casa della Regione Lazio le anticipazioni che ne vengono datedestano forti preoccupazioni e inquietanti interrogativi in merito alla gestione del territorio e alla tutela del paesaggio anche nell’area del lago di Bracciano.
Si configura infatti l’ennesimo assalto al territorio giustificando la misura come un’azione di rilancio dell’economia. Le numerose “deroghe agli strumenti urbanistici” previste di fatto realizzano una preoccupante deregolamentazione svilendo la programmazione urbanistica non solo dei Comuni ma anche del Parco di Bracciano e Martignano.
Si prospetta un nuovo consumo di suolo laddove l’ambito di applicazione comprende anche le zone agricole le aree non di tutela integrale del Parco.
Non sono solo sono permessi ampliamenti in “aderenza o adiacenza rispetto al fabbricato esistente”, ma anche “un incremento delle unità immobiliari”.
Deroghe ai piani urbanistici fanno inoltre rispuntare per quanto riguarda il Parco di Bracciano-Martignano l’ipotesi di realizzazione di campi da golf  da parte della Vicarello spa. Si consente inoltre la trasformazione a fini residenziali di garage e locali di servizio.
Il piano della giunta di centrodestra Polverini più che un piano casa e un piano edilizio che premia gli speculatori e le illegalità.
Se si esclude l’introduzione di un mutuo sociale per l’acquisto di alloggi Ater e di edilizia sovvenzionata, questo piano non dà poi risposte a disagio abitativo: a fronte di un gran numero di sfatti non si interviene sulle case sfitte.
In un’area come quella di Bracciano che vive una vera e propria emergenza cave, in particolare a Colle Sabazio e a Ponton dell’Elce, la Polverini appoggia poi la lobby dei cavatori introducendo, con questo Piano Casa, non già il rispetto dell’obbligo di recupero delle cave esistenti ma “deroghe agli strumenti urbanistici per quanto riguarda la realizzazione di attività estrattive”.
L’approvazione di un siffatto piano che intende ridare linfa vita ad un’economia fondata sul mattone costituisce una pagina nera per l’intera regione Lazio e solleva numerose ipotesi di incostituzionalità.”


PIANO CASA, BOCCIATURA WWF. legge incostituzionale, ideale per favorire le attività della criminalità organizzata. Ultime notizie Roma - 
"La giunta Polverini e l'assessore Ciocchetti riportano indietro la regione Lazio di almeno sessant'anni, una legge talmente carente sotto il profilo giuridico, produttiva - invece - di grande prosperità da milioni di euro per costruttori, gestori e proprietari di cave e discariche, che ci fa pensare alla normativa degli anni 50 e al capolavoro del film di De Sica,' il Tetto'.  Ambientato nel dopoguerra racconta della trasformazione delle baracche in abitazioni, attraverso gli abusi edilizi: i due sposini romani protagonisti tentano di sfruttare a loro vantaggio le indicazioni di una legge edilizia, trovando così un sistema per costruirsi una casa abusivamente, attraverso la realizzazione delle mura e del tetto entro il sorgere del sole, prima dell'arrivo dei carabinieri".

Lo comunica, in una nota, il Wwf. "Una vera e propria dichiarazione di guerra all'intero territorio regionale - dichiara Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio - un'impressionante colata di cemento sulle zone di maggiore protezione ambientale, rese tali grazie a norme faticosamente conquistate negli anni. Negli emendamenti a firma di Ciocchetti è sfuggita solo l'abrogazione dell'art. 9 della Costituzione, per il resto ci sembra abbia messo la pietra tombale su qualsiasi altra tutela ambientale e paesaggistica. Investire nell'ampliamento degli impianti sciistici in una regione dove i cambiamenti climatici hanno già posto in evidente sofferenza le strutture già esistenti per assenza di innevamento significa disinteressarsi completamente della programmazione per garantire la conservazione del territorio. Pensare ai campi da Golf nelle aree protette o alla deturpazione delle coste laziali, già tanto sofferenti, affogandole di porti, impianti e infrastrutture, senza, invece, investire nella loro salvaguardia, nella protezione dei sistemi dunali che ci garantiscono la permanenza di spiagge fruibili e godibili da tutta la collettività, significa aver abbandonato il vero interesse pubblico cercando per converso il placet di alcuni imprenditori, prevedibilmente sempre gli stessi".

"Una legge incostituzionale - conclude Ranieri - in violazione dei più semplici principi di rispetto dei dettami comunitari e nazionali, in tema di ambiente e paesaggio, ma anche di programmazione e pianificazione, che rischia seriamente di avere come effetto principale quello di favorire l'humus ideale per le attività di criminalità organizzata, oltre che per i poteri forti già presenti nel Lazio. Una legge che più che a un Piano casa fa pensare a 'Il Tettò di De Sica. Faremo di tutto, come WWF, per ottenerne l'abrogazione".




Regione Lazio, piano casa: manna per la cricca

Doveva garantire una casa a chi non ce l'ha. Invece assicurerà gli interessi dei palazzinari. Tra i potenziali beneficiari i fratelli Anemone. Sanate le piscine costruite sull'Appia Antica, permessi 45 nuovi porti

Avanti, prego, ci sono regali per tutti, grandi e piccini. A un patto: i beneficiari non devono essere rispettosi dell’ambiente e non devono considerare la tutela del territorio un valore e una ricchezza. Con grande prodigalità la politica romana e laziale sta elargendo i doni di Ferragosto a mezza imprenditoria locale e nazionale, in prevalenza costruttori e immobiliaristi, compresi nomi di rango. E pure a tanta gente comune, il popolo degli abusi del mattone, peccatucci e peccatoni già fatti o programmati, elettori desiderosi di mettersi “a posto” oppure vellicati nella ricerca di nuovi affari borderline. Data l’importanza del momento, i partiti presenti alla Regione Lazio guidata da Renata Polverini (Pdl), dove hanno organizzato l’albero della cuccagna, si sono armoniosamente dati una mano in più di una occasione, grazie al contributo di spezzoni del Pd e dell’Api di Francesco Rutelli. Il cavallo di Troia dell’operazione l’hanno chiamato Piano casa, un programma che dovrebbe servire a dare un tetto a chi non ce l’ha rilanciando nello stesso tempo l’industria del mattone che langue assai. In teoria, perché nei fatti hanno organizzato un’altra roba, tanto che secondo l’interpretazione di Vincenzo Maruccio, capogruppo dell’Italia dei Valori, oppositore a oltranza del provvedimento assieme al presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, più che un piano casa quello della Regione Lazio è un piano Casa della libertà, così come la ritraeva Corrado Guzzanti, dove a tutti era elargita la facoltà di fare di tutto a capocchia. In un soprassalto di resipiscenza il Pd ha annunciato di voler raccogliere le firme per un referendum che cancelli la legge.

Tra i potenziali beneficiari del programma laziale ci sono, per esempio, i fratelli
 Anemone, Daniele e Diego, che ebbero una parentesi di notorietà con le vicende della cricca della Protezione civile. E poi Franco Caltagirone, l’imperatore capitolino del mattone ed editore del più grande quotidiano romano, Il Messaggero, e del Mattino di Napoli. E ancora gli onnipresenti Angelucci, i re delle cliniche, famiglia bipartisan da sempre, cioè inclini a fare affari con tutti, e innamorati della carta stampata essendo stati contemporaneamente o di volta in volta editori di Libero, dell’Unità e del Riformista.

In teoria sulla qualità del piano che porta la firma di 
Luciano Ciocchetti, un ex democristiano temprato da mille battaglie e infine accasatosi nell’Udc, avrebbe dovuto vigilare la commissione regionale dell’Ambiente. Ma a presiederla c’è non solo un altro Udc, ma pure uno per cui gli affari immobiliari sono la vita, Roberto Carlino, di professione venditore di case, un tizio noto a Roma per i rapporti con Caltagirone e la pubblicità martellante per strada e sui giornali. Carlino, del resto, il suo regalo dalla politica l’aveva già avuto quando il comune di Roma di Gianni Alemannoaveva deciso di acquistare soprattutto nei quartieri di Lunghezza e Talenti migliaia di appartamenti vuoti da destinare, è stato detto, a residenza popolare, una quota di quell’immenso stock di invenduto che secondo gli esperti ha toccato a Roma la cifra record di 120 mila unità. Carlino ha assistito in silenzio all’operazione ed ha pure subito lo schiaffo del ministro dei Beni culturali, il pidiellino Giancarlo Galan, che zitto non è stato definendo la faccenda laziale una sostanziale porcata. I consiglieri d’opposizione Bonelli e Maruccio si sono divertiti (si fa per dire) a mettere a fianco di ogni riga della legge regionale il nome del potenziale beneficiario del dono.

Ai fratelli Anemone, per esempio, la legge regionale concede l’insperata possibilità di regolarizzare il Salaria Sport Village, l’impianto preferito dal capo della Protezione civile, 
Guido Bertolaso, costruito in un’area golenale del Tevere. La norma permette inoltre la sanatoria delle piscine dei mondiali di nuoto costruite in aree protette come l’Appia Antica, un affare che sta molto a cuore a Paolo Barelli, senatore Pdl e presidente della Federazione nuoto. Poi c’è il permesso di costruire porti ovunque, addirittura 45 secondo il calcolo del ministro Galan, uno ogni 5 chilometri in media, compreso quello sul fiume viterbese Marta a Marina Velca su cui punta un gruppo di imprenditori locali legati all’ex presidente regionale Francesco Storace. E infine c’è il buono 30 per cento a Caltagirone per l’ampliamento dei piani attuativi nei quartieri romani di Tor Pagnotta e Tor Bella Monaca. Il dono agli Angelucci, invece, è in un passaggio che permette di trasformare in residence le cliniche private tagliate fuori dal piano regionale della sanità. Gli Angelucci ne possiedono almeno un paio con quelle caratteristiche, l’immenso edificio del San Raffaele nella zona Portuense e la clinica tra i boschi dei Castelli Romani dove ha esercitato come primario anche Massimo Fini, fratello di Gianfranco. Non è finita perché a questi regaloni c’è da aggiungere la pletora dei doni diffusi. Come il permesso di realizzare sul Terminillo impianti per lo sci abbattendo una foresta di 7 mila faggi o di distruggere e ricostruire i casali dell’Agro romano posteriori al 1930 o ottenere l’agognato condono per gli abusi sui monti della Tolfa tra Viterbo e il mare

Mizio
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domenica 7 agosto 2011

Zoomafia: mille modi per speculare sugli animali

di Romina Arena
Combattimenti fra cavalli
Le scommesse clandestine sui combattimenti fra cavalli sono una settore in forte crescita
Spesso si pone l’attenzione al traffico di animali solo quando i Tg, preferibilmente in periodo natalizio, mandano in onda quei servizi sumaxi-sequestri di cuccioli destinati al mercato delle bestie: un cane paragonato ad un paio di pantofole, ad una cravatta, ad un libro.
Purtroppo, il traffico illecito non è un fenomeno esclusivamente natalizio, ma dura tutto l’anno e secondo il rapporto Zoomafia 2009 della Lega anti vivisezione curato da Ciro Troiano fattura tre miliardi di euro l’anno.
Quando parliamo di zoomafia, tuttavia, non è sufficiente pensare aconnessioni transfrontaliere, allo sballottamento di specie comuni ed esotiche da un paese all’altro eludendo i controlli. Piuttosto, bisogna intenderla come un generalizzato sfruttamento degli animali per i fini più disparati e per questo esistono delle vere e proprie sezioni specializzate della malavita organizzata.
I fatturati introitati da questa pratica criminale includono tra le loro voci anche il settore sempre più in crescita delle scommesse clandestine. Dal Rapporto 2010 stilato dall’Eurispes si apprende che il mercato illegale delle scommesse clandestine frutta circa 6.500 milioni di euro contro i 2.200 provenienti dalle scommesse legali.
Tra gli illeciti, alcuni noti, altri inediti quasi per sottolineare l’estrema dinamicità del settore, esistono le corse clandestine di cavalli che costituiscono circa un terzo del fatturato delle zoomafie.
Combattimenti fra cavalli
Gli animali vengono torturati e picchiati per innervosirli e frustrarli per poi costringerli ad uccidersi l’uno con l’altro.
Secondo Troiano “I cavalli sono costretti a correre su improvvisati e pericolosi circuiti stradali urbani, spesso vengono drogati con stimolanti per aumentarne le prestazioni o con antinfiammatori per fargli sopportare fatica e dolore; si tratta ormai di un fenomeno di ampie proporzioni, divenuto una realtà criminale preoccupante. Le corse abusive di cavalli costituiscono per le organizzazioni criminali un sicuro e redditizio investimento dei propri illeciti introiti economici”.
In Asia, con i cavalli, si sono inventati anche i combattimenti. Nei Paesi interessati, Corea, Filippine e Cina, non esiste una normativa sulla tutela degli animali. Per cui tutto è permesso nella piena legalità. In Cina, addirittura, hanno istituito un Festival che si tiene annualmente a Rongshui Miao nel sud ovest del Paese.
Prima dei combattimenti gli animali vengono torturati, frustati e picchiati per innervosirli e poi costringerli ad uccidersi l’uno con l’altro, come in questovideo. Cosa ancora più grottesca ed agghiacciante, poco lontano dallo spiazzo del combattimento si tiene legata una giumenta in calore, trattata con una dose massiccia di ormoni per indurla all’estro.
Come nello spettacolo tra gladiatori dell’Antica Roma, non è previsto che un vincitore ed il cavallo sconfitto viene macellato sul posto e la carne offerta ai partecipanti dell’arena.
Traffico di cani
A fare bottino c’è anche il lucroso traffico di cani e gatti per cui l’Italia detiene il triste primato europeo.
Tra le più recenti fenomenologie della zoomafia, già dal 2007 è emerso quello che potremmo tranquillamente chiamare bracconaggio a nolo. La pratica coinvolge non soltanto coloro i quali vi si dedicano, ma anche trafficanti di armi modificate, coloro che affittano postazioni di caccia e coloro che commerciano gli animali sia vivi, nei mercati abusivi di fauna selvatica (Ballarò a Palermo o Via Brecce a Sant'Erasmo di Napoli, per fare due esempi) che morti (la vendita di animali imbalsamati e il traffico di fauna per l'alimentazione umana, muovono un giro d'affari estremamente lucroso).
Un esempio? Proprio nel mese di gennaio la Guardia di Finanza in servizio presso l’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo ha bloccato un traffico di animali imbalsamati, appartenenti a specie protette dalla Convenzione di Washington.
In sei urne sono stati rintracciati rarissimi esemplari di cuccioli di squalo della specie "Selachimorpha" e cinque teste di coccodrillo della famiglia "alligator mississippiensis", una specie proveniente dal Sud America ed in via di estinzione, che stavano per essere importate nel nostro Paese.
A fare bottino c’è anche il lucroso traffico di cani e gatti per cui l’Italia detiene il triste primato europeo con 14 milioni di esemplari finiti nella rete dell’illecito. Un’operazione proficua per le zoomafie che importano illegalmente gli animali dall’Est europeo per rivenderli sul nostro territorio nazionale a prezzi stracciati.
In queste operazioni, purtroppo, si inseriscono numerosi canili decisamente lontani dal rispettare i canoni deontologici cui sarebbero tenuti. Molti randagi sono illegalmente trasferiti verso altri Paesi per essere utilizzati come cavie.
Le province di Caserta, Napoli, Palermo e Bari, Foggia e Ragusa sono quelle più esposte al rischio di traffico illegale di randagi. Sfruttando il trabocchetto delle convenzioni, un canile che ospita 1000 randagi con una diaria di 7 euro ciascuno può contare in un guadagno di circa 2,5 milioni di euro l’anno. Sono noti gli episodi in cui l’azione congiunta dell’associazionismo e delle forze dell’ordine ha portato a sventare operazioni illecite.
Canile
Sono frequenti i traffici di animali randagi che dai canili italiani sono venduti ad intermediari che li portano nei Paesi europei in cui le norme sulla vivisezione sono meno rigide.
Secondo le associazioni, infatti, sarebbero frequenti i traffici di animali randagi che dai canili italiani sono venduti ad intermediari che li portano nei Paesi europei in cui le norme sulla vivisezione e la sperimentazione sugli animali sono meno rigide che in Italia. Un caso simbolico e quello avvenuto in provincia di Lecce nel 2003 quando le sezioni locali dell'Organizzazione internazionale per la protezione degli animali e della Lega nazionale per la difesa dei cani sono riusciti ad impedire la partenza di un carico con circa quaranta cani e diretto in Germania per essere impiegato nella sperimentazione.
Purtroppo, però il fenomeno non è facilmente arginabile: ancora oggi sono frequenti le notizie di traffici sventati, che inducono inevitabilmente a pensare a tutti quei criminali che, per scaltrezza o fortuna, riescono a scivolare tra le maglie dei controlli, in verità oggi molto più stringenti di ieri.
Alcuni esempi. Nel mese di febbraio, la Guardia di Finanza di Rapallo ha sequestrato otto cuccioli di mastino Dogue de Bordeaux di appena 60 giorni, una razza spesso usata per i combattimenti illegali. Il traffico illecito, in ingresso dalla Romania, era gestito da tre rumeni, uno dei quali figurava come allevatore e trovava i potenziali clienti via internet.
Il prezzo dei cuccioli era fortemente ribassato, 600-800 euro, per una razza che solitamente ne vale 2000 ad esemplare. I cuccioli erano trasportati clandestinamente e con certificati falsificati: chiusi in gabbiette anguste, esposti al freddo e con poca capacità d'aria.
L’operazione è stata bloccata prima che i tre potessero procedere alla vendita dei cuccioli che, tra l’altro, non erano stati sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie previste dalla normativa comunitaria e nazionale. I cagnolini sono stati affidati alla tutela dei veterinari dell’Azienda Sanitaria Locale n. 4 di Chiavari, per gli accertamenti e le vaccinazioni.
Combattimento fra cani
I mastini sono fra le razze più utilizzate nei combattimenti fra cani
Un altro caso simile si è registrato nel mese di gennaio al porto di Ancona dove, su un furgone proveniente dalla Polonia, sono stati ritrovati 43 cuccioli di Golden Retriver, Labrador, Weest Higland, Buldog, Pincher, Cocker, Pastori tedeschi, Chihuahua, Beagle, Jack Russell ed un gatto. Gli animali, ammassati in 22 gabbie di plastica, erano diretti in Grecia quando la Guardia di finanza, la Dogana e gli agenti del Nucleo operativo Cites del Corpo forestale dello Stato hanno bloccato l'autista, un polacco, e salvati i cuccioli.
Le attività della zoomafia, alle quali va aggiunta la macellazione illegale e clandestina di capi spesso ammalati (la brucellosi è la patologia più diffusa) o l’abigeato finalizzato allo stesso scopo cui si lega il traffico di marchi auricolari di identificazione contraffatti, sono un fenomeno in costante crescita, tanto più pericoloso quanto sfuggente.
Non esiste esemplare che riesca a sfuggire agli spietati traffici, dal bracconaggio alle sperimentazioni, dai combattimenti alle corse clandestine, dal collezionismo di specie rare vive ed impagliate alle cure orientali. In questovortice di denaro e crudeltà gratuite sta l’essenza della convinzione che la vera bestia non sia quella a quattro zampe, ma l’uomo.http://www.terranauta.it

sabato 6 agosto 2011

ISLANDA: LA MANOVRA ECONOMICA L'HA FATTA IL POPOLO!


L'hanno definita una 'rivoluzione silenziosa' quella che ha portato l'Islanda alla riappropriazione dei propri diritti. Sconfitti gli interessi economici di Inghilterra ed Olanda e le pressioni dell'intero sistema finanziario internazionale, gli islandesi hanno nazionalizzato le banche e avviato un processo di democrazia diretta e partecipata che ha portato a stilare una nuova Costituzione.
Cascata Islanda
Una rivoluzione silenziosa è quella che ha portato gli islandesi a ribellarsi ai meccanismi della finanza globale e a redigere un'altra costituzione
Oggi vogliamo raccontarvi una storia, il perché lo si capirà dopo. Di quelle storie che nessuno racconta a gran voce, che vengono piuttosto sussurrate di bocca in orecchio, al massimo narrate davanti ad una tavola imbandita o inviate per e-mail ai propri amici. È la storia di una delle nazioni più ricche al mondo, che ha affrontato la crisi peggiore mai piombata addosso ad un paese industrializzato e ne è uscita nel migliore dei modi.
L'Islanda. Già, proprio quel paese che in pochi sanno dove stia esattamente, noto alla cronaca per vulcani dai nomi impronunciabili che con i loro sbuffi bianchi sono in grado di congelare il traffico aereo di un intero emisfero, ha dato il via ad un'eruzione ben più significativa, seppur molto meno conosciuta. Un'esplosione democratica che terrorizza i poteri economici e le banche di tutto il mondo, che porta con se messaggi rivoluzionari: di democrazia diretta, autodeterminazione finanziaria, annullamento del sistema del debito.
Ma procediamo con ordine. L'Islanda è un'isola di sole di 320mila anime – il paese europeo meno popolato se si escludono i micro-stati – privo di esercito. Una città come Bari spalmata su un territorio vasto 100 mila chilometri quadrati, un terzo dell'intera Italia, situato un poco a sud dell'immensa Groenlandia.
15 anni di crescita economica avevano fatto dell'Islanda uno dei paesi più ricchi del mondo. Ma su quali basi poggiava questa ricchezza? Il modello di 'neoliberismo puro' applicato nel paese che ne aveva consentito il rapido sviluppo avrebbe ben presto presentato il conto. Nel 2003 tutte le banche del paese erano state privatizzate completamente. Da allora esse avevano fatto di tutto per attirare gliinvestimenti stranieri, adottando la tecnica dei conti online, che riducevano al minimo i costi di gestione e permettevano di applicare tassi di interesse piuttosto alti. IceSave, si chiamava il conto, una sorta del nostrano Conto Arancio. Moltissimi stranieri, soprattutto inglesi e olandesi vi avevano depositato i propri risparmi.
Landsbanki
La Landsbanki fu la prima banca a crollare e ad essere nazionalizzata in seguito al tracollo del conto IceSave
Così, se da un lato crescevano gli investimenti, dall'altro aumentava il debito estero delle stesse banche. Nel 2003 era pari al 200 per cento del prodotto interno lordo islandese, quattro anni dopo, nel 2007, era arrivato al 900 per cento. A dare il colpo definitivo ci pensò la crisi dei mercati finanziari del 2008. Le tre principali banche del paese, la Landsbanki, la Kaupthing e la Glitnir, caddero in fallimento e vennero nazionalizzate; il crollo della corona sull'euro – che perse in breve l'85 per cento – non fece altro che decuplicare l'entità del loro debito insoluto. Alla fine dell'anno il paese venne dichiarato in bancarotta.
Il Primo Ministro conservatore Geir Haarde, alla guida della coalizione Social-Democratica che governava il paese, chiese l’aiuto delFondo Monetario Internazionale, che accordò all'Islanda un prestito di 2 miliardi e 100 milioni di dollari, cui si aggiunsero altri 2 miliardi e mezzo da parte di alcuni Paesi nordici. Intanto, le proteste ed il malcontento della popolazione aumentavano.
A gennaio, un presidio prolungato davanti al parlamento portò alle dimissioni del governo. Nel frattempo i potentati finanziari internazionali spingevano perché fossero adottate misure drastiche. Il Fondo Monetario Internazionale e l'Unione Europea proponevano allo stato islandese di di farsi carico del debito insoluto delle banche, socializzandolo. Vale a dire spalmandolo sulla popolazione. Era l'unico modo, a detta loro, per riuscire a rimborsare il debito ai creditori, in particolar modo a Olanda ed Inghilterra, che già si erano fatti carico di rimborsare i propri cittadini.
Il nuovo governo, eletto con elezioni anticipate ad aprile 2009, era una coalizione di sinistra che, pur condannando il modello neoliberista fin lì prevalente, cedette da subito alle richieste della comunità economica internazionale: con una apposita manovra di salvataggio venne proposta la restituzione dei debiti attraverso il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro complessivi, suddivisi fra tutte le famiglie islandesi lungo un periodo di 15 anni e con un interesse del 5,5 per cento.
Proteste
I cittadini islandesi non erano disposti ad accettare le misure imposte per il pagamento del debito.
Si trattava di circa 100 euro al mese a persona, che ogni cittadino della nazione avrebbe dovuto pagare per 15 anni; un totale di 18mila euro a testa per risarcire un debito contratto da un privato nei confronti di altri privati. Einars Már Gudmundsson, un romanziere islandese, ha recentemente affermato che quando avvenne il crack, “gli utili [delle banche, ndr] sono stati privatizzati ma le perdite sono state nazionalizzate”. Per i cittadini d'Islanda era decisamente troppo.
Fu qui che qualcosa si ruppe. E qualcos'altro invece si riaggiustò. Si ruppe l'idea che il debito fosse un'entità sovrana, in nome della quale era sacrificabile un'intera nazione. Che i cittadini dovessero pagare per gli errori commessi da un manipoli di banchieri e finanzieri. Si riaggiustò d'un tratto il rapporto con le istituzioni, che di fronte alla protesta generalizzata decisero finalmente di stare dalla parte di coloro che erano tenuti a rappresentare.
Accadde che il capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiutò di ratificare la legge che faceva ricadere tutto il peso della crisi sulle spalle dei cittadini e indisse, su richiesta di questi ultimi, un referendum, di modo che questi si potessero esprimere.
La comunità internazionale aumentò allora la propria pressione sullo stato islandese. Olanda ed Inghilterra minacciarono pesanti ritorsioni, arrivando a paventare l'isolamento dell'Islanda. I grandi banchieri di queste due nazioni usarono il loro potere ricattare il popolo che si apprestava a votare. Nel caso in cui il referendum fosse passato, si diceva, verrà impedito ogni aiuto da parte del Fmi, bloccato il prestito precedentemente concesso. Il governo inglese arrivò a dichiarare che avrebbe adottato contro l'Islanda le classichemisure antiterrorismo: il congelamento dei risparmi e dei conti in banca degli islandesi. “Ci è stato detto che se rifiutiamo le condizioni, saremo la Cuba del nord – ha continuato Grímsson nell'intervista - ma se accettiamo, saremo l’Haiti del nord”.
Costituzione Islanda
I Cittadini islandesi hanno votato per eleggere i membri del Consiglio costituente
A marzo 2010, il referendum venne stravinto, con il 93 per cento delle preferenze, da chi sosteneva che il debito non dovesse essere pagato dai cittadini. Le ritorsioni non si fecero attendere: il Fmi congelò immediatamente il prestito concesso. Ma la rivoluzione non si fermò. Nel frattempo, infatti, il governo – incalzato dalla folla inferocita – si era mosso per indagare le responsabilità civili e penali del crollo finanziario. L'Interpool emise un ordine internazionale di arresto contro l’ex-Presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson. Gli altri banchieri implicati nella vicenda abbandonarono in fretta l'Islanda.
In questo clima concitato si decise di creare ex novo una costituzione islandese, che sottraesse il paese allo strapotere dei banchieri internazionali e del denaro virtuale. Quella vecchia risaliva a quando il paese aveva ottenuto l'indipendenza dalla Danimarca, ed era praticamente identica a quella danese eccezion fatta per degli aggiustamenti marginali (come inserire la parola 'presidente' al posto di 're').
Per la nuova carta si scelse un metodo innovativo. Venne eletta un'assemblea costituente composta da 25 cittadini. Questi furono scelti, tramite regolari elezioni, da una base di 522 che avevano presentato la candidatura. Per candidarsi era necessario essere maggiorenni, avere l'appoggio di almeno 30 persone ed essere liberi dalla tessera di un qualsiasi partito.
Ma la vera novità è stato il modo in cui è stata redatta la magna charta. "Io credo - ha detto Thorvaldur Gylfason, un membro del Consiglio costituente - che questa sia la prima volta in cui una costituzione viene abbozzata principalmente in Internet".
L'Islanda ha riaffermato il principio per cui la volontà del popolo sovrano deve prevalere su qualsiasi accordo o pretesa internazionale
Chiunque poteva seguire i progressi della costituzione davanti ai propri occhi. Le riunioni del Consiglio erano trasmesse in streamingonline e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le proprie proposte. Veniva così ribaltato il concetto per cui le basi di una nazione vanno poste in stanze buie e segrete, per mano di pochi saggi. La costituzione scaturita da questo processo partecipato di democrazia diretta verrà sottoposta al vaglio del parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni.
Ed eccoci così arrivati ad oggi. Con l'Islanda che si sta riprendendo dalla terribile crisi economica e lo sta facendo in modo del tutto opposto a quello che viene generalmente propagandato come inevitabile. Niente salvataggi da parte di Bce o Fmi, niente cessione della propria sovranità a nazioni straniere, ma piuttosto un percorso di riappropriazione dei diritti e della partecipazione.



Lo sappiano i cittadini greci, cui è stato detto che la svendita del settore pubblico era l'unica soluzione. E lo tengano a mente anche quelli portoghesi, spagnoli ed italiani. In Islanda è stato riaffermato un principio fondamentale: è la volontà del popolo sovrano a determinare le sorti di una nazione, e questa deve prevalere su qualsiasi accordo o pretesa internazionale. Per questo nessuno racconta a gran voce la storia islandese. Cosa accadrebbe se lo scoprissero tutti? Federico Pistomo

mercoledì 3 agosto 2011

PROGETTO VENUS


Progetto Venus movimento Zeitgeist lucida follia? Può darsi, intanto vediamo di conoscerlo un pò!




“Nella società d’oggi, raramente si sente qualcuno parlare del progresso del suo Paese o della sua società in termini di benessere fisico, felicità, fiducia o stabilità sociale. Piuttosto, l“Quando riflettiamo sul concetto originale del cosiddetto sistema capitalista del libero mercato, come introdotto dai primi filosofi dell’economia come Adam Smith, vediamo che l’intento originale del mercato era basato su beni di scambio reali, tangibili, utili alla vita. Adam Smith non avrebbe mai immaginato che il più redditizio settore economico del pianeta sarebbe stata l’arena del trading finanziario, il cosiddetto investimento, dove lo stesso denaro viene semplicemente guadagnato dal movimento di altro denaro, in un gioco arbitrario, che non possiede alcun merito produttivo per la società. Il denaro è trattato come una merce, in sé e di per sé. Oggi, in tutte le economie del mondo, al di là del sistema sociale che rivendicano, il denaro è perseguito per fare altro denaro e nient’altro. L’idea che il sistema ci propaganda è che la mera ricerca egoista di questa merce fittizia, in qualche modo, manifesterà magicamente benessere e progresso umano e sociale. La realtà, invece, è che l’interesse per l’incentivo monetario è completamente scollegato dall’interesse per la vita ed il benessere collettivo” .e misure ci vengono presentate per mezzo di astrazioni economiche”.
[tratto dal video Zeitgeist - Moving Forward, 2011]


Abbondanza globale. È questo quello che otterremmo, se agissimo tutti con responsabilità, preservando e condividendo le risorse che ci offre questo pianeta. Abbondanza globale, non solo per pochi ma per l’intera civiltà umana, altro che fame, guerre, fast food tossici ed inquinamento ambientale. Esiste la possibilità di cambiare lo stato attuale delle cose, in tutto il mondo. Si tratta di cominciare a lavorare per un obiettivo comune, senza fini finanziari o scopi egoistici, per creare un nuovo sistema sociale ed economico, un sistema basato sulla gestione delle risorse, la cui unica funzione sia raggiungere e mantenere il benessere sociale collettivo e che non preveda alcun sistema monetario di mercato, nessun denaro, perché, semplicemente, non ce ne sarebbe bisogno. Il sistema di cui parlo non è uno scherzo, né un sogno od un’utopia, è reale e fattibile, ne hanno discusso scienziati, sociologi, medici ed ingegneri, come il designer e futurista statunitense J.Fresco.
Un’economia basata sulle risorse, un sistema sociale che riconosce l’efficienza della tecnologia e della meccanizzazione e che prescinde dalla necessità di possedere un sistema finanziario e quindi denaro: queste le fondamenta del Venus Project. Che cos’è? Un modello di società perfetta? È un vero e proprio esempio concreto, che dimostra quale sia l’alternativa al sistema sociale, economico, politico e finanziario in cui viviamo oggi. Il progetto del prof. Fresco si fonda su un concetto chiave, la cosiddetta “economia basata sulle risorse”, un approccio basato sulla preservazione e la gestione responsabile delle risorse e dei processi della Terra, il cui fine è prendersi cura dell’umanità nella su interezza, nel modo più efficiente e sostenibile possibile. Il Venus Project ha progettato quelle che potrebbero essere le città del futuro, le case, i mezzi di trasporto e le maniere più efficienti di utilizzare le fonti energetiche rinnovabili, secondo i seguenti capisaldi: 
-le risorse del mondo sono patrimonio comune di tutte le persone;
-sostituire le economie nazionaliste basate sul denaro con un’economia basata
 sulle risorse;
-bonificare e ripristinare l’ambiente naturale;
-ridisegnare le città, i sistemi di trasporto e le industrie, in modo che siano efficienti, puliti ed in grado di servire comodamente le esigenze di tutte le persone;
-superare il concetto di Governi (locali, nazionali o sovranazionali) come mezzo di gestione sociale;
-superare il nazionalismo, il fanatismo ed il pregiudizio;
-sviluppare ed utilizzare fonti d’energia rinnovabili;
-incoraggiare la creatività come stimolo per uno sforzo costruttivo;
-eliminare l’elitarismo;
-utilizzare metodologie di ricerca scientifica accurata e non opinioni causali;
-prepararsi intellettualmente ed emotivamente per i cambiamenti e le sfide che ci attendono

Un sistema come quello progettato dal futurista Fresco, è disegnato con l’unico obiettivo di assicurare il benestare di tutti gli uomini sulla Terra. Nessuna costrizione o sottomissione ad una dittatura privata, che obbliga a svolgere un lavoro che non piace e nessuna lotta con debiti che non esistono. Un sistema come questo non è solo un sogno ma la necessaria evoluzione del sistema attuale in cui stiamo vivendo, per evitare l’autodistruzione della specie umana e del pianeta. La nostra società attuale si basa sull’incentivo monetario, sulla credenza che se non esistesse alcuna forma di pressione esterna che facesse lavorare la gente, tutti resteremmo con le mani in mano a far nulla, diventando una massa informe e pigra. Non è così. Perché? “Perché il sistema di lavoro che abbiamo oggi è di fatto il generatore della svogliatezza, non il suo risolutore”. Se riusciremo mai a creare e vivere in una società come quella proposta dal Progetto Venus, sono sicuro e penso che anche voi capirete il perché, che la gente si offrirebbe volontaria a dare il suo apporto allo sviluppo quotidiano della società in cui vive e di cui è parte, per mantenerla e migliorarla.
“Ricordate quando eravamo bambini? Eravamo pieni di vita ed interessati ad imparare cose nuove ogni giorno, creare ed esplorare. Con il tempo, il sistema ci ha spinti a concentrarci su come fare soldi, limitandoci, rendendoci ruote di un ingranaggio, che manda tutti i frutti all’1% che comanda. La gente non è di fatto motivata da una ricompensa monetaria quando si tratta di ingegnosità e di creare. La creazione stessa è la ricompensa. Il denaro serve da incentivo solo per azioni ripetitive e banali; quando si tratta di innovare, ovvero fare l’uso giusto della mente umana, l’incentivo monetario è un provato intralcio, che interferisce e distrae dal pensiero creativo. Il denaro è un falso
incentivo e causa cento volte più distorsione che contributo”.
 
Attorno alla concezione di sviluppo ed evoluzione dell’umanità, in quest’ottica di salvaguardia e preservazione dell’ambiente, della razza umana ed animale, promossa dal Venus Project, è nata anche una corrente di pensiero, conosciuta dal 2008 con il nome di
Zeitgeist…….

Certo, il Progetto Venus può sembrare, a tratti, esagerato… ma la sua concezione e la linea di pensiero che ne sta alla base ci devono servire, quantomeno, come ispirazione. Pensare che un futuro prosperoso per tutta l’umanità sia possibile non basta, dobbiamo cominciare a costruirlo. La necessità attuale è quella di definire un nuovo modello socio-economico, prendendo spunto dalle idee del prof. Fresco, ad esempio, che sono in contrapposizione al modello monetario e politico in cui viviamo oggi. La crisi, le rivoluzioni e l’ingigantimento dei problemi attuali, quali le guerre e la fame, hanno già dimostrato che il modello attuale di società è superato. Dobbiamo fare il prossimo passo verso l’evoluzione.

Considerare il mondo come un unico sistema e la specie umana come una sola famiglia: questa è la chiave, non è filosofia fricchettona o politica, è il semplice saper vivere non solo pensando a sé stessi. Oggi, tutti i Paesi dovrebbero imparare a condividere le risorse e le idee e trovare soluzioni che siano d’interesse collettivo, sempre. Molti di voi l’avranno percepito, altri no… ma guardatevi attorno, riconoscerete che il piede si è già alzato per compiere la prima falcata.

Matteo Vitiello

martedì 2 agosto 2011

FRODE GLOBALE



Il sistema finanziario mondiale è una frode totale. E' uno schema di Ponzi gigantesco, non meglio di quello usato da Bernie Madoff per fregare amici e vicini e migliaia di volte peggio se aggiungete il numero di vittime casuate nelle varie generazioni. La differenza principale tra i due schemi è che Madoff agiva fuori dalla legge, mentre il cartello bancario internazionale ha persuaso generazioni dopo generazioni di monarchi, presidenti e primi ministri per avere protezione legislativa. Lo schema di Ponzi delle banche è allarmantemente semplice. Prestano lo stesso denaro a molte persone o istituzioni allo stesso tempo e ne prendono gli interessi. Le banche in realtà danno il loro credito e prendono in cambio un debito da ripagare con interesse. Il numero di volte con cui prestano lo stesso denaro è detto leveraggio. La pratica è vecchia, ma per il nostro proposito possiamo iniziare con la Lombard Street a Londra, Inghilterra, che accettava depositi per cui rilasciavano certificati pagabili a richiesta. Pagavano ai depositanti un interesse nominale sapendo che potevano prestare il denaro a interessi superiori. Subito capirono che potevano prestare piu denaro di quello che avevano, perchè solo pochi depositanti richiedono il proprio oro o argento in una volta. Era una truffa. Era illegale.

Comunque hanno continuato a lungo e la truffa venne legittimizzata quando la Banca di Inghilterra finanziò la guerra di Re William. Persone ricche sottoscrissero 1.200.000 sterline in oro e argento, come capitale per finanziare la banca, che quindi fece un prestito al governo all'8% di interesse. Per mostrare il suo apprezzamento, il Re permise alla banca di stampare 1.200.000 sterline in banconote e di prestarli a interessi alti. In effetti alla banca venne permesso di prestare due volte lo stesso denaro, una volta al governo e una alle persone.

Negli anni, per l'avarizia delle banche e la complicità dei politici, questo rapporto crebbe drammaticamente. Nei primi del 20° secolo, le banche federali Americane dovevano avere delle riserve d'oro per il 25%, ovvero potevano prestare lo stesso denaro quattro volte. Ricordo quando le banche Canadesi dovevano mantenere una riserva di contanti per l'8%, quindi avevano il permesso di prestare lo stesso denaro 12 volte e mezzo. Oggi, grazie al flip-flop di Milton Friedman che ha proposto prima un 100% di riserve di denaro contante e poi lo 0% e grazie all'adozione delle sue idee da parte delle principali banche centrali del mondo nel 1974, i multipli sono aumentati, in alcuni casi fino a 20 su 1 o più. Le banche tengono solo il denaro contante necessario a rispondere alle domande giornaliere e di conseguenza la frode è virtualmente totale. Il sistema funziona in questo modo. Supponiamo che vi servano 35.000$ per comprare un'auto nuova. Visitate il vostro amico banchiere e chiedete un prestito. Lui o lei vi chiederà una garanzia - azioni, obbligazioni, una seconda ipoteca sulla casa o sull'agriturismo o, se non avete queste, la firma di un amico o parente. Una volta fornita la garanzia dovrete firmare un documento per la cifra principale unita ad un certo interesse.

Finita l'operazione, il vostro banchiere batterà qualcosa al computer e il vostro credito di 35.000 $ apparirà nel vostro conto e potrete acquistare l'auto. Il punto importante è che secondi prima questo denaro non esisteva. E' stato creato dall'aria, per dire. L'equazione della banca è una specie di partita doppia dove la nota diviene un asset sui libri della banca e la nuova moneta depositata nel vostro conto è una responsabilità. Il profitto per la banca viene dalla differenza tra il basso interesse che paghereste se non spendeste immediatamente il denaro e l'interesse molto superiore che sareste obbligati a pagare, il termine tecnico è lo "spread". Ad un certo punto dovrete pagare con tutti gli interessi dovuti. Non solo voi, ma chiunque abbia preso "moneta" dalle banche, inclusi i governi che avevano il diritto di stampare moneta, ma hanno irresponsabilmente messo tale diritto ad una elite di banchieri privati. Chiunque non paghi finisce in grandi guai. Gli individui perderanno le proprietà in garanzia. Un governo in pericolo di insolvenza, sarà forzato a prendere denaro dal Fondo Monetario Internazionale, che dirà poi al governo come gestire i propri affari, compresi i tagli sui servizi e la vendita di beni pubblici agli avvoltoi capitalisti internazionali.

In realtà le banche hanno così trasformato il mondo in un negozio. Voi vi giocate le vostre azioni, obbligazioni, case, lavori, madri o paesi e le banche vi daranno un prestito in base al valore della garanzia. Un sistema mondiale dove tutto il denaro viene creato come debito è un disastro perpetuo. E' come un pallone gigante che le banche riempono di debito. Il pallone cresce e cresce, finchè il debito divene troppo pesante e quindi è come un pallone con una puntina in mezzo. Il sistema collassa e migliaia o a volte milioni di innocenti perdono il lavoro, la casa, le aziende. Non sorprende che sono passate 25 recessioni e depressioni negli USA dal 1890. In molti casi, inclusa la Grande Depressione degli anni '30 e la corrente Grande Recessione, l'evidenza indica che la demolizione è stata anticipata da pochi dentro l'ambiente che hanno favorito l'innesco della catastrofe.

Sulla scia della Grande Depressione, il Senate Banking and Currency Committee Report degli USA, poi divenuto famoso come Pecora Report on the Practices of Stock Exchanges, indicò che alcuni elementi interni beneficiarono dalla crisi. "I cavilli legali e l'oscurità, sono stati gli alleati più valorosi del banchiere", ha scritto Pecora nel suo memoriale. Simili affermazioni erano evidenti anche nel documentario "Inside Job" di Charles Ferguson, che si riferiva al collasso del 2007-2008. Questi rapporti e altri dati storici provano oltre ogni dubbio che Wall Strett è marcia fino al midollo. E' divenuta una gigantesca macina da mulino al collo dell'economia Americana e del mondo. Il danno collaterale dal recente collasso è stato incredibile. Il Bureau of Labor USA ha stimato la perdita di 8.4 milioni di posti di lavoro solo negli USA. Molti paesi hanno subito simili perdite drammatiche. La riduzione degli asset mondiali è stata stimata in 20 trilioni di dollari USA e nessuno dei colpevoli è in galera. Voi pensereste che qualcuno abbia avuto la decenza di lanciare una class action per almeno 10 trilioni di dollari contro ogni individuo e organizzazione che abbia contribuito alla catastrofe.

Fa impazzire che un sistema così vulnerabile alla manipolazione possa essere venuto in esistenza, prima di tutto. L'evoluzione non è avvenuta per caso. Non è stata guidata dalla mitica mano invisibile di Adam Smith. Al contrario, per più di un secolo e mezzo, è stata ingegnerizzata dalla mano visibile della famiglia Rothschild e dei suoi alleati e dalla Seconda Guerra Mondiale, dalla famiglia Rockefeller. Le due dinastie assieme hanno combinato le forze per influenzare su molti fronti, protette dalla segretezza creata dal Gruppo Bilderberg. L'influenza di lungo termine del cartello bancario è incalcolabile. Il loro colpo più grande è stata la creazione del Sistema della Riserva Federale negli Stati Uniti. Le grandi banche di New York non amavano l'idea della competizione genuina, così un piccolo gruppo si è incontrato al resort privato di J.P.Morgan sull'Isola Jekyll fuori dalla costa della Georgia. Il loro schema, studiato da Paul M.Warburg e poi adottato dal Congresso, è un monopolio privato legale della stampa di moneta Americana, a beneficio di pochi, con la scusa di tutelare e promuovere l'interesse pubblico.

Si tratta di un tributo all'abilità dei banchieri internazionali che potevano redigere una proposta di legge, cambiarne il nome e ottenere i compromessi necessari per farla adottare dal Congresso, giusto prima di Natale, quando pochi Rappresentanti dovevano sognare lo zucchero filato invece di esercitare la diligenza dovuta. Sembra che solo Charles Lindberg Sr. avesse afferrato quello che accadeva. Per dirla brutalmente, il Congresso ha trasferito il diritto costituzionale sovrano di creare moneta, alla custodia di un gruppo di banchieri privati. La magnitudine del danno non ha precedenti nella storia del mondo, ora i numeri sono arrivati a trilioni. Poco dopo il disegno di legge è passato e la grandezza della tragedia è stata riconosciuta. William Jennings Bryan, che agì come grusta Democratica, disse più tardi: "Nella mia lunga carriera politica, l'unica cosa che mi dispiace davvero è stata la mia parte nell'approvazione della legge bancaria e monetaria (Federal Reserve Act del 1913)". Il Presidente Woodrow Wilson, dopo tre anni dall'approvazione dell'Atto, scrisse: "Una grande nazione industriale è controllata dal suo sistema di credito. Il nostro sistema di credito è concentrato (nel Sistema della Riserva Federale). La crescita della nazione, quindi, e tutte le nostre attività sono nelle mani di pochi uomini... Siamo divenuti uno dei governi peggio controllati e dominati nel mondo civilizzato". Perè il disegno di legge non è stato abrogato, quasi 100 anni dopo è ancora attivo. Questo vi fa chiedere cos'abbiano fatto i rappresentanti del popolo per guadagnare i propri salari.

I responsabili dell'inganno originale sono stati molto lungimiranti. Hanno capito che quando i governi futuri avrebbero presto denaro in prestito, avrebbero necessitato di un flusso di reddito costante per pagare gli interessi sulle obbligazioni. Quindi hanno persuaso il governo a introdurre le imposte sui redditi, prima come misura temporanea, poi permanente, così avrebbero risposto ai loro obblighi. Nell'anno fiscale 2005, le tasse individuali totali negli USA sono arrivate a 927 miliardi di dollari. Di questi, 352 miliardi di dollari o il 38%, sono serviti solo per ripagare gli interessi del debito federale. Ora la figura sarebbe superiore. I banksters, come spesso vengono chiamati, decisero quindi che servisse una stampa indipendente. Oscar Callaway viene riportato così nel Congressional Record del 9 Febbraio 1917.

"Nel marzo 1915, gli interessi della J.P.Morgan, la siderurgia, la costruzione navale e gli interessi in polvere, con le loro filiali, hanno ingaggiato 12 uomini nel mondo dei giornali perchè selezionassero quelli più influenti negli USA e un numero sufficiente di essi per controllate la politica della stampa negli USA. Scoprirono che era necessario comprare solo il controllo di 25 tra i maggiori giornali. I 25 giornali vennero scelti, vennero inviati emissari per acquistare la politica, nazionale e internazionale, di tali giornali; ...venne fornito un editore ad ogni giornale che doveva supervisionare e alterare l'informazione sulla preparazione, sul militarismo, sulle politiche finanziarie e altro di carattere nazionale e internazionale, considerato vitale per gli interessi degli acquirenti (e per reprimere) tutto ciò che fosse in opposizione agli interessi serviti".

E' stato suggerito che il Gruppo Bilderberger possa aver preso una foglia dal precedente Morgan, per proteggere i propri interessi tra la fine del 20° e l'inizio del 21° secolo. Questo è impossibile da provare, perchè i suoi membri sono vincolati dal segreto e la stampa non riporta dei loro incontri. Può essere solo coincidenza che il sistema monetario, l'altra faccia della globalizzazione e il cover-up decennale sulla presenza e tecnologia extraterrestre (specialmente sulle fonti di energia pulita che si scontrerebbero sull'interesse petrolifero), i tre soggetti di maggior beneficio dei banksters, siano evitati come una piaga dalla stampa? Non voglio spingermi a dire che l'uomo dietro il sistema bancario internazionale sia demoniaco perchè i loro pensieri sono privati. Però Sir Josiah, poi divenuto il Barone Stamp, un ex direttore della Banca d'Inghilterra, ci ha fornito una rara immagine della verità.

"Il sistema bancario è stato concepito nell'iniquità ed è nato nel peccato. I Banchieri possiedono la terra. Toglietela dalle loro mani, ma lasciategli il potere di creare moneta e con un tocco di penna, creeranno abbastanza moneta da ricomprarsela. Però togliete loro il potere e tutte le grandi fortune come la mia spariranno e devono sparire, così il mondo sarebbe un mondo più felice da vivere, ma se volete restare schiavi dei banchieri e pagare il costo della schiavitù, lasciate che continuino a creare denaro". Nell'ultimo collasso del 2007-2008, la Fed ha agito rapidamente per prevenire il completo collasso dello schema di Ponzi. Così ha stampato trilioni di dollari per salvare le banche e alcune industrie molto indebitate. Però cos'ha fatto la Fed per i contribuenti il cui denaro è stato così selvaggiamente diluito per salvare le banche? Nulla! Sono stati abbandonati. Milioni di persone hanno perso il lavoro, le aziende, le speranze e la dignità come risultato di circostanze oltre il loro controllo. I contribuenti hanno salvato le banche, ma non hanno avuto nulla in cambio.

La stessa cosa vale per i governi che sono andati rapidamente al salvataggio. Come risultato del collasso hanno perso valori e sono stati forzati ad aumentare il debito e a tagliare i servizi essenziali. La Fed ha preteso di stimolare l'economia riducento gli interessi quasi a zero. Sarebbe un esercizio interessante scoprire cosa sia accaduto a tutto questo denaro a basso costo. Sarebbe un buon soggetto per il Congresso. Quanto hanno usato le banche per comprare attività domestiche ed estere a prezzi stracciati? Quanto è stato utilizzato dagli istituti finanziari sui mercati mondiali del cibo e alzare i prezzi in un tempo in cui milioni muoioni di fame? Sicuramente dei contribuenti hanno avuto vantaggio per i bassi interessi, ma sono stati avvertiti del vecchio gioco? Chi acquista beni con denaro a buon mercato, corre il rischio di perdere le proprietà quando la Fed alza i tassi. Fa tutto parte del ciclo insito nel nostro sistema monetario infinitamente stupido.


On.Paul Hellyer
Ex Ministro della Difesa Nazionale Canadese
26 Febbraio 2011

A Palazzo Ducale arriva il “suono” che apre le porte al futuro delle comunicazioni

Il Giornale Online



Fabrizio Tamburini dell’Università di Padova dimostra pubblicamente a Venezia che creare più canali naturali nella stessa frequenza è possibile.
Venerdì 24 giugno, dalla Loggia del Palazzo Ducale a Venezia è stata fatta da Fabrizio Tamburini dell’Università di Padova, con l’aiuto di Bo Thidé dell’Istituto di Fisica Spaziale Svedese di Uppsala e Visiting Professor CARIPARO della Scuola Galileiana di Studi Superiori, la prima dimostrazione pubblica dell’utilizzo delle proprietà di vorticità delle onde elettromagnetiche  per creare più canali naturali nella stessa frequenza.


Questo esperimento innovativo, oltre a rievocare quello di Marconi nel 1895 quando invase ogni frequenza dell’etere per far suonare un campanello a distanza nella villa di Pontecchio, supera le presenti tecnologie che suddividono in bande lo spettro di frequenze per permettere la trasmissione di diversi segnali in contemporanea su un’unica frequenza.
L’esperimento si basa sulla vorticità dei campi elettromagnetici, una proprietà instrinseca delle onde elettromagnetiche che può essere trasportata anche da un singolo fotone nello spazio e nel tempo. Un’onda elettromagnetica vorticosa avvolge la sua fase come un fusillo un numero finito di volte nello spazio di una lunghezza d’onda.
Questi aspetti spaziali del campo elettromagnetico possono essere modulati per le telecomunicazioni, dando così origine a un nuovo tipo di sintonia.
L’evento ha dimostrato con successo spettacolare per la prima volta pubblicamente, dopo settimane di test sia a Padova che a Venezia, che questi nuovi gradi di libertà possono già essere impiegati per telecomunicazioni e radioastronomia con una tecnologia semplice e disponibile con strumentazioni convenzionali.
L’esperimento è stato ideato da Fabrizio Tamburini dell’Università di Padova, con l’aiuto di Bo Thidé dell’Istituto di Fisica Spaziale Svedese di Uppsala e Visiting Professor CARIPARO della Scuola Galileiana di Studi Superiori.

La parte operativa sia della preparazione, studio e realizzazione del progetto che dell’assemblaggio della strumentazione sono stati resi possibili grazie alla stretta collaborazione del gruppo di lavoro composto dal Professor Filippo Romanato del Dipartimento di Fisica dell’Università di Padova e Direttore del Laboratorio LaNN (Laboratorio per la Nanofabbricazione di Nanodispositivi) di Venetonanotech che ha sostenuto e sponsorizzato l’esperimento e dove si sono svolte le prima prove di trasmisione, dal Professor Antonio Bianchini e dalle Dottoresse Anna Sponselli ed Elettra Mari del Dipartimento di Fisica Astronomia dell’Università di Padova.
Per generare un vortice elettromagnetico è stata realizzata, nei laboratori del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione dell’Università di Padova, una speciale antenna parabolica “vorticosa” con la collaborazione del Professor Someda, del dottor Palmieri e Galtarossa.

La stazione trasmittente è stata posizionata sulla torretta di destra della Compagnia della Vela ed ha due antenne, una normale Yagi (a pettine) e quella vorticosa, sulla stessa frequenza di 2,414 GHz. La stazione ricevente è posta sulla loggia di Palazzo Ducale a 435 metri circa dalla trasmittente ed è fatta da due antenne Yagi accoppiate fra di loro in un interferometro. 
Spostando meccanicamente una delle due antenne si realizza una sintonia spaziale da un segnale senza vorticità a quello vorticoso. Due canali naturali sulla stessa frequenza.
Una folla ha riempito lo spazio antistante Palazzo Ducale per osservare i giochi di luce ed ascoltare la prima trasmissione, due suoni discordanti ciascuno per canale. Muovendo meccanicamente l’antenna si identificavano chiaramente i punti in cui un segnale veniva annullato ed emergeva l’altro semplicemente “annusando lo spazio”. Alla fine, è emerso per la prima volta il suono chiaro del canale vorticoso dimostrando che la sintonia per vorticità è possibile e facilmente realizzabile.

Le implicazioni di questo esperimento, guidate dalla Scienza, potranno per esempio dare nuovi occhi ai radiotelescopi per la ricerca diretta di buchi neri rotanti e per la turbolenza del plasma interstellare. Plasmonica, super risoluzione ottica e ricerca dei pianeti extrasolari sono già in fase di studio all’Università di Padova e al Laboratorio LaNN di Venetonanotech.
Tra le applicazioni più interessanti sono quelle biomediche per la diagnosi precoce e non invasiva del cancro. E il primo brevetto per la trasmissione broadcasting e futura telefonia mobile è stato depositato giusto lo stesso venerdì 24 giugno. Tutte queste iniziative stanno dando vita ad un spin-off.

Una città intera, la Città di Venezia ha permesso di realizzare questo sogno di un esperimento “alla Marconi”, nel posto dove ormeggiava agli inizi del secolo scorso lo Yacht Elettra, la Bianca Nave Laboratorio.

I radioamatori dell’ARI hanno dato un contributo indispensabile alla riuscita dell’esperimento. Per realizzare tutto questo, Tamburini, Tullio Cardona, giornalista e regista e Roberto de Carli, imprenditore, fondarono un anno fa il gruppo “Vortici&Frequenze” con lo scopo di realizzare il primo esperimento pubblico.
La madrina dell’evento è stata la Principessa Elettra Marconi-Giovannelli, figlia di Guglielmo Marconi, che ha presenziato all’annuncio dell’evento pubblico e ha seguito al telefono la prima dimostrazione pubblica. 

Scienziati, industriali ed ingegneri di fama mondiale hanno partecipato a questo evento. Fra questi Giuliano Berretta, chairman di Eutelsat, main sponsor della dimostrazione, Sir Michael Berry, candidato al Premio Nobel per la Fisica, e il Presidente della Fondazione Marconi Falciasecca, il direttore di RAI 3 Giovanni De Luca, l’assessore comunale alla Pianificazione Strategica Pier Francesco Ghetti e tantissimi altri hanno affollato la Sala dello Scrutinio dove veniva spiegato l’esperimento.
L’evento, realizzato in collaborazione con Venezia Marketing&Eventi, ha il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ministero all’Innovazione Tecnologica, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna, della Regione Veneto, della Provincia di Venezia, del Comune di Venezia, della Fondazione Marconi e dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti Inoltre si avvale della collaborazione della Municipalità di Venezia, Murano e Burano, della Compagnia della Vela, del social forum Venessia.com, dell’associazione Guide Turistiche di Venezia.

Danimarca: un complesso residenziale autosufficiente grazie alle fonti rinnovabili

di Francesco Calderone
http://www.altrogiornale.org/
Aalborg è una città della Danimarca nota per il carnevale, per la Jomfru Ane Gade e soprattutto, in tempi recenti, per essere stata la città che ha ospitato nel 1994 la prima conferenza europea sulle città sostenibili che ha dato vita alla così detta Carta delle Città Europee per uno sviluppo durevole e sostenibili o Carta di Aalborg.
Fedele a quell'idea di urbanizzazione riportata nella Carta che porta il suo nome, la città danese rappresenta oggi un esempio di cambiamento del tessuto urbano che mira all'autosufficienza e al risparmio energetico, alla vivibilità e alla fruibilità degli spazi cittadini.

In questo senso si muove uno dei progetti in sviluppo ad Aalborg presentato dallo studio di architettura CF Moller per un complesso residenziale che sorgerà sul lungomare: composto da 60 appartamenti, alto dai 4 ai 12 piani, si tratta di una struttura che utilizzerà solo fonti rinnovabili e sarà del tutto autosufficiente dal punto di vista energetico.
Il tetto sarà un piano inclinato esposto verso sud ricoperto di pannelli fotovoltaici e collettori per il solare termico che ricoprirà un'area pari a 1200 metri quadrati, sufficienti per la produzione di 104000 kWh di elettricità all'anno e la soddisfazione del fabbisogno del complesso (stimando in 1740 kWh/anno il fabbisogno di ciascun appartamento); inoltre saranno presenti quattro turbine eoliche che "cattureranno" il forte vento occidentale per creare un alimentatore supplementare utilizzato per ricaricare le auto elettriche.


Molta attenzione verrà data naturalmente alla scelta dei materiali necessari per un'ottimale coibentazione termica, così come alla disposizione e all'apertura delle finestre in modo da garantire la miglior esposizione alla luce naturale dei vari appartamenti, mentre un sistema di raccolta dell'acqua piovana verrà utilizzato per irrigare i giardini circostanti.
Aldilà del progetto, sicuramente valido e validamente pubblicizzato, ciò che colpisce in Danimarca così come in altri paesi nordici, è proprio l'impegno convinto verso un'urbanizzazione meno energivora e più a dimensione umana; qualcosa che in Italia pare ancora ben lungi dal venire.

Immagini © C. F. Moller Architects