domenica 9 novembre 2014

IL MURO DEL RIMPIANTO?

Il 9 Novembre segna il 25esimo anniversario della caduta del muro di Berlino. Lo stravagante trambusto e' cominciato da mesi a Berlino. Da parte degli USA possiamo aspettarci tutti i cliché da Guerra Fredda circa la lotta del Mondo Libero contro la Tirannia Comunista che verranno tirati in ballo insieme alla solita favola del come il muro sia venuto in essere: Nel 1961, i comunisti di Berlino Est costruirono un muro per impedire ai loro cittadini oppressi di scappare a Berlino Ovest e alla libertà. Perché? Perché ai comunisti non piace che la gente sia libera e impari la “verità”. Che altro tipo di ragione poteva esserci?


Prima di tutto, prima della costruzione del muro nel 1961, migliaia di tedeschi dell'est si recavano a ovest per lavoro ogni giorno e poi rientravano in casa alla sera. Molti altri andavano avanti e indietro per fare delle compere o per altre ragioni. Per cui chiaramente non erano trattenuti ad est contro la propria volontà. Ma allora perché e' stato costruito il muro? C'erano due ragioni principali:

1) L'occidente stava molestando la Germania Est con una vigorosa campagna di reclutamento di professionisti e di lavoratori specializzati che si erano formati a spese del governo comunista. Questo alla fine ha provocato una seria crisi lavorativa e produttiva nell'est. Come indicazione di questo, il New York Times segnalava nel 1963: “Berlino Ovest ha sofferto economicamente dalla costruzione del muro con la perdita di circa 60,000 lavoratori specializzati che ogni giorno si recavano dalle loro case di Berlino Est ai loro posti di lavoro di Berlino Ovest.”

Bisogna notare che nel 1999, USA Today scriveva: “Quando e' caduto il muro di Berlino [1989], i tedeschi dell'est s'immaginavano una vita di libertà ove i beni di consumo erano in abbondanza e i tempi di difficoltà passati per sempre. Dieci anni più tardi, un rimarcabile 51% afferma che erano più felici con il comunismo.” E sondaggi precedenti indicavano una percentuale di persone che esprimevano un tale sentimento ancora più alta, perché in questi dieci anni molti di coloro che si ricordavano in un modo più chiaro la vita nella Germania dell'Est erano morti. Anche se, dieci anni ancora più tardi, nel 2009, il Washington Post affermava: “Gli occidentali [di Berlino] dicono che non ne possono più della tendenza dei loro omologhi orientali di essere fissati con la nostalgia dei tempi comunisti.”

E' stato nel periodo dopo la riunificazione che e' nato un nuovo proverbio russo ed europeo orientale: “Tutto quello che i comunisti hanno detto sul comunismo e' una bugia, ma tutto quello che hanno detto sul capitalismo si e' rivelato vero.”

Si deve anche notare che la divisione della Germania in due stati nel 1949 – dando inizio a 40 anni di Guerra Fredda – e' stata una decisione americana e non sovietica.

2) Durante gli anni '50, gli americani promotori della guerra fredda nella Germania Occidentale hanno dato il via ad una cruda campagna di sabotaggio e di sovversione contro la Germania Orientale con l'obbiettivo di scompaginare l'assetto economico ed amministrativo del paese. La CIA ed altri servizi USA di intelligence e militari avevano reclutato, equipaggiato, addestrato e finanziato gruppi di attivisti tedeschi ed individui, dell'ovest e dell'est, per compiere azioni nello spettro tra la delinquenza giovanile fino al terrorismo. Qualsiasi cosa che rendesse la vita difficile per il popolo della Germania Orientale e indebolisse il suo supporto al governo. Qualsiasi cosa facesse sembrare i “commies” come dei cattivi.

E' stato un progetto notevole. Gli Stati Uniti e i loro agenti usarono degli esplosivi, incendi dolosi, cortocircuiti ed altri metodi per danneggiare centrali elettriche, cantieri navali, canali, banchine, edifici pubblici, distributori di benzina, trasporti pubblici, ponti etc. Deragliarono dei treni commerciali provocando il ferimento grave di lavoratori. Incendiarono 12 autovetture sopra un treno commerciale e  distrussero i tubi ad aria compressa (i freni) di altri. Usarono degli acidi per danneggiare macchinari vitali di stabilimenti industriali. Misero della sabbia nelle turbine di un stabilimento portandolo all'arresto. Applicarono il fuoco ad una fabbrica per la produzione di mattonelle. Promossero dei rallentamenti nella produzione industriale. Uccisero 7.000 mucche in una cooperativa agricola avvelenandole. Aggiunsero dei detersivi nel latte in polvere destinato alle scuole della Germania Orientale. Venero trovati in possesso al tempo del loro arresto, di una grande quantità del veleno cantharidin con il quale progettavano di produrre delle sigarette per uccidere personaggi di primo piano della Germania Orientale. Causarono l'esplosione di bombe maleodoranti per interrompere incontri politici. Cercarono di sabotare il Festival Internazionale della Gioventù a Berlino Est mandando degli inviti contraffatti, promesse fasulle di vitto e alloggio gratis, notizie false di cancellazioni, etc. Effettuarono attacchi contro i partecipanti con degli esplosivi, bombe incendiarie e materiale per la foratura dei pneumatici. Falsificarono e distribuirono larghe quantità di biglietti per le razioni di cibo per causare confusione, carenze e risentimento. Mandarono delle false notifiche di imposte come anche altre direttive e documenti governativi per favorire la disorganizzazione e l'inefficienza nell'industria e nelle organizzazioni sindacali... Tutto questo e molto altro ancora.

Il centro Woodrow Wilson International Center for Scholars, a Washington, DC, di fede conservatrice e promotore della guerra fredda, in un suo Progetto di Lavoro, il Cold War International History Project Working Papers (#58, p.9) enuncia: “La frontiera aperta a Berlino aveva esposto la GDR [Germania Est] allo spionaggio massivo e alla sovversione e, come mostrano i due documenti nell'appendice, la sua chiusura ha dato allo stato comunista maggiore sicurezza.”

Durante gli anni '50, la Germania Orientale e l'Unione Sovietica hanno ripetutamente sporto dei reclami agli ex alleati dei Sovietici in Occidente e alle Nazioni Unite riguardo specifiche attività di sabotaggio e di spionaggio chiedendo la chiusura degli uffici nella Germania Occidentale che ritenevano responsabili, e per i quali avevano fornito nomi e indirizzi. I loro reclami sono caduti nel vuoto. Inevitabilmente la Germania Orientale ha cominciato a restringere l'ingresso nel paese dall'ovest, cosa che eventualmente portò al famigerato muro. Ad ogni modo, anche dopo la sua costruzione c'era stato un regolare, benché limitato, movimento legale di immigrazione dall'est verso l'ovest. Nel 1984, per esempio, la Germania Orientale permise a 40,000 persone di partire. Nel 1985, giornali della Germania Orientale hanno asserito che più di 20,000 ex cittadini che si erano stabiliti nell'Ovest volevano rimpatriare dopo essere stati disillusi dal sistema capitalistico. Il governo della Germania Occidentale dichiarò che 14.300 tedeschi dell'est erano tornati indietro durante i 10 anni precedenti.

Non dimentichiamo inoltre che mentre la Germania Orientale si era completamente denazificata, nella Germania Occidentale, per più di un decennio dopo la guerra,le più alte cariche governative nei rami dell'esecutivo, legislativo e giuridico contenevano numerosi ex ed “ex” nazisti.

Infine, va ricordato, che l'Europa Orientale divenne comunista perché Hitler, con l'approvazione dell'Occidente, l'ha usata come corridoio per raggiungere l'Unione Sovietica e spazzare via il Bolscevismo per sempre, e che i russi nelle due Guerre Mondiali, persero circa 40 milioni di persone avendo l'Occidente usato questo corridoio per invadere la Russia. Non dovrebbe quindi destare sorpresa il fatto che l'Unione Sovietica volesse chiudere questo corridoio.

Per un'addizionale e molto interessante veduta dell'anniversario del Muro di Berlino, si può leggere l'articolo “Humpty Dumpty and the Fall of Berlin’s Wall” di Victor Grossman. Grossman (cognome originario Steve Wechsler) era fuggito dal US Army in Germania sotto la pressione delle minacce dell'era McCarthy e poi e' diventato un giornalista nella Repubblica Democratica Tedesca (Orientale). Vive ancora a Berlino e manda con le sue mail il suo “Berlin Bulletin” sugli sviluppi tedeschi su base irregolare. Si può abbonare a wechsler_grossman@yahoo.de. La sua autobiografia: “Crossing the River: a Memoir of the American Left, the Cold War and Life in East Germany” (NdT – Attraversando il Fiume: un Memoriale sulla Sinistra Americana, la Guerra Fredda e la Vita nella Germania Orientale) e' stato pubblicato da University of Massachusetts Press. Sostiene di essere l'unica persona al mondo con dei diplomi sia da Harvard University e da Karl Marx University in Leipzig.


William Blum

domenica 19 ottobre 2014

AFORISMI? NO, CASTRONERIE E FRASI FATTE!


Un popolo che spera è un popolo ridotto all'impotenza.


Quante gabbie costruite in nome della libertà.

Ci hanno lasciato tutte le libertà meno una: quella di essere liberi.

Chi non sceglie, chi sta a guardare, chi giudica a posteriori con l'occhio critico del censore è sicuro che non avrà mai torto, ma è altrettanto certo che non avrà vissuto,


Chiamare "Legge di stabilità", qualcosa che devasta e rende precaria ll' esistenza di tanti è perlomeno sintomo di mancanza di tatto!


Certo che si puo' fare qualcosa. Si può resistere!
Resistere all'indifferenza,
Resistere alla voglia di mollare,
Resistere a ciò che ci sembra impossibile sopportare,
Resistere all'ego che ci ritiene migliori,
Resistere all'autocritica che ci reputa peggiori.
Resistere per esistere!



Strano paese il nostro, dove ci vuole meno tempo a togliere diritti ai lavoratori che a nominare un membro del Consiglio superiore della Magistratura.

Non sono grillino perchè a me piace parlare alla testa e cuore delle persone e non alla pancia.


Decenni di manomissioni del territorio, decenni di manomissioni di coscienze e intelligenze. Ci va pure bene che siano solo bombe d'acqua!

Siamo talmente calati nel ruolo assegnatoci, talmente abituati al doppiogiochismo, all'ambiguità, al sotterfugio, che la sincerità, la disponibilità e il disinteresse fanno apparire chi li pratica come il peggiore dei nemici degno al massimo, nella migliore delle ipotesi, di una malcelata compassione.

Se la politica, in particolare quella di sinistra, fosse un abito non dovrebbe essere una tuta taglia unica, ma un vestito cucito sulle misure del più disgraziato tra gli esseri umani. Se va bene a lui, andrà sicuramente bene anche a tutti gli altri.

Siamo pieni di conseguenze, indifferenti o fatali per gli apatici, vitali per i curiosi.

Ho imparato a diffidare dei critici a prescindere, dei rivoluzionari da tastiera, dei promoter di se stessi "ùber alles", di quelli che non è mai il momento giusto, di quelli "Che la crisi è dei valori" e i propri li svendono sottocosto, di quelli che "Sabato c'è la partita...", di quelli "Ma tu ci credi ancora?".....

L'Italia in recessione e, purtroppo, quella economica non è neanche la peggiore.

La storia del leone e della gazzella che devono correre, non tiene conto del terzo protagonista della storia, la iena, che, senza correre, chiunque vinca ne trae vantaggio! Se vince il leone ha rimediato il pranzo, se vince la gazzella comunque non ha sprecato energie. Il problema è quando il numero delle iene supera quello dei leoni e delle gazzelle

Ci sono sempre molte cose che non capisco! Ma il problema vero è che quando le capisco non sono mai d'accordo!

Se è vero che le bugie hanno le gambe corte, pensa le cazzate che dice Brunetta.

Spesso la vita quando ti dà qualcosa, la rivuole con gli interessi!


La paura spesso, ci fa tenere i pensieri al guinzaglio!


Ogni alba che vedi
è una notte sconfitta!
Ogni primavera,

un inverno che s’è arreso!

Comunista, perchè nessuno mi ha convinto del contrario!

Il PD è finito!
Il bipolarismo è finito!
La democrazia parlamentare è finita!
La volontà' popolare è finita!
La pazienza è finita!
....ah e ho finito pure le sigarette!


L'ho già detto e lo confermo, oggi la rivoluzione si fa con un nuovo tatuaggio, o programmando un viaggio. Tutto il resto.... è noia!

La pietà è morta, e pure la ragione non se la passa bene!

La verità è da sempre umiliata dalla storia!
Un comico genovese, un ricco puttaniere, un padano mantenuto dalla politica, un figlio di papà toscano,!
Questo racconteranno i libri dei nostri anni.



Il male è… Sedersi in poltrona, quando potresti stare in piedi
Il male è… Avere gli occhi e non vedere
Il male è… Rivoluzionari in pizzeria e fuori solo ubriachi
Il male è… Sballare la mente e annullare le coscienze
Il male è… “Si però, in fondo, a me che mi frega”
Il male è… “Sono tutti uguali”, ma scegli sempre i peggiori
Il male è… “Si hai ragione, ma non posso, ho la partita a calcetto”
Il male è... “Il sabato all’ Outlet e la domenica allo stadio”
Il male è… Cercare negli altri i nostri difetti
Il male è… Accontentarsi di sperare e vivere storie disegnate da altri
Il male è… Un sms d’auguri a Natale inviato a tutti
Il male è… Fast food americano in Italia per mangiare messicano!
Il male è… Un viaggio Low Cost pagato dallo sfruttamento
Il male è… Quest’anno vado a “Sciarmelscek”, e non sapere dove sono le Tremiti
Il male è… Vedere i poveri esibiti in Tv e non quelli che ci vivono di fianco
Il male è… La gelosia, il possesso, la violenza e chiamarla amore!
Il male è… “Io non sono razzista, però…..”
Il male è… “Il mondo fa schifo, ma io che ci posso fare?”
…………..
…………..

Il male è… Un altro rompicoglioni che ci dice cos’è bene e cos’è male!

Non si deve scrivere per chi già sa,
si deve scrivere per chi ancora non sa.
E' il prato incolto che va zappato e seminato, e per farlo è necessario abbassarsi.

Dove va il mondo?
Se continua così, sicuramente nell'indifferenziato!

Quando la line di confine tra le persone passa attraverso pancia e portafoglio anzichè tra cuore e testa,diventa inevitabilmente un muro insormontabile!

I sogni ti scelgono gratis
e poi li paghi a rate.

Beati coloro che sanno, che capiscono sempre tutto, perchè loro sarà il regno della ragione.

Le immagini vorrebbero parlare ai sordi ma spesso vengono viste dai ciechi.

Non potrei mai essere un libro. Non lascerei mai che qualcun altro ne possa scrivere la parola fine.



giovedì 16 ottobre 2014

LA SOLUZIONE E' NEL SOCIALISMO?

La dimostrazione pratica che il pensiero unico neoliberista, non solo è un fallimento, ma ha alternative concrete. Basta porre l'uomo al centro delle idee e dei progetti, invece del profitto dei pochi a danno dei molti. 





Nel cuore dell'Andalusia sorge una piccola comunità rurale che è riuscita a sconfiggere la piaga dei senza lavoro. Un esempio unico nell'Europa colpita dalla crisi e dalla recessione creato dallo storico sindaco della cittadina. Juan Manuel Sànchez Gordillo ha fondato la politica economica e sociale su un principio che ha avuto successo: non più competizione ma cooperazione. Ispirandosi ai valori del socialismo reale ha costruito nell'arco di 30 anni un sistema che garantisce la sussistenza all'intera comunità agricola. Il risultato è la piena occupazione e un sogno che resiste: l'utopia di un sistema di convivenza e produttivo diverso. Siamo andati a visitarlo. Ecco quello che abbiamo scoperto

di LUIGI POLITANO

sabato 11 ottobre 2014

CHI DIVIDE NON MOLTIPLICA


E’ notizia di pochi giorni fa quella del ragazzino napoletano che ha rischiato di morire per l’imbecillità di chi pensa che tutto sia permesso, che tutto sia un gioco e che tutto passa attraverso la lente deformante della cosiddetta normalità. E si, perché quel ragazzino era stato preso di mira perché sovrappeso, non corrispondente, quindi,  a quelli che sono i canoni imposti dall’ignoranza e dal bombardamento mediatico dell’immaginario collettivo.
Il ragazzino, avrebbe potuto essere albino, troppo alto, troppo basso di colore, rosso, o addirittura effeminato chè su questi ultimi , poi, la violenza e lo scherno sembrano quasi atti dovuti.
La società negli ultimi anni attraverso gli scenari, complessi fin che si vuole , ma tendenzialmente, tutti tesi al profitto e al mantenimento del potere attraverso mille e più modi d’indirizzo del pensiero attraverso Tv, stampa, comunicazioni subliminali da pubblicità, siti web ecc. ha approfondito le divisioni tra gli esseri umani anziché limitarle nella comprensione e nell’accettazione.
Alle tradizionali differenze di razza, sesso, classe sociale, ne sono state aggiunte e incentivate altre: quelle anagrafica, prima di tutte, con il normale conflitto generazionale padri-figli trasformato in una guerra che vede gli uni contro gli altri armati. Gli uni accusano gli altri di aver scippato loro il futuro. Gli altri accusano a loro volta di scarso impegno e di scarsa propensione al sacrificio “Eh!….ai miei tempi”.
E, purtroppo, tale lettura che ci porta a puntare il dito su quello immediatamente più vicino a me sia esso anziano, giovane, di colore o gay è stata sposata e utilizzata anche da una certa intellighenzia (es.le critiche di Zucconi al rapper Fedez  per l’inno del M5S) , che avrebbe, invece, tutte le capacità di analizzare i fenomeni con un’altra ottica e indirizzare le critiche e le censure in tutt’altra direzione.
Ad un certo punto della nostra storia sembrava che il mondo ( almeno quello occidentale) fosse quasi pronto al grande salto, da società  classista a società, se non proprio di uguali, almeno di rispetto reciproco non solo formale.
Ma i reggitori del mondo, quelli che ne detengono i fili, che indirizzano le menti che canalizzano i pensieri hanno deciso che così non avrebbe potuto essere." Poffarbacco il lignaggio, il blasone (non quello nobiliare ma quello economico) non possono abdicare al loro ruolo e alla loro funzione. Ma che davvero pensavate che il figlio di un operaio potesse contare come quello di uno di noi? Poveri illusi, ve lo abbiamo fatto credere talmente bene, che ora siete pronti a sbranarvi tra di voi." 
E noi l'abbiamo fatto, abbiamo scaricato la rabbia al nostro interno cercando e criticando ogni nostra minima differenza, scavando solchi e fossati tra gli esseri umani, criticando prima di tutti i nostri simili e perdendo di vista i veri avversari.
La lotta di classe non si è conclusa con la firma di un trattato di non belligeranza reciproca. Non ve ne siete accorti ma è stata una resa incondizionata e, come in tutte le guerre, il vincitore ha stabilito le regole e le penali da pagare.
Per i padroni la guerra tra le classi non è mai finita, l’hanno continuata, oltre che con le tradizionali armi del capitalismo, con il condizionamento, con la creazione di realtà virtuali, con l’introduzione di nuove e perniciose divisioni. Il “dividi et impera” non è mai stato così efficacemente applicato.
Oddio, cosa c’entra tutto questo con il povero ragazzino napoletano. C’entra, c’entra! Quei tre cretini, autori dell’atto, se avessero avuto una scuola, una famiglia, una società intorno che invece di esaltare la competizione e il denigrare il diverso, ne avesse coltivato l’accettazione e valorizzato l’ arricchimento  reciproco che il contatto tra diversi comporta, forse (anzi senza il forse) non l’avrebbero fatto e magari in quel momento invece di bighellonare  e rompere le scatole al prossimo sarebbero stati al cinema, in biblioteca o a manifestare per la propria condizione di sottoproletariato.
Ad maiora


MIZIO

sabato 4 ottobre 2014

SALVATE L'ART. 18


Hanno trasformato il nostro tempo in un non-tempo. I luoghi che amavi ritrovare in non luoghi. Le persone con cui stare in immagini ferme al passato quando il pensiero diventava parola e vita, dagherrotipi da ricordare e da salutare.
 “Ciao ci vediamo” sapendo di mentire e che così non sarà.
Luoghi e città non vissuti, paesaggi, persone cancellati come file.
Questo è il lavoro che cerchiamo? Quello che serve? Questo è il lavoro da salvare?
Si precarizza il tempo e i rapporti, si costruiscono  tante identità quando ne vogliono una sola, quella più insignificante.

Difendere l’art. 18 vuol dire poter sperare, non solo di continuare a mangiare, ma anche di poter sognare.


MIZIO 

venerdì 3 ottobre 2014

IN UN MONDO CHE…..



“In un mondo che non ci vuole più…….”.era l’inizio di una famosa canzone del grande Battisti degli anni ’70 . Un mondo già allora ancorato a visioni di progresso materiale poco incline a lasciare spazio ai movimenti dell’anima, del sentimento o alle sensibilità artistiche.
Ma pur nella sua imperfezione e nella sua limitatezza era ancora una società in cui lo spazio per l’autopromozione di una crescita culturale, politica o, semplicemente spirituale, era possibile e faceva intravedere all’interno del percorso vitale di ognuno la possibilità di poter scegliere la propria indipendenza in un qualsiasi momento. Il fermento artistico, culturale, politico e filosofico era costantemente presente nelle scuole, nei posti di lavoro, all’angolo di ogni strada, nei poster che ognuno appendeva nella propria cameretta.
Le barriere di classe stavano /apparentemente) progressivamente cadendo, lasciando il posto all’idea che anche i figli degli operai potessero aspirare a qualcosa dipiù e di meglio che l’occupazione degli ultimi gradini della scala sociale.
Sembrava veramente che gli immani sforzi fatti, in termini di fatica e di lotte, delle generazioni precedenti stessero finalmente dando i loro frutti., che la società tutta si stesse ritrovando in un prospetto unico d’organizzazione, in cui al primo posto ci sarebbe stato il rispetto e il riconoscimento della pari dignità di ogni essere umano.
Ma, purtroppo c’è sempre un ma, il lieto fine non fu mai scritto, anzi, i nuovi capitoli hanno riportato alle righe iniziali della storia cancellando rapidamente e subdolamente non solo dal punto di vista legislativo ma dai pensieri e dalle coscienze l’idea di una società più giusta. Questo mondo non vuole più, o forse non ha mai voluto, che le differenze economiche, di genere, di razza fossero relegate tra i fenomeni da studiare nei libri di storia. Questo mondo l’hanno scritto e imposto lor signori sin dagli albori. Sin da quando , uno dei primi esseri umani scoprì che era più facile e redditizio, far lavorare altri al posto proprio. Utilizzando, per giustificare ciò  a seconda dei periodi, la forza fisica, il presunto lignaggio, la superiorità legata a scelte divine ma fondamentalmente sempre servendosi dalla potenza economica. Cosa che garantiva la complicità e la difesa dello status quo con classi (nobili, militari, sacerdoti) che man mano andavano formandosi e che costituivano il substrato culturale con cui propagandare e difendere l’organizzazione sociale, bastando loro l’illusione di appartenere a classi elette e superiori.
Si inseguiva il sol dell’avvenire e la fantasia al potere che con una risata li avrebbe seppelliti, e invece il sole è tramontato da tempo, la fantasia l’hanno usata molto meglio i signori del mondo per condizionare, addormentare e sviare le coscienze, e la risata che sentiamo adesso è la loro mentre festeggiano la nostra sepoltura.
Craxi, Berlusconi, Prodi, Forza Italia, Lega, PD, PDL, NCD, Bossi, Grillo,,Letta, Renzi non sono che facce diverse dello stesso copione, quello di riportare l’assetto societario al suo paradigma iniziale di differenze classiste facendo cadere nel dimenticatoio come utopiche o sbagliate le ideologie che avevano permesso il riscatto delle classi subalterne.
Ora siamo al “redde rationem”, usando tutto l’armamentario ideologico, comunicativo, strategico permesso dalla loro potenza stanno sferrando l’ultimo attacco con ottime probabilità di vincere senza neanche trovare  troppa opposizione.
Mai come oggi il nostro destino è nelle nostre mani. Possiamo tentare di trattenerlo o di cederlo “pro domo sua”. Sapendo, però, che se decidessimo di resistere (cosa di cui mi permetto di dubitare) le mosse immediatamente successive sarebbero le loro e ci porterebbero a dover affrontare situazioni ad oggi solo teorizzabili. Il potere non ha mai disdegnato, ad esempio, di utilizzare la guerra come strumento di distrazione sociale, così come non disdegna, in chiave più moderna, l’uso del ricatto economico minacciando chiusure, delocalizzando aziende, favorendo una globalizzazione del bisogno e della perdita di diritti ben sapendo che con le loro pance piene loro possono permettersi di aspettare sulla riva del fiume.
E a quel punto forse, saremo chiamati, a dover prendere impegni e decisioni decisamente più radicali. Se il mondo non ci vuole più (almeno liberi) dovremo fare in modo di riprenderci il mondo!
Come? Ne riparleremo!
Ad maiora


MIZIO

lunedì 22 settembre 2014

PERCHE'? PERCHE' NO!

Il governo Renzi sta proseguendo il lavoro di cortina fumogena rispetto l’origine delle vere cause della crisi e con la scusa di questa sta procedendo a rapidi passi ad una ristrutturazione in senso limitativo della rappresentanza e della democrazia dello stato e della costituzione.
Ma se ci si fermasse un attimo a riflettere tutte queste riforme ritenute necessarie e improcrastinabili sinora non hanno minimamente sortito effetti positivi sulla crisi e sulla società italiana in generale, anzi!
Uno dei problemi maggiori che limitava lo sviluppo e la crescita erano le troppo rigidità del mercato del lavoro e i diritti del lavoratore. Difatti sono ormai anni che siamo il paese con il più alto tasso di flessibilità e di minore tutele eppure abbiamo raggiunto il record di disoccupati (giovani e non), Non bastando ciò, adesso si sferra l’attacco finale anche all’ultimo baluardo dei diritti, l’art.18..
La presenza del pubblico è deleterio per i consumatori perché una sana concorrenza affidata al libero mercato facilita i consumi migliorando il prodotto e abbassando i costi con benefici per il bilancio statale. Bene l’unico esempio positivo in tal senso è quello della telefonia mobile, difatti sta girando uno spot che magnifica e ringrazia  l’Europa per questo, ma, in tal caso, gran parte del miglioramento è dovuto al naturale progresso tecnologico che c’è stato nel settore.
Magari, si dovrebbero guardare meglio le meraviglie prodotte dalle privatizzazioni delle Ferrovie, di Alitalia, delle Poste, di Autostrade e di tutto ciò che era pubblico o controllato dallo stato come i prezzi dei carburanti le tariffe dell’energia ,del gas e le assicurazioni. Queste, ueste Questeuna volta passate al libero mercato, hanno dato vita ad una corsa al rialzo dei prezzi con il fondato  sospetto che poi tutto sia regolato in regime di accordi di cartello, in  barba alle stesse leggi del libero mercato.
Altra litania: L’alto deficit dello stato è dovuto alle mancate riforme (quali?), ma se andiamo a vedere il deficit alla fine della Prima Repubblica, quindi con tutto il marcio e i ritardi che le si imputavano, era di meno di 800 milioni di euro, oggi nel 2014 abbiamo superato i 2 mila miliardi aumentandolo di una volta e mezza, pur in presenza di numerose riforme che, come abbiamo visto, andavano nel senso di quel riformismo invocato come un mantra.
Sotto accusa spesso, anche, le lungaggini che il bicameralismo impone prima di approvare leggi e decreti, questo in parte è vero, ma solo per i provvedimenti che in qualche misura vanno ad intaccare diritti e privilegi di lor signori e dei propri referenti, perché quando si è trattato di modificare la Costituzione, di elevare l’età pensionabile, di rivedere le leggi sul lavoro e lo statuto dei lavoratori, non mi pare che ci siano state lungaggini, anzi!

Si sono finalmente eliminate le Province. Castroneria! Si è eliminata la possibilità per i cittadini di eleggere i propri rappresentanti in quest’ istituzione, che continuerà ad avere gli stessi poteri e attribuzioni di prima.
Si è votata l’abolizione del Senato. Falso anche questo! Si è tolta ancora una volta la possibilità agli elettori di poter scegliere chi siederà in quella camera che continuerà ad avere potere decisionale in molte delle questioni istituzionali e costituzionali.
Quindi, da una parte un decisionismo in materie che avrebbero comportato un maggiore e più coinvolgente dibattito tra le forze politiche ( l’assetto dello stato non si può fare a colpi di maggioranza) dall’altro si sono ignorate le fonti delle vere storture dell’attuale sistema. Le regioni, i cui poteri con il cambiamento del titolo V previsto dalla legge 42/2009 sotto la pressione leghista, furono aumentati a dismisura in nome del federalismo fiscale e della lotta al centralismo statale fonte di sprechi, hanno moltiplicato per venti tali caratteristiche. E, in questo caso, senza grandi distinzioni tra Nord e Sud.
Per amor di patria non voglio entrare, poi, nel nocciolo del problema che è l’attuale regime finanziario che è stato eletto a moloch delle umane esistenze rinunciando a qualsiasi ruolo della politica nel dirigere tali distorsioni e schizofrenie che si muovono sulla scia di speculazioni e  interessi che nulla hanno a vedere con quelli dei cittadini che tali decisioni e direttive sono costretti a subire e mantenere. L’Europa, in questo, da grande opportunità, si è rapidamente trasformata, in un docile strumento nelle mani della grande finanza internazionale a cui, i nostri rappresentanti, hanno prontamente aderito. Per incapacità, complicità o semplice convenienza personale non ci è dato sapere, ma per noi il risultato non cambia.
Queste riflessioni sono un semplice elenco di questioni che, al di là di come ci siano state presentate, nell’attuazione pratica hanno avuto risultati esattamente opposti a quelli che si sarebbero dovuti ottenere. In un paese normale, governato, non da geni, ma da persone normodotate dal punto di vista intellettivo e di coscienza, ci si sarebbe fermati a riflettere se, effettivamente, fosse questa l’’unica, o la più giusta, delle strade da seguire.
Al contrario da noi si taccia di conservatorismo chi critica (fatti e dati alla mano) e si imputa il peggioramento di tutti i parametri che possiamo considerare, non alle scelte sbagliate ma a quel poco ormai che rimane della splendida stagione delle conquiste dei diritti del lavoro, politici, civili attaccando gli ultimi simboli di quel periodo, vedi art.18.
Si migliora il deficit statale privatizzando e liberalizzando? Sembra di no!
Si migliora il Pil nazionale bloccando gli stipendi dei dipendenti pubblici? Avete già visto che non è così!
Aumenta l’occupazione togliendo i diritti ai lavoratori? I dati vi smentiscono.
Allora perché proseguire su questa strada che si sta rivelando fallimentare nei risultati e insopportabilmente pesante per i cittadini.
Quale cambiale avete deciso di farci pagare oltre quello della vostra incapacità.
Per quale motivo non si vogliono provare altre strade? Forse perché in questi ultimi anni il divario sociale ed economico tra le classi è aumentato a dismisura e le sirene che suonano dalle parti del potere economico sono sicuramente più suadenti del lamento dei poveri?
Perchè non si parla di patrimoniale? Perché non si tassano le rendite parassitarie? Perché non si finanzia la ricerca? Perché si acquistano gli F35? Perché si insiste con le grandi opere? Perché non si finanzia la messa in sicurezza del territorio con mille piccole opere? Perché si è messo il pareggio di bilancio nella Costituzione? Perché si partecipa alla preparazione dell’ ennesima guerra per la libertà? Perché non si richiedono con forza alla Germania e all’Europa regole più flessibili che non porterebbero loro a fondo ma permetterebbero ai paesi più deboli del Sud di utilizzare le risorse per i propri cittadini? Perché…..? Perché no!
Ad maiora


MIZIO